Italiano-Napoli, Giacalone: "C'è un giocatore azzurro che lo farebbe impazzire..."
Giada Giacalone, giornalista di Sportitalia, è intervenuta su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Secondo le tue informazioni, il nuovo allenatore del Napoli verrà da Bologna e sarà Vincenzo Italiano?
"Al momento, se dovessimo dare le percentuali, il numero al fianco al nome di Vincenzo Italiano è una percentuale elevata. Non possiamo parlare di certezza perché nella giornata di domani, possibilmente in mattinata, dovrebbe esserci il famoso incontro tra Vincenzo Italiano e la proprietà del Bologna per ratificare e mettere nero su bianco. Quella è una sensazione che più volte ho espresso: la linea del progetto di Vincenzo Italiano a Bologna terminava con questa stagione e che fosse proprio il profilo che De Laurentiis aveva individuato per Napoli, al di là di quello che poi è stato il percorso sul campo. Domani mi aspetto oggettivamente che si arrivi a una stretta di mano tra il Bologna e Vincenzo Italiano e che il Bologna cercherà una nuova figura con cui far ripartire un nuovo progetto. Ero convinta di questo mesi fa, prendendomi anche degli insulti da colleghi di Bologna, e continuo a dirlo."
Com'è percepita la possibile partenza di Italiano dalla piazza bolognese?
"La piazza è un po' divisa. C'è chi vede nella volontà di Italiano di sposare un nuovo progetto come quello del Napoli un tradimento, perché il tifoso la vive di pancia. Poi non sono piaciute alla piazza le ultime dichiarazioni di Italiano, quando ha detto che alcuni fischi hanno fatto male al Bologna: qualcuno legge in queste frasi una sorta di scaricare la colpa sulla piazza. Dall'altro lato c'è comunque una parte di tifoseria che applaude il recente passato, perché Italiano resterà l'allenatore che ha riportato una Coppa storica come la Coppa Italia in città: questo non si potrà mai dimenticare."
Un nostro ascoltatore chiede: ti piace il modo di giocare aggressivo di Italiano e pensi che possa riproporlo anche al Napoli?
"Ho molta fiducia in Vincenzo Italiano. Il mio rapporto con lui nasce con delle difficoltà: all'inizio del suo percorso a Bologna i risultati non arrivavano e in conferenza stampa gli avevo mosso qualche critica. Poi c'è stato un bel confronto tra me e lui fuori dalle telecamere, nel quale mi ha fatto capire che ci vuole tempo per mettere in pratica un nuovo ciclo, soprattutto per un allenatore come Italiano che chiede ai suoi giocatori un sacrificio molto importante e non tutti sono subito pronti a seguirlo. Ho ottime sensazioni su di lui come allenatore perché riesce a far calare nella parte tutti i suoi giocatori. Credo che possa assolutamente riproporre il suo gioco anche a Napoli, perché da questo punto di vista è abbastanza integralista: lo troverete sempre lì, con la difesa che ogni tanto è ballerina perché c'è da attaccare fino alla fine. Questo è il suo modo."
È pronto Italiano per il grande salto in una piazza come Napoli? Ha dimostrato anche qualche uscita fuori posto davanti alle telecamere, come quando ha dichiarato la stagione finita salvo poi arrivare a tre punti dall'Atalanta.
"L'allenatore perfetto non esiste e parliamo pur sempre di esseri umani che sbagliano. Parto dall'intensità degli allenamenti: faccio i complimenti allo staff di Italiano, che è gente molto capace e riesce a far lavorare tutti a un'intensità elevatissima. Sulle uscite, è vero che quella frase sulla stagione del Bologna finita è risuonata ad alcuni come una resa, però secondo me era molto realistica: ha detto semplicemente la verità. Bisogna sempre capire il filo sottile tra dirla e non dirla nel modo migliore, però da questo punto di vista non me la sento di dargli troppe colpe. Credo che sia arrivato il momento per lui di fare un salto: dopo la gavetta, dopo tutti gli elogi del passato, i due anni a Bologna sono stati pieni di vittorie, di sconfitte che bruciano e di situazioni da analizzare. La Champions League e l'Europa League sono stati due percorsi vissuti a pieno e credo che Italiano sia pronto per vivere una piazza come Napoli, con le sue difficoltà e la sua tensione mediatica, sicuramente diversa da quella di Bologna."
La forza di Italiano è sempre stata l'identità del suo gioco con squadre di media qualità. Quali giocatori del Napoli potrebbero fare al caso suo?
"Per me la geometria e il gioco facile di Scott McTominay farebbero impazzire Vincenzo Italiano. Non ha mai avuto il grandissimo campione a disposizione: non ce l'aveva a Firenze, dove giocava senza un vero nove di altissima qualità, così come a Bologna, dove quest'anno Castro ha deluso — mi dispiace dirlo perché me ne aspettavo molto di più — e ha avuto qualcosa in più da Rowe, che lui ha fatto esplodere, e nel finale dal contributo di Beukema. Il Napoli è diverso: ha una qualità nei singoli superiore su ogni reparto, quindi potrà esprimere il suo calcio ancora in maniera migliore. A centrocampo McTominay, ma sugli esterni la qualità c'è tutta. Anche i terzini: uno come Gutierrez a fare il terzino con Italiano diventa un bel treno, divertente. Ed è proprio questo il termine giusto: è quello che lui si augura, di poter vedere la propria squadra giocare in quel modo."
Italiano quest'anno a Bologna ha cambiato modulo, passando al 4-2-3-1 quando si è accorto che la difesa ballava troppo. Segno di flessibilità?
"Sì, a un certo punto, a circa tre quarti della stagione, quando si è accorto che dietro ballavano troppo e non reggevano l'urto, è passato a un modulo con tre uomini davanti alla difesa che riuscissero a far giocare meglio tutti. Anche la gestione di Orsolini ha fatto discutere: è un giocatore simbolo di questa piazza e a un certo punto sembrava completamente fuori dai radar di Italiano. Io credo però che ci sia stata più un'indicazione della società, perché il rinnovo contrattuale di Orsolini è stato uno degli argomenti spinosi di quest'annata. Orsolini per essere veramente forte deve essere mentalmente al 100% e credo che in questo periodo non lo fosse. Italiano ha capito anche questo e ha preferito magari farlo partire dalla panchina: non si discute però sul fatto che riesca a capire i momenti dei calciatori."
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