CdS, Iannarelli: "Conte ha fatto un miracolo! Hojlund? Non risolve le gare da solo..."
Patrick Iannarelli, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: “Mi aspettavo una reazione dell’Atalanta dopo la delusione della semifinale di Coppa Italia persa ai rigori contro la Lazio. L’obiettivo dichiarato era chiaramente quello e lo stato d’animo dopo quella partita era pesante. Però sinceramente non mi aspettavo una prestazione di questo livello: andare a dominare 3-0 a San Siro non è mai semplice”.
Che Milan hai visto?
“Un Milan completamente assente per circa settanta minuti. L’Atalanta ha fatto quasi la partita perfetta: due gol subito, il rischio di segnare anche il terzo. Allegri, secondo me, sta facendo anche troppo con il materiale umano che ha a disposizione”.
Quindi le responsabilità non sono soltanto dell’allenatore?
“Assolutamente. Vedo una squadra con poca motivazione e con giocatori che non riescono più a trasmettere sensazioni positive. Il Milan rischia seriamente di perdere la Champions League perché il problema principale non è tecnico, ma mentale”.
Hai citato Allegri, ma parliamo anche di Palladino: che situazione vive l’allenatore dell’Atalanta?
“Palladino ha chiesto fiducia alla società e, al netto dell’ultimo mese, secondo me ha fatto un ottimo percorso. In Champions l’Atalanta è stata probabilmente la miglior squadra italiana: ha battuto il Chelsea, ha sfiorato le prime otto e si è fermata soltanto contro il Bayern Monaco”.
Eppure il suo futuro sembra in bilico…
“La sensazione qui a Bergamo è che la storia tra Palladino e l’Atalanta possa essere già finita. La società sta facendo riflessioni importanti, soprattutto se dovesse arrivare Giuntoli. Piace molto Thiago Motta, già cercato in passato. Io però Palladino lo confermerei: è uno dei migliori prospetti italiani e secondo me è il vero erede di Gasperini”.
Allegri invece meriterebbe la conferma?
“Io lo terrei. Questa rosa non vale la Champions League e lui sta cercando di tenere il Milan competitivo. Poi è chiaro che il suo calcio possa piacere o meno, ma allenatori che ti danno certezze di risultato ce ne sono pochi”.
Tra questi metti anche Antonio Conte?
“Assolutamente sì. Conte oggi è uno dei top manager del calcio mondiale. Se fossi De Laurentiis lo confermerei subito”.
Perché?
“Perché ha fatto un miracolo. Ho sentito tante critiche alla stagione del Napoli, ma Conte ha dovuto convivere con una quantità impressionante di infortuni. Il Napoli ha perso De Bruyne per lunghi tratti, ha avuto quarantadue stop complessivi eppure è rimasto competitivo”.
A proposito di attaccanti: Hojlund ha deluso oppure il problema è collettivo?
“A me Hojlund piace molto. Ricordo ancora un gol con l’Atalanta in cui fece un movimento straordinario. Però non è uno che può risolvere le partite da solo”.
Cosa gli manca?
“Va supportato. È un giocatore rapido, intelligente nei movimenti, ma ha subito il peso di un trasferimento enorme al Manchester United e poi si è ritrovato in un Napoli con tanti problemi offensivi”.
Quindi credi possa ancora crescere?
“Sì, assolutamente. È un ottimo giocatore e può fare la differenza, ma va messo nelle condizioni giuste”.
Hai parlato anche di una crisi generale degli attaccanti…
“Basta guardare i numeri. Lautaro è arrivato a 17 gol, Giocares si è fermato a 15. È evidente che quest’anno ci sia stata una povertà realizzativa importante. Per questo i 13 gol segnati da De Bruyne da gennaio in poi fanno ancora più impressione: significa che il livello generale si è abbassato parecchio”.
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