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Novi: "Allegri sarà il parafulmine del Napoli. Vergara? Può essere una sorpresa"

Novi: "Allegri sarà il parafulmine del Napoli. Vergara? Può essere una sorpresa"
Oggi alle 14:40Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli, Enrico Novi analizza Allegri, De Bruyne e Vergara: "Il tecnico può essere il parafulmine ideale del Napoli".

Errico Novi, giornalista, direttore de ‘Il Dubbio’, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Dopo la conferenza stampa di presentazione di Massimiliano Allegri, cosa ti ha convinto di più e cosa, invece, avresti voluto approfondire?
"Ho visto che i colleghi sono rimasti abbastanza in periferia rispetto alle domande che potevano incuriosire di più i tifosi. Da un punto di vista tecnico avrei insistito un pochettino per capire come pensa di far coesistere i Fab Four, ammesso che resteranno tutti e quattro a Napoli. Soprattutto perché una delle poche cose che Allegri ha detto con una certa chiarezza è stata la risposta sul numero di esterni offensivi di cui dispone e sul fatto che questo numero, molto elevato e di valore significativo, possa spingere a giocare con un certo modulo anziché con un altro. Lui più o meno ha risposto di sì, ha detto che quando ci sono tanti esterni uno gioca con un modulo che è più adatto a loro. Allora, visto che è così, mi sarei aspettato un'insistenza in più per capire come sia compatibile questa ipotesi con quella di far coesistere tutti quei giocatori."

Allegri ha ribadito più volte di voler valutare la rosa sul campo prima di prendere decisioni. Ti ha convinto questo approccio?
"Sì, certo. Tra l'altro questo discorso che fa Allegri, sul quale insiste molto, mi è piaciuto. Ho trovato credibile, non di maniera, la frase con cui ha detto: 'Io per esperienza ho imparato davvero che i giocatori li capisci quando li vedi da vicino, non quando li osservi da spettatore esterno'. Credo sia una cosa molto vera, perché da vicino puoi cogliere caratteristiche tecniche e aspetti che non vedi comodamente in televisione. Ma soprattutto, dallo sguardo che ti fa un calciatore quando gli chiedi una cosa, capisci quale disponibilità abbia a seguire le richieste dell'allenatore. Questa è una cosa molto importante per un tecnico: capire che empatia e che grado di disponibilità ci siano da parte dei giocatori."

Su giocatori come De Bruyne, però, ci si poteva aspettare qualche indicazione in più?
"Per esempio su calciatori come De Bruyne, già conosciuti e di altissimo livello, qualcosina in più ci si poteva aspettare. Sono giocatori che dal punto di vista del gioco penso che un allenatore abbia già un'idea di come utilizzare. Devo dirti una cosa: ho l'impressione che ci sia qualche discorso già più o meno avviato che riguardi, per esempio, Anguissa. È chiaro che, per quanto Anguissa sia un giocatore di valore, poi si fanno tanti ragionamenti sul rapporto tra il costo del giocatore e l'apporto che ancora può dare. Con De Bruyne è diverso, perché prima di decidere che non è un giocatore di cui vorrai disporre, un allenatore come Allegri ci pensa molte volte. Ci sono cose che non si possono dire, più strategiche di mercato, ma credo che tanti discorsi sul futuro di alcuni calciatori tra la società e Allegri siano stati avviati da tempo. Mi sorprenderei del contrario."

Ti ha colpito anche il modo in cui De Laurentiis continua a parlare di De Bruyne?
"Non riesco a capire fino a che punto sia una battuta contro Conte o contro De Bruyne. Forse contro entrambi. Potrebbe essere anche la battuta di uno che dice: magari se riesci a valorizzarlo meglio di come abbia fatto Conte, riusciamo a tirare fuori da questo campione qualcosa di più."

Hai notato anche tu un certo distacco nelle parole di De Bruyne dopo l'eliminazione del Belgio?
"Sì, sì, ho notato assolutamente anch'io. Devo essere sincero, credo che sia una squadra che abbia bisogno anche di dinamismo e probabilmente bisogna valutare se davvero può permetterselo."

Secondo te è mai sbocciato davvero il feeling tra De Bruyne e il Napoli?
"Ci sono stati dei lampi. Dopo qualche gol di De Bruyne ho visto, nel suo sguardo, la voglia di provare a prendersi il pubblico. E devo dire una cosa sulla quale credo siamo tutti d'accordo: il Maradona con De Bruyne è stato molto generoso. Ho notato nei suoi confronti una disponibilità, un affetto, un'indulgenza e una pazienza nell'aspettare i suoi tempi molto lunghi. Mi ha lasciato sorpreso, perché non sempre il Maradona è stato così e non sempre il pubblico di Napoli è stato così."

Antonio Vergara sarà uno dei punti fermi del Napoli del futuro. Che ruolo immagini per lui?
"Mi aspetto che venga utilizzato nel ruolo in cui obiettivamente può giocare, anche perché, se Allegri non fa così, Vergara rischia di giocare poco. Parte come cambio naturale di Neres ed è vero che Neres, per caratteristiche, non è un giocatore che fa tutte le partite del campionato come McTominay. Io credo che Vergara possa assolutamente diventare un'ottima mezzala, possa consolidarsi anche in quel ruolo. Il problema è capire se possa essere una mezzala titolare in un Napoli in cui c'è un giocatore brevilineo come centrale di centrocampo e McTominay. Non lo so, non ne sono sicuro. Mi aspetterei un ibrido in quella posizione, un giocatore che abbia un po' più di fisicità. Dopodiché Vergara può fare la mezzala, assolutamente. Può fare anche l'esterno alto a destra."

Quindi può essere una delle sorprese della prossima stagione?
"Può esserlo e davvero mi sento di non fare scommesse. La domanda che dobbiamo porci è se il Napoli, mettiamo che davvero dovesse partire Anguissa, se la sentirà di partire con Vergara titolare a centrocampo. Io non vedo male una situazione del genere. È un centrocampo offensivo, in cui la sostanza ce la deve mettere Scott McTominay. Però possiamo permetterci un centrocampo così? Noi abbiamo vinto lo scudetto con Anguissa che completava il terzetto al posto di Vergara, quindi è un bel salto."

Come immagini il ruolo di Di Lorenzo nel Napoli di Allegri?
"Io mi aspetto un apporto molto particolare da Di Lorenzo quest'anno. Credo che andrà molto a stringere a centrocampo quando avanzerà. Non si sbilancerà molto nella fase di possesso con le sovrapposizioni sull'esterno offensivo, ma farà un gioco che potrebbe liberare la mezzala destra. Non credo che Di Lorenzo possa giocare un intero campionato facendo sempre le stesse cose."

A che punto è l'inchiesta della Procura di Milano sul caso Rocchi e sulle intercettazioni?
"Intanto, come al solito, le intercettazioni non dovrebbero venire fuori. È ovvio che non sia così, ma è sempre un problema di legalità da parte degli uffici giudiziari. Detto questo, quello che è venuto fuori a proposito dell'arbitro che piace o non piace all'Inter non so quanto possa valere rispetto a dare sostanza all'ipotesi di reato di frode sportiva. Mi pare francamente complicato. Potrebbe però pesare qualcosa dal punto di vista della giustizia sportiva. È vero che è passata una riforma della giustizia sportiva molto garantista, che elimina un po' quella forzatura per cui elementi non ancora accertati dal punto di vista processuale potevano avere un peso enorme sul piano sportivo. Quindi i tempi, in ogni caso, si annunciano lunghi."

In conclusione, che idea ti sei fatto del profilo di Allegri al Napoli?
"Io credo che a Napoli possano funzionare due tipi di allenatori: uno che immette tutto il carburante emotivo e motivazionale possibile, come Conte, oppure un allenatore che abbia la capacità di diventare un grandissimo equilibratore, una specie di parafulmine sul quale si scaricano tutte le tensioni dell'ambiente: quelle del tifo, della società, di un presidente che si aspetta molto, ma anche quelle del gruppo. Io credo che Allegri appartenga a questa seconda categoria e che possa funzionare molto bene a Napoli, dove le tensioni sono tante e serve qualcuno che le assorba."