Vergara incanta all’esordio, Mignano: “Suggerisco ad Allegri di mutuare le parole di Mancini”
L’Italia riparte dalla prestazione contro la Francia e da una generazione di giovani che sembra finalmente pronta a prendersi la scena. Dalla personalità mostrata dagli azzurri al talento di Antonio Vergara, protagonista all’esordio in Nazionale, passando per Kevin De Bruyne, autore di una doppietta con il Belgio: sono diversi i temi analizzati da Raffaele Mignano, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania. Il giornalista si è soffermato anche sul momento del Napoli, tra il recupero degli infortunati, le difficoltà di questo avvio di stagione e le risposte attese dopo la sosta.
Partiamo dalla partita dell’Italia contro la Francia. Che gara è stata secondo te? "Più che altro io andrei a vedere nelle pieghe di questa gara. Le pieghe di questa partita raccontano che l’Italia si avvia finalmente verso il rinnovamento. All’interno di questi 90 minuti e passa abbiamo finalmente visto lo spirito nuovo che può alimentare questa Nazionale, che vede ancora, nonostante tutto, i vecchi fantasmi del passato che l’hanno accompagnata. C’è aria di svolta, c’è aria di rinnovamento, c’è aria nuova, c’è aria di gioventù. Emergono finalmente i giovani, che poi non sono assolutamente inferiori a quelli che possiamo definire i giocatori di esperienza o comunque quelli che un tempo erano titolari inamovibili. Sono ragazzi che sono titolari nelle loro squadre, in Italia e all’estero, e sono pari sia per coefficiente tecnico sia per coefficiente economico, visto che hanno comunque un costo abbastanza elevato. La differenza, in questo momento, è nello spirito del gruppo, nella voglia di emergere ancora di più e di primeggiare di questi giovani. Si stanno mettendo, passatemi il termine, anche se forse con l’aumento dei prezzi non è proprio ad hoc, energia verde, benzina verde, per stare in tema con i giovani. Questa Nazionale ha voglia di grande rinascita e di grande riscatto. C’è soltanto questa spada di Damocle, in questo momento, che riguarda la FIGC. Come chi ci ascolta sa, martedì potrebbe addirittura essere commissariata alla luce delle situazioni che si stanno creando collateralmente per quanto riguarda l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza. Questo potrebbe creare qualche turbolenza in un momento in cui, invece, il campo prende la scena. L’Italia deve andare verso la qualificazione alla fase successiva, un’ipotesi sicuramente molto possibile considerati gli affanni della Turchia, che però non sottovaluterei nella gara di Torino. Ormai non sottovaluterei nessuno, chiaramente, vedendo anche le situazioni che accompagnano le altre nostre concorrenti. Se ne qualificano due e l’Italia ha delle buone chance. Evidentemente questo è lo spirito giusto, è il momento giusto per poter pigiare sull’acceleratore e tentare di raccogliere più che qualche applauso, anche qualche buon risultato. Non soltanto il pareggio di una partita o la vittoria contro la Turchia, ma dare continuità a questa serie di situazioni positive".
Chi ci sta facendo di nuovo brillare gli occhi è Kevin De Bruyne. Ieri due gol spettacolari, una partita totale anche al di là delle reti. Si riapre una questione che in realtà è aperta da settimane: qual è il vero De Bruyne? Quello che vediamo a tratti in Nazionale e al Napoli solo in alcune partite oppure quello che poi fa tanta fatica? "Sicuramente non è molto facile dare una risposta, perché sarebbe una risposta semplicistica. Io penso che, come abbiamo già sottolineato in una precedente occasione, De Bruyne è un top player e su questo, senza dubbio, non si discute. È avanti con gli anni, quindi credo che in 90 minuti difficilmente potrebbe reggere una serie di prestazioni in continuità. De Bruyne, per me, per la mia esperienza e per quello che ho visto nel mio percorso, anche relativamente ad altri calciatori di livello superiore, è il classico calciatore che va lasciato libero in campo. È il classico calciatore a cui devi consegnare le chiavi della squadra e gli devi far fare i movimenti a lui più congeniali. È l’unico modo per cercare di farlo rendere al massimo, di farlo esaltare con le sue giocate e tentare di disorientare anche gli avversari. De Bruyne, secondo me, ribadisco il mio vecchio concetto, resta troppo ingabbiato in degli schemi e, come tutti i top player, restare ingabbiati in degli schemi, qualunque essi siano, non fa rendere al 100% la fantasia, la tecnica, l’estro, quello che è il guizzo, se vogliamo chiamarlo così, che ti può risolvere la partita con un assist o un gol da lontano o quant’altro. Lo scorso anno è stato anche penalizzato da una serie di acciacchi che lo hanno tenuto lontano e quindi concediamo in qualche modo l’attenuante generica. Ma, per quello che si sta vedendo, anche contro il Bologna ha giocato comunque una buona partita in campionato. Il fatto che il borsino del Napoli si apra con delle fluttuazioni in rialzo per quanto riguarda lo stesso De Bruyne e poi, se volete, possiamo anche vedere che le azioni di Højlund e di Vergara vertiginosamente stanno salendo, fa ben sperare per la ripresa del campionato, portando in dote dei calciatori che a questo punto possono davvero cominciare a fare la differenza".
Hai nominato Vergara e non posso non chiederti dell’esordio in maglia azzurra. Ti ha convinto Vergara? "Mi ha convinto, come penso che abbia convinto tutta la stampa, tutti i critici e soprattutto tutti i tifosi e gli appassionati di calcio. Mi permetto di aggiungere che suggerirei a Max Allegri di mutuare le stesse parole di Mancini: vai in campo, non devi dimostrare più nulla a nessuno. Sei diventato Vergara, fammi vedere quello che sai fare in campo per te, per il Napoli e per i tifosi che aspettano di vedere il Napoli tornare a primeggiare. Vergara sicuramente è un talento, è un calciatore dalle ottime qualità. Purtroppo anche lui è stato penalizzato da certe situazioni che mi hanno messo un po’ in imbarazzo, nel senso che non capisco perché molto spesso anche lo stesso Allegri lo abbia relegato in panchina, oppure quello che aveva detto il precedente allenatore, che aveva appena 12 gare in Serie A per poter prendere per mano la squadra. Invece no: hai dimostrato in campo europeo, in campo internazionale, al debutto, dove il 90% dei giocatori trema e pensa a tutto il percorso fatto da bambino fino ad arrivare in Nazionale, di poter entrare a testa alta e con l’autorevolezza già di un veterano. Prendi per mano la squadra, riuscendo a fare giocate importanti, con tanta intelligenza tattica, spirito di sacrificio e quella voglia di dimostrare, in questo caso, di essere un talento e quindi utile alla causa del Napoli. Quindi, caro Allegri, non so se ci stai ascoltando, ma il messaggio che ti mando in una bottiglia in un oceano è quello di dire: dai fiducia a Vergara, dai fiducia a questi talenti, perché è così che puoi cercare di trovare la chiave, la soluzione in un momento anche un po’ difficile, dove le critiche, le polemiche e le situazioni di contorno stanno accompagnando, così come quella nuvoletta grigia, il Napoli in questo avvio di campionato".
Quanto sarà importante ritrovare McTominay, Alisson, Meret, ognuno con i suoi tempi? Contemporaneamente, però, c’è un Favasuli che si ferma per più di un mese. Ci sono state anche altre problematiche antecedenti. Cosa sta succedendo? "Forse non è una situazione ancora paragonabile a quella dello scorso anno, perché le problematiche serie di tipo muscolare non credo si possano mettere a paragone per il momento. Però anche qui, tante volte, e parliamo anche di ragazzi giovani: in questo caso Favasuli ha 22 anni, quindi viene meno l’attenuante dell’età. Come mai ancora il Napoli si trova con tanti calciatori che hanno dei problemi fisici? Difficile da dire. Resterà un mistero, se vogliamo usare questo termine. È chiaro che è difficile rispondere, però è una situazione che continua a essere anormale, fuori dalla normalità".
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