Nuova maglia Napoli col volto di Diego, l’ex manager: “Ho scelto io la foto. Vi racconto tutto…”
Stefano Ceci, amico e storico manager di Maradona, è intervenuto nel corso di 'Sabato sport' sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Tu eri ieri alla presentazione ufficiale della maglia 2026-2027. Qual è la tua impressione? Ti è piaciuta questa maglia? Cosa ti ha convinto e cosa, eventualmente, meno? “È una maglia molto particolare. Non è una semplice maglietta: è un simbolo del riconoscimento dei cento anni di storia del Napoli, un elemento dal significato molto forte. Già questa mattina mi trovavo per le vie di Napoli e, entrando in un negozio, ho visto cinque persone che avevano acquistato tutte e cinque la nuova maglia. Alla fine il giudizio lo danno i numeri. Tra l'altro, parliamo di una maglia che nella versione base costa circa 150 euro, quindi non è neanche un acquisto banale. Ieri ero presente alla presentazione perché ho dato la liberatoria per utilizzare l'immagine di Diego, che poi ha aperto la presentazione della maglia. Voglio però sottolineare una cosa importante: l'intero ricavato della liberatoria sarà devoluto alla Fondazione Santobono Pausillipon. Anche a Napoli abbiamo deciso di destinare tutto il ricavato direttamente all'ospedale. È una bella iniziativa, perché permette di aiutare bambini malati”.
A proposito della foto di Diego Armando Maradona che è circolata già dalla tarda mattinata: ci racconti com'è nata questa scelta? “Il lancio è avvenuto alle dieci. Diego era seduto su un sediolino numero 10, tra il 9 e l'11. Appoggiava il piede sul sediolino davanti a sé, sempre con il numero 10. Abbiamo fatto questo collegamento: dieci per dieci fa cento. E quindi il centenario viene celebrato anche attraverso questo simbolo. Abbiamo impiegato un po' di tempo per selezionare l'immagine. L'ho scelta io: è una foto del volto di Diego del 1984, molto sorridente, quando era giovane e stava davvero molto bene. Speriamo che sia di buon auspicio, come lo è stato negli anni passati, quando dopo 33 anni il Napoli ha vinto lo scudetto. Secondo me questo centenario ci farà divertire”.
Al netto delle scelte di calciomercato, che tipo di Napoli ti aspetti? Una squadra che possa competere ai vertici del campionato italiano e magari dire la sua anche in Europa? “Era l'obiettivo dichiarato del presidente Aurelio De Laurentiis anche quando ha scelto Antonio Conte. Poi sappiamo tutti le difficoltà incontrate nella seconda stagione, soprattutto in Champions League. La scelta di Allegri rispecchia un po' quella fatta due anni fa con Conte. In Italia ricordiamo bene che Allegri ha vinto tanto: campionati, Coppe Italia e Supercoppe. Ha dimostrato di essere un allenatore vincente. In Europa, però, il Napoli dovrà fare qualcosa in più rispetto a quanto visto quest'anno. Conte ha avuto molte difficoltà, soprattutto per quanto riguarda la Champions. Io non sono obiettivo perché sono un tifoso del Napoli, quindi il mio giudizio è inevitabilmente di parte, ma credo che il Napoli abbia ancora qualcosa in più da mettere in campo. Quest'anno abbiamo avuto anche poca fortuna. Nonostante le difficoltà e un gioco che a volte non è stato apprezzato dai tifosi, siamo arrivati comunque al traguardo. I tifosi vogliono vincere e vogliono anche il bel gioco, ma non sempre si possono avere entrambe le cose. Dopo trent'anni di attesa, forse era normale che ieri ci fosse tanta partecipazione alla celebrazione del nuovo scudetto. Se il Napoli avesse avuto tutti i giocatori disponibili, probabilmente avrebbe potuto fare ancora meglio. Con Allegri sono fiducioso perché mi piacciono le persone vincenti. Alla fine contano i risultati. Lo diceva anche Diego tanti anni fa: quando arrivi secondo, nessuno si ricorda di te. Il bel calcio lo lascio agli altri: nella storia rimangono i numeri e i trofei”.
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