Futuro Lukaku, Troise: "Il Napoli non può permetterselo, ma difficile piazzarlo"
Ciro Troise, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Messi o Maradona? Qual è il tuo pensiero su un dibattito che continua da anni?
"È un dibattito infinito, se iniziamo ora finiamo domani mattina. Però per me il calcio non è fatto soltanto di numeri, statistiche e quant'altro, è fatto di ragionamenti, di riflessioni, di quello che qualcuno ha rappresentato. Per me Maradona ha rappresentato la possibilità per una squadra che non aveva mai vinto di vincere, è sceso negli inferi per portare la sua grandezza. Quindi questo fatto qui per me rende il confronto impossibile, oltre al fatto che per me sono epoche calcistiche così differenti che qualsiasi paragone sotto il profilo tecnico è improponibile. Da una parte c'è un grandissimo giocatore, più forte della sua epoca secondo me, che sta avendo grandissima continuità fino all'ultimo minuto della sua carriera, dall'altra c'è uno che ha fatto arrivare la piazza ovunque, uno che parlava con i leader di Stato, uno che ha fatto il gol più bello della storia ai quarti di finale di un Mondiale, non con il Getafe, ai quarti di finale di un Mondiale. Siamo su pianeti differenti. L'alto sociale di Maradona è irraggiungibile sempre, ci mancherebbe altro, l'alto sportivo praticamente forse se ne può discutere. Per me Messi è leggermente meglio, per un altro magari è ancora Diego, ma queste sono cose che non avranno mai una verità, perché per fortuna il calcio è fatto anche di questioni personali".
A breve dovrebbe arrivare l'ufficialità di Massimiliano Allegri. Ci siamo ormai?
"Sì, è soltanto una questione burocratica. Siamo nei giorni della liberazione dal Milan per Allegri e poi dopo arriveranno gli annunci ufficiali di questo triennale che Allegri firmerà con il Napoli. Quindi è inutile fare il discorso oggi, domani, dopodomani, ma siamo nei giorni decisivi. Sta ritornando anche De Laurentiis dagli Stati Uniti, quindi credo che, come è previsto per essere popolato il quadro, da qui al 30 giugno Allegri sarà il nuovo allenatore del Napoli".
Lukaku e De Bruyne sono impegnati al Mondiale. Che destino immagini per loro nel Napoli di Allegri?
"Per me Lukaku ha molte difficoltà a restare nel Napoli. Credo che l'altro giorno abbia dato anche dimostrazione di un giocatore che fa fatica. Il Napoli non può permettersi, in un anno in cui vuole abbassare il monte ingaggi e ringiovanire l'organico, di avere il giocatore più pagato che fa l'alternativa a Hojlund e non può garantirsi neanche tante certezze sotto il profilo del rendimento fisico. Mi sembrerebbe veramente strano una cosa del genere, ma ovviamente c'è tutta la difficoltà a capire dove può andare, cioè a piazzarlo sul mercato. Su De Bruyne, Allegri ha l'idea di puntare su di lui, poi bisogna capire anche con la società che scelta si fa, anche con lo stesso giocatore. Credo che lo sapremo dopo il Mondiale, però Allegri lì ha la volontà di puntarci. È un allenatore abituato a gestire i campioni anche a fine carriera, l'ultimo è Modric che ha gestito, quindi lì può starci un ragionamento differente, anche se è una scelta che va condivisa tra tre attori: allenatore, società e giocatore".
Che giudizio dai di quanto sta accadendo al Milan dal punto di vista dirigenziale?
"A me non è piaciuto niente di quello che ha fatto il Milan finora. Da quando ha mandato via Maldini ad oggi non mi è piaciuto niente. Non mi piace il ruolo preponderante di Ibrahimovic, non mi piace andare a stravolgere quelle che sono le regole del calcio, come la presenza di un direttore sportivo che sia uomo di campo, che sappia avere la visione di costruire la squadra e lavorarci giorno dopo giorno. Non mi piace neanche sinceramente questo spogliare completamente dell'anima italiana una realtà. Poi si intuisce anche sulla mancanza di presenza da parte mediatica, quindi di quello che ha fatto il Milan negli ultimi anni, da quando ha mandato via Maldini ad oggi non mi è piaciuto niente".
Che estate di mercato ti aspetti per il Napoli?
"Lo spazio è piuttosto ampio rispetto all'anno scorso. Credo che il mercato si farà a fine agosto. Penso che al massimo questi due movimenti, Gila e Khalaili, possono vivere un'accelerazione già in queste settimane, ma poi per le condizioni di tutti gli organi non credo che ci vorrà poco tempo perché funziona tutto sulle uscite. Va via Milinkovic? Allora si può prendere uno tra Kovar e Vicario. Va via Lucca? Allora può arrivare un altro attaccante. Immaginiamo che poi il Napoli ha ancora anche Giovanni e a centrocampo se non parte Anguissa non puoi fare niente. Sono cose che hanno bisogno di tempo, quindi credo che sia l'opposto rispetto all'anno scorso, anche perché si veniva da una rosa sfoltita e con una sola competizione. Oggi hai una rosa fin troppo abbondante, così come i rientri dai prestiti".
La coppia Conte-Maldini in Nazionale sarebbe una buona base di ripartenza?
"Sotto l'aspetto tecnico sarebbe una grande ripartenza. Maldini è uno dei migliori dirigenti del calcio italiano per visione e anche risultati. Non avendo una cassa grandissima ha già vinto uno scudetto e fatto una semifinale di Champions, ha portato a casa giocatori pagandoli poco, mi viene in mente Kalulu, Theo Hernandez. Dall'altra parte parliamo di un allenatore che nel ricostruire, nel rianimare corpi morti, ha dimostrato di essere il numero uno. Nel caso mi sembra strano, perché fino a ieri tutto andava verso Roberto Mancini, non so cosa è successo in questi giorni, però la coppia Conte e Maldini sarebbe una garanzia per la ripartenza".
C'è chi non vorrebbe il ritorno di Roberto Mancini dopo l'esperienza in Arabia Saudita. Tu come la vedi?
"Per me è una narrazione di comodo questa qui, perché l'ultimo atto, quello di Mancini che va in Arabia Saudita, arriva dopo una battaglia interna anche con Gravina. Mi ricordate lo staff? La realtà è che purtroppo in Italia si fa fatica a fare le cose. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale gli attriti c'erano, quella partita con la Macedonia è stato un trauma, ma gli attriti c'erano già. Non è che Spalletti l'hanno chiamato il 13 agosto quando Mancini se n'è andato, ma era un discorso che era già iniziato da un bel po'. E per iniziare dei colloqui con Spalletti vuol dire che Mancini non stava poi così saldo. Poi l'ultimo atto è che lui se ne va in Arabia Saudita, ma chi conosce il mondo del calcio sa che non funziona che una mattina Mancini decide di andare in Arabia Saudita e basta. Ci sono stati dei pregressi. Le cose nel calcio si fanno un anno prima per l'anno dopo".
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