Vice Mazzarri sul 2024: "Poco tempo, che rimpianto. Su Lindstrom e Ngonge..."
Nicolò Frustalupi, allenatore, storico vice di Mazzarri, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
"Io in panchina contro il Chelsea nel 2012? Sì, è stata una serata che è rimasta nella mia memoria, come penso in quella di tanti tifosi del Napoli. È stata una notte veramente bellissima ed emozionantissima per me, perché ero in panchina ed ero ancora abbastanza giovane. È stata davvero una grande serata. Come dicevi, mi stanno chiamando in tanti da Napoli per ricordare quei momenti: è sempre un piacere. C’era tutta la città in fibrillazione.
Erano passati tanti anni, dai tempi di Maradona, dall’ultima partecipazione in Champions. Già nelle partite del girone si percepiva un’atmosfera incredibile: una città intera che spingeva la squadra. Noi eravamo praticamente tutti esordienti in Champions, giocatori e staff. Avevamo fatto l’Europa League l’anno prima, quindi battere il Chelsea in casa fu un’impresa enorme. Purtroppo non bastò, anche se poi il Chelsea vinse addirittura la Champions League.
Chelsea? Gli infortuni incidono molto sulla preparazione, è chiaro. Quando sono così tanti non è facile. Detto questo, il Napoli viene da due scudetti e da tante partecipazioni in Champions: oggi è una squadra esperta in questa competizione, con calciatori molto più rodati rispetto a quelli che avevamo noi all’epoca. È una partita difficilissima, ma sono fiducioso: se il Napoli fa il Napoli, può portare a casa la vittoria.
Antonio Conte ha lanciato un appello ai tifosi. Il Maradona sarà gremito? Incide tantissimo. Ai nostri tempi il pubblico fu determinante. Senza togliere nulla ai calciatori, che erano eccezionali, noi eravamo inferiori a certi avversari sulla carta. Riuscire nell’impresa fu anche merito dei tifosi che ci trascinarono. Stasera il Napoli, con tutti questi infortuni, ha bisogno dell’aiuto del suo stadio.
Vergara? Giocare nel Napoli da titolare è difficilissimo. Per un ragazzo che ha fatto Serie C e Serie B, magari uno step intermedio in una squadra più piccola sarebbe stato utile per trovare continuità. In una rosa piena di calciatori affermati lo spazio è ridotto. Ora ha avuto “la fortuna” degli infortuni e ha potuto dimostrare il suo valore. È normale: se sei Donnarumma giochi a 16 anni, altrimenti serve un percorso più lungo. Lo abbiamo visto anche con Gaetano.
Qual è il rimpianto principale del vostro ritorno a Napoli? Il rimpianto è non aver avuto tempo. Siamo arrivati a metà novembre con una squadra già in difficoltà. C’erano infortuni, la Coppa d’Africa, un mercato di gennaio non all’altezza. A febbraio avevamo superato il girone e ci preparavamo al Barcellona, ma non ci fu la possibilità di andare avanti. Il rimpianto è non aver potuto portare avanti il lavoro.
Alcuni acquisti di quell’anno – Lindström, Natan, Cajuste, Ngonge – hanno fatto fatica. Erano giocatori adatti al Napoli? Col senno di poi è facile giudicare. Erano acquisti fatti prima del nostro arrivo. Credo siano buoni giocatori, ma il Napoli veniva dallo scudetto: sostituire Kim e Lozano non era semplice. Forse erano un po’ troppo giovani per reggere subito quel peso. Ngonge è arrivato a gennaio con noi. Il mister aveva chiesto un difensore in più, che non arrivò. Il mercato di gennaio è sempre complicato. Quell’anno c’era un po’ di confusione generale, anche a livello societario. È stato riconosciuto anche dal presidente. Noi ad esempio avevamo chiesto un difensore, Buongiorno, che poi è arrivato qualche mese dopo con Conte".
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