Podcast

Montervino: "Vergara può essere il futuro del Napoli! Non mi serviva l'esordio con l'Italia..."

Montervino: "Vergara può essere il futuro del Napoli! Non mi serviva l'esordio con l'Italia..."
Oggi alle 15:15Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone
Francesco Montervino analizza il momento del Napoli durante la sosta per le Nazionali: da Vergara a Højlund e De Bruyne, passando per l'ipotesi 3-4-2-1.

Il Napoli guarda alla ripresa del campionato con alcune indicazioni positive arrivate dalla sosta per le Nazionali. Tra i protagonisti c'è anche Vergara, autore di una prestazione che ha confermato le qualità del giovane talento azzurro. Ma l'attenzione è rivolta anche a Højlund e De Bruyne, entrambi protagonisti con le rispettive Nazionali, e alle possibili soluzioni tattiche che Massimiliano Allegri potrebbe adottare al rientro. Del momento del Napoli, della crescita dei singoli e dell'ipotesi 3-4-2-1 abbiamo parlato con Francesco Montervino, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania

Ci racconti il Vergara che hai visto tu in Nazionale, il tipo di prestazione che ha offerto, la gestione da parte di Mancini e cosa dovremmo ritrovare nel momento in cui rientrerà a Napoli? "Guarda, per parlarti di Vergara, con grande onestà, non avevo bisogno di vedere la partita di ieri. Per me è un giocatore forte, un giocatore che può essere veramente il futuro, quello vero, concreto e importante del Napoli. Ha dimostrato anche ieri, entrando con la Nazionale, di poter essere un giocatore di livello internazionale e che può fare onestamente anche la differenza. È un giocatore che può essere schierato sia da sottopunta sia da esterno, ma per me il meglio lo dimostra quando fa l'intermedio in mezzo al campo, il trequartista. Quindi io spero che il Napoli possa davvero puntare in maniera netta su questi giocatori, ma credo che il Napoli debba realmente puntare su questi giocatori".

Guardando poi ai giocatori che stanno facendo bene e che stanno offrendo prestazioni importanti in Nazionale, ci sono Højlund e De Bruyne. Ci sono due giocatori che anche i numeri stanno aiutando: un attaccante che fa due gol e propizia un autogol è sicuramente un attaccante felice, perché l'attaccante vive di gol. E uno come De Bruyne, che fa quelle cose, come soprattutto il secondo gol di ieri, con quel controllo e la conclusione all'incrocio, è una roba alla De Bruyne. Cosa bisognerà cambiare, eventualmente, al rientro a Napoli per rivedere queste cose anche in azzurro? "Io penso che il Napoli avrebbe bisogno di persone felici, di persone ottimiste e positive. Arrivare dalle Nazionali con uno che ha realizzato una doppietta e l'altro che ha offerto due prestazioni, una migliore dell'altra, ti porta sicuramente ottimismo e la possibilità di non aver vissuto una settimana magari un po' cupa. Quindi, a mio avviso, benvengano questo tipo di prestazioni e benvengano questo tipo di situazioni. Certo è che il Napoli dovrebbe iniziare a capire come sfruttare meglio questi giocatori, in modo tale da farli rendere al massimo".

Ti chiedo anche un parere sull'altro tema di giornata. Si parla tanto di questo possibile nuovo sistema di gioco: il 3-4-2-1 potrebbe essere la scelta giusta? "Non lo so. Devo dirti che non è un sistema che mi fa impazzire. Chiaramente, le qualità dei giocatori del Napoli ti permettono di giocare in questo modo, però sarà che io sono un tifosissimo del Napoli nel 4-3-3, sono innamorato di quel modulo che ci ha visto essere protagonisti anche a livello europeo. Chiaramente gli interpreti erano diversi, però la sensazione che ho è che si possa comunque fare qualcosa di bene, di buono, anche con questa squadra. La verità è che questo modulo ti permette di avere i giocatori nel posto giusto, quindi senza fare adattamenti. Poi c'è da dire che io sono uno che si fida molto di quelle che sono le scelte dell'allenatore. Ho grande rispetto di Massimiliano Allegri, che sta pensando a questo tipo di situazione tattica e avrà i suoi buoni motivi, quindi non ho dubbi su quelle che possono essere le sue scelte".

Per quanto riguarda un altro tema, penso alle prestazioni di Billy Gilmour a Firenze, ma anche in Nazionale. Visto il numero esiguo di centrocampisti, il doppio play, soprattutto con il recupero ottimale di Lobotka e, speriamo presto, anche di Anguissa, è comunque una situazione sulla quale puntare? "No, non si deve fare confusione. Il Napoli ha giocato con il doppio play l'anno scorso tante volte. Anche se non erano Lobotka e Gilmour, ma Lobotka e McTominay, che sicuramente non si può definire un play, però si può definire un giocatore che in quella zona di campo fa veramente male. La costruzione era 2+3 l'anno scorso, quest'anno è 3+2. Quindi in questo momento può essere 3+2 e non è una problematica. Non bisogna, secondo me, andarsi a inventare tante difficoltà che si potrebbero avere. Questi sono giocatori importanti, sono giocatori che la soluzione la trovano anche all'interno della partita stessa. Non possiamo pensare che se giochi a due o se giochi a tre si vada in difficoltà. Stiamo parlando di giocatori che guadagnano fior di milioni e che hanno la capacità di potersi adattare, ma soprattutto di poter esprimere al meglio quelle che sono le loro qualità. Quindi, con grande onestà, la trovo una problematica quasi nascosta e inutile".