De Leo: "Il Bologna avrà stimoli extra! Conte? Io sono per l'estetica, ma il risultato conta"
Emilio De Leo, commissario tecnico di Malta ed ex vice-allenatore del Bologna, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: “Mi aspetto una gara aperta e anche spettacolare. Il Napoli ha un obiettivo immediato molto importante da raggiungere e quindi sono sicuro che partirà forte, con le idee chiarissime. Dall’altra parte però c’è una squadra che, quando gioca libera mentalmente e con leggerezza, riesce a esprimersi ancora meglio”.
Quali possono essere i pericoli per il Napoli?
“Il Bologna è una squadra che non dà punti di riferimento, ama avere il possesso del pallone e si prende anche qualche rischio in più. Proprio per questo diventa molto pericolosa. Sono sicuro che sarà una partita molto interessante”.
In questa stagione si è parlato tanto di “giochisti” e “risultatisti”, soprattutto a Napoli. Qual è il tuo pensiero?
“È un tema molto attuale. Io parto sempre da un concetto: gli obiettivi li fissano le società, non gli allenatori. Sta poi al tecnico trovare il modo migliore per raggiungerli”.
E il tuo modo qual è?
“Io amo un calcio propositivo, creativo, che abbia anche valori estetici. È un calcio che piace a chi lo guarda, a chi lo gioca e anche a chi lo allena quotidianamente. Secondo me, alla lunga, attraverso quel tipo di calcio puoi ottenere risultati importanti”.
Lei era nello staff del Bologna che vinse 2-1 al Maradona contro il Napoli di Ancelotti. Vincere a Napoli oggi che valore avrebbe per Italiano?
“Credo che affrontare squadre così prestigiose dia sempre motivazioni extra. Il Bologna negli anni è cresciuto tanto, grazie anche alla coerenza della società. Italiano ha fatto bene sia in campionato che in Europa e sono sicuro che sarà molto motivato nel confrontarsi con un allenatore vincente come Conte”.
A proposito di Napoli, ci racconta qualcosa di quel possibile approdo di Mihajlovic sulla panchina azzurra?
“Se non erro fu nel periodo post-Sarri. Ci fu un contatto, un incontro. Noi arrivavamo da ottime stagioni tra nazionale serba e Sampdoria e c’erano diverse richieste”.
Quanto fu vicino il Napoli?
“Per quello che ci risultava, abbastanza. Poi evidentemente non si trovarono tutti i dettagli. Sarebbe stata una grande soddisfazione, soprattutto per me da campano, ma anche per Sinisa, che aveva un legame speciale con Napoli e con i napoletani”.
Che ricordo le resta del rapporto tra Mihajlovic e Napoli?
“Sinisa aveva grande rispetto e simpatia per Napoli. Ricordo anche uno striscione meraviglioso che gli venne dedicato. E mi torna in mente una sua frase: ‘Mi piacerebbe vedere lo Scudetto a Napoli, perché è una gente che ama davvero il calcio’. Mi piace ricordarlo così”.
In chiave futura si parla anche di Sarri come possibile successore di Conte. Che ne pensa?
“Non mi permetto di giudicare Sarri, però quello che fece a Napoli riempì gli occhi di tutti ed è stato fonte d’ispirazione per tanti allenatori”.
Sarebbe giusto riprovarci?
“Sicuramente sarebbe affascinante chiudere quel cerchio, ma bisogna anche stare attenti a non rischiare di rovinare ricordi così belli. In ogni caso, Sarri ha qualità ed esperienza enormi e il Napoli ha dimostrato negli anni di saper scegliere bene gli allenatori”.
Quel Napoli resta ancora oggi un modello?
“Assolutamente sì. Era una squadra che a tratti sembrava ingiocabile. Ci è capitato diverse volte di affrontarla e quello che riusciva a proporre resta ancora oggi negli occhi di tutti”.
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