Il punto del Direttore: "Modulo? 4-2-3-1 valorizza la rosa, ma indizi portano altrove"
Il direttore di TuttoNapoli.net Antonio Gaito ha fatto il punto sui temi del giorno in casa Napoli su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Quale sistema di gioco è più adatto all'attuale rosa del Napoli? Credo che, almeno come schieramento, quello per massimizzare un pochino i giocatori attualmente in organico sia proprio il 4-2-3-1, però credo sia il più difficile da applicare per Allegri. Restando al nostro gusto personale e sempre tenendo conto della rosa, credo sia quello, anche perché c'è quello slot di sottopunta che è cruciale per giocatori come De Bruyne, ad esempio, e che potrebbe essere ricoperto con caratteristiche diverse pure da Vergara. C'è sempre Giovane in organico, ce lo dimentichiamo, però il Napoli dovrà comunque utilizzarlo e metterlo in qualche modo nelle varie caselle. Quindi il 4-2-3-1 mi sembra, per la rosa attuale, quello migliore. Poi c'è il 4-3-3, qualcuno resterebbe fuori, ma il Napoli potrebbe farli tutti. Sono molto intercambiabili tra 4-3-3 e 4-2-3-1. Poi se passiamo a un campo più realistico, credo che la linea a tre sia nelle idee. L'altro giorno De Laurentiis ha detto che si punta sulla continuità: ora bisogna capire se intendesse anche continuità tattica. Pronti via, l'unica trattativa più calda è quella di Gila e mi viene da pensare che nei piani ci sia la linea a tre".
Più 3-4-3 o 3-4-2-1?
"Mi viene in mente un 3-4-3 o un 3-4-2-1. Quello che conta è che almeno il Napoli, Manna e Allegri abbiano le idee chiare perché devono muoversi sul mercato. Capisco la duttibilità, perché si dice che Allegri può fare vari moduli, però uno di riferimento per tracciare il mercato devi averlo. Potrebbe fare degli interscambi anche a partita in corso, a seconda delle partite, tra un modulo e l'altro. Allegri in carriera lo ha fatto diverse volte, anche con la prima Juventus. Cambiava parecchio. Avere idee su un paio di situazioni intercambiabili può essere un valore aggiunto. Poi in questo senso il punto debole di Allegri, o quantomeno la critica che viene fatta ad Allegri, cioè quella del gioco e di non caratterizzare le sue squadre, in questo caso diventa pure un punto a favore. Non dando chissà quale organizzazione o caratterizzazione, di conseguenza è più facile per lui cambiare. Però devi avere un punto di partenza anche per formare queste coppie e avere qualche certezza in più nella costruzione della rosa. Poi potrà giocare a tre, a quattro, a cinque, però bisogna capire pure come li fai questi moduli. Perché pure Mazzarri voleva fare il 4-3-3, poi bisogna capire come li fai. Conta il baricentro medio, dove verrà piazzato, il posizionamento degli esterni, perché poi è quello che dà la fisionomia al modulo di gioco. Torniamo anche al discorso di De Bruyne, per molti giocatori capire se loro vengono impiegati al meglio, in un calcio offensivo, è determinante".
È normale che, dopo più di un mese dalla fine del campionato, Allegri non sia stato ancora annunciato come allenatore del Napoli?
"Sembra tutto normale, ma normale non lo è. Normale è la serenità di De Laurentiis, perché è certo che Allegri arriverà. Su quello siamo tutti certi. La riflessione che facciamo è: perché il Milan dovrebbe tenerlo, pagandogli cinque milioni di euro per restare a casa? Da qui nasce tutto l'ottimismo del caso, a partire da De Laurentiis. Però voglio sottolineare che la disputa è puramente economica. Ogni tanto da un mese c'è sempre qualcuno che dice che manca il dirigente, ma il Milan sta facendo tutto: ha preso l'allenatore, un paio di giovani hanno firmato, sono passati a Casa Milan, ha inoltrato un'offerta da cinquanta milioni per Gonçalo Ramos, il Milan a fine maggio ha fatto il CDA e le deleghe sono passate a Calvelli, oggi annunciato CEO. Anche Corradi, collaboratore di Allegri, ha risolto ed è andato ufficialmente alla Sampdoria. Hanno risolto tutti e stanno andando avanti. Quindi il dirigente manca solo per Allegri? È una narrazione portata avanti in maniera anche pretestuosa. Allegri si porta dietro una parte di stampa che racconta le cose sempre in maniera particolare, come sull'ultimo anno fallimentare al Milan. La situazione del Milan è stata in qualche modo difesa, parlando di problemi societari, ma i fatti sono chiari. Questo nulla vieta che possa arrivare a Napoli e fare molto bene, però raccontiamo le cose per come sono andate. Su Allegri vedo sempre un racconto molto particolare, se non fantasioso. Il dirigente c'è, manca l'accordo sulla parte economica. Poi non so chi abbia ragione. Può avere ragione Allegri, può avere ragione il Milan, ma comunque hai un club che ti aspetta, con cui ti sei accordato, per tutti gli esperti di mercato, prima ancora dell'ultima giornata di campionato...".
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