Varriale: "Kvara? C'è un solo rimpianto. Infortuni? Sfortuna per più del 50%"
Enrico Varriale, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
È meglio spendere tanti milioni per giocatori oppure investire in strutture e nei giovani per il futuro del Napoli?
"Una cosa non esclude l’altra. Una società importante deve strutturarsi anche dal punto di vista degli impianti. Credo che una delle cose che conti a favore di De Laurentiis sia che sta faticosamente cercando di portare avanti il progetto del centro sportivo. Per lo stadio la situazione è più complicata. Fare paragoni con realtà come il Bodo è però populistico e poco realistico. Il vero tema è che il calcio italiano sta vivendo una crisi grave che lo allontana dai vertici del calcio europeo."
Il Napoli è stato criticato molto dopo l’eliminazione in Europa: quanto pesa la crisi del calcio italiano?
"Quando il Napoli fu eliminato in Coppa criticai anch’io la prestazione, perché in Europa non è stato brillante. Però dissi anche che poche squadre italiane avrebbero fatto un cammino lungo in Europa. Basta guardare la realtà: siamo in una crisi profonda sia a livello di club sia di nazionale. In altri sport l’Italia continua a vincere e migliorare, ma nel calcio da anni le cose non vanno bene e non cambia nulla. Il problema è strutturale."
Il Napoli ha avuto tantissimi infortuni: è solo sfortuna o c’è altro?
"Credo che qualcosa da studiare e da rivedere a fine stagione ci sia, però la componente sfortuna pesa per più del 50%. Non bisogna guardare solo in casa Napoli: anche squadre come Real Madrid e Liverpool hanno avuto tantissimi infortuni. Si gioca troppo, ed è un fattore determinante. Inoltre il Napoli ha avuto alcuni infortuni traumatici importanti, come quelli di Lukaku, De Bruyne e Anguissa, che non dipendono dalla preparazione."
Quanto pesa la presenza di Antonio Conte in questa stagione del Napoli?
"Conte per me è un grande allenatore e sinonimo di competitività. L’ho visto lavorare con la Juventus, con il Chelsea, con l’Inter e con la Nazionale, migliorando sempre i giocatori a disposizione. Può sbagliare anche lui, come tutti, ma se facciamo un bilancio tra aspetti positivi e negativi io dico Conte tutta la vita al Napoli."
Kvicha Kvaratskhelia continua a fare grandi prestazioni in Europa: quanto pesa la sua cessione?
"Il rimpianto è non poter vedere tutte le settimane uno dei giocatori più spettacolari del campionato italiano. Con tutto il rispetto per Lavezzi, credo che Kvaratskhelia sia stato l’esterno più spettacolare e redditizio visto a Napoli negli ultimi anni. Al primo anno ha vinto lo scudetto ed è stato l’MVP della stagione. È normale che manchi."
Alisson può essere il suo erede nel futuro del Napoli?
"È un giocatore di prospettiva, ma ha giocato solo poche partite e deve confermarsi. Le qualità ci sono, ma servono continuità e tempo. Conte può essere un maestro importante per la sua crescita, ma tutto dipenderà da quello che riuscirà a dimostrare sul campo."
Quanto pesano i tanti infortuni del Napoli nella corsa al campionato?
"Quando perdi tanti giocatori diventa tutto più difficile. Basta vedere cosa è successo all’Inter quando è mancato Lautaro Martinez per alcune partite. Il Napoli invece ha avuto assenze molto più lunghe e numerose. È normale che questo abbia inciso sui risultati."
Ci sono rimpianti anche per alcune decisioni arbitrali?
"Senza esagerare, qualche episodio ha sicuramente penalizzato il Napoli. Penso ai punti persi a Bergamo o alla partita con il Verona, dove il Napoli dovette segnare quattro gol per vedersene convalidare due. Se quelle partite fossero andate diversamente oggi la classifica sarebbe molto diversa."
Il Napoli può ancora puntare al secondo posto?
"Il Milan ha qualche punto di vantaggio importante, ma l’organico del Napoli al completo è di livello molto alto. Lo scontro diretto al Maradona potrebbe essere decisivo per accorciare. In ogni caso bisogna puntare al miglior risultato possibile."
Quanto è importante per il Napoli qualificarsi in Champions League?
"Oggi è fondamentale. Nel calcio moderno bisogna essere più pragmatici: entrare in Champions League è l’obiettivo principale. Se arrivi secondo è meglio, se arrivi terzo o quarto va bene comunque. Per i club italiani, in questa fase storica, la Champions è vitale."
Il ritorno di Anguissa e De Bruyne può cambiare qualcosa nel finale di stagione?
"Assolutamente sì. Quando è rientrato Anguissa è bastato vederlo in campo per capire quanto sia importante: presenza fisica, posizione, autorevolezza. E De Bruyne per me è uno dei giocatori più forti del campionato italiano per qualità. Averlo fuori è stata una grande perdita."
Quanto può incidere De Bruyne nel gioco del Napoli?
"È un giocatore capace di cambiare le partite con una giocata. Basta rivedere alcune azioni in cui avvia la manovra con una qualità che pochi hanno. Un giocatore così può cambiare il volto di una squadra. La speranza è che recuperi la miglior condizione per questo finale di stagione e soprattutto per la prossima."
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