Inter, Marotta: "Obiettivo Scudetto! Siamo favoriti, ma Juve e Milan non hanno la Champions..."
Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, è intervenuto in conferenza stampa"Per noi è motivo d'orgoglio essere qua da campioni d'Italia e della Coppa Italia. Due successi vinti con la cultura del lavoro e del senso di appartenenza e grazie alle capacità del mister e dei giocatori, oltre a quelle di Ausilio, Zanetti, Baccin, del dottor Volpi e di tutti quelli che lavorano in società. Oggi ci presentiamo ai nastri di partenza azzerati con nuovi obiettivi: siamo l'unica squadra italiana che partecipa a 4 competizioni, considerando anche la Supercoppa. Quest'anno questa sarà in partita secca, Inter-Lazio. Gli obiettivi sono tutti di grande prestigio, dovremo performare meglio in Champions League che è la competizione più importante al mondo. La Champions è una competizione che ci trova a confrontarci con delle corazzate, partecipiamo sapendo di trovare difficoltà ma lo faremo con la nostra forza di sempre. Nello sport la legge di chi più spende vince non esiste, c'è la legge dell'avere un modello. Per quel che riguarda lo Scudetto, siamo campioni in carica. Dal 2020 ad oggi nessuna squadra ha vinto due scudetti consecutivi e per noi è un obiettivo, rivincerlo sarebbe storico. Abbiamo un nemico interno, quello che definisco 'sindrome della vittoria'. Non dobbiamo sentirci appagati, questo vale a 360° in tutta la società. Dobbiamo essere bravi ad avere umiltà e fame, quelle che ci hanno fatto raggiungere gli obiettivi dello scorso anno. Vogliamo vincere in modo sostenibile. Colgo l'occasione per sottolineare come Oaktree sia arrivata in un momento di difficoltà, siamo usciti dal settlement agreement e questo grazie a loro. Hanno accolto le nostre esigenze di ampliare le strutture, coi lavori in corso al centro sportivo. La loro presenza è silente ma vicina, tutte le decisioni sono condivise, abbiamo agito in un modello di riferimento da seguire. Raggiungere gli obiettivi è difficile, ma questo non deve caricare di responsabilità l'allenatore. L'importante è dare tutto, se altri saranno più bravi gli riconosceremo il merito, ma sono sicuro che questa squadra abbia alla base professionisti seri in grado di sostenere le aspettative dell'essere la squadra da battere. Ricopriamo questo ruolo con orgoglio, non ci nascondiamo. Arrivare nei primi 4 è naturale, fisiologico, ma non basta, dobbiamo tenere alta l'asticella. Questi sono i principi basilari che devono contraddistinguere la stagione. Parlando di sostenibilità ci sono regole: i 4 giocatori che provengono dal settore giovanile e con orgoglio noi li abbiamo. Questa è una regola anche per legittimare il ruolo della Nazionale, andremo avanti su questo principio valorizzando il settore giovanile. Sportivamente manca qualcosa di importante e noi cercheremo di raggiungerla".
Juventus e Milan sono più vicine all'Inter? "Quest'anno c'è una situazione anacronistica: entrambe non partecipano alla Champions. Questo per dire che noi metteremo sforzi anche in quella competizione con squadre molto forti, dovremo gestire tutto. Per la mia esperienza questo può avvantaggiare Milan e Juventus in Italia, detto questo noi siamo forti e consapevoli del nostro ruolo, con professionisti che sanno gestire tutte le competizioni. Nella griglia di partenza dei pretendenti alla vittoria io considero anche Milan e Juventus".
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