Lo Scudetto del Napoli 1986-87: la storia del primo tricolore azzurro con Maradona
Sessantuno anni di attesa. Poi, il 10 maggio 1987, il San Paolo esplose. Dopo oltre sei decenni dalla sua fondazione, il Napoli conquistò finalmente il suo primo storico Scudetto, chiudendo il campionato al primo posto con 42 punti. Non era semplicemente un titolo sportivo: era la rivincita di un'intera città, del Sud Italia, di una tifoseria che aveva sempre guardato da lontano i trionfi delle squadre del Nord che si erano divise tutti i successi.
Come nacque la squadra campione d'Italia
Il merito storico di quella stagione va ricondotto a una visione progettuale che iniziò tre anni prima. Nel 1984 il presidente Corrado Ferlaino e il direttore sportivo Antonio Juliano riuscirono a portare Diego Armando Maradona sotto il Vesuvio, avviando una costruzione metodica e progressiva di una grande rosa. In panchina Ottavio Bianchi, uomo del rigore e della disciplina, capace di creare un gruppo coeso attorno al genio del Pibe de Oro. A supporto del ds Pierpaolo Marino, la società rinforzò la squadra con acquisti mirati: Fernando De Napoli a centrocampo, Andrea Carnevale in attacco, e durante il mercato autunnale Francesco Romano dalla Triestina.
La rosa del Napoli campione 1986-87
La rosa completa dello storico tricolore azzurro: portieri Garella e Di Fusco; difensori Bigliardi, Bruscolotti, Carannante, Ferrara, Ferrario, Filardi, Marino, Renica, Volpecina; centrocampisti Bagni, Caffarelli, Celestini, De Napoli, Muro, Puzone, Romano, Sola; attaccanti Carnevale, Giordano, Maradona. Allenatore: Ottavio Bianchi.
I più presenti in stagione, con 29 presenze ciascuno, furono il portiere Garella, lo stopper Moreno Ferrario, il libero Alessandro Renica e Diego Armando Maradona.
Formazione tipo: Garella; Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica; Carnevale, De Napoli, Giordano, Maradona, Romano.
Il cammino verso lo Scudetto 1986-87
Il campionato prese il via il 14 settembre 1986. Il 9 novembre, nello scontro diretto a Torino con le due squadre appaiate in testa, gli azzurri si imposero sulla Juventus per 3-1, balzando in testa alla classifica e mantenendo il primo posto fino al termine del girone d'andata. L'eliminazione dalla Coppa UEFA ad opera del Tolosa, decisa ai calci di rigore con un errore dello stesso Maradona, paradossalmente compattò la squadra: da quel momento il campionato divenne l'unico obiettivo. Gli azzurri inanellarono una serie di vittorie consecutive — Brescia, Udinese, Avellino, Torino — che fecero sognare l'intera città. Ad inizio aprile il Napoli incappò in una serie negativa che permise all'Inter di avvicinarsi, con i punti di distanza tra le due squadre ridotti a due fino alle ultime giornate. L'Inter cercò l'aggancio, ma il 3 maggio cadde ad Ascoli, e al Napoli bastò un pareggio per ipotecare il titolo.
Il 10 maggio 1987: la data che cambiò la storia
Il tricolore arrivò il 10 maggio 1987 al San Paolo grazie all'1-1 contro la Fiorentina — partita in cui Roberto Baggio segnò il suo primo gol in Serie A — con Maradona, già campione del mondo con l'Argentina, che diventò definitivamente un'icona per la città campana. Fuori dallo stadio, Napoli si trasformò in un mare azzurro. I tifosi partenopei festeggiarono per giorni, con auto dipinte d'azzurro che sfilavano per le strade, bandiere su ogni balcone e scritte in onore dei calciatori su ogni muro della città. Una festa ed un'esplosione di gioia senza precedenti che chi ha vissuto fatica a realizzare.
I marcatori della stagione
La classifica marcatori del Napoli nella stagione 1986-87: Maradona 10, Carnevale 8, Giordano 5, Bagni 4, Caffarelli 3, Ferrara-De Napoli-Romano-Volpecina 2, Ferrario-Muro-Renica 1.
Il double: anche la Coppa Italia
Quella stagione rimane nella storia anche per un'impresa ulteriore. A completare il trionfo ci fu la conquista della Coppa Italia: il Napoli sconfisse nella doppia finale l'Atalanta, realizzando il primo double della storia azzurra. All'andata, al San Paolo, gli azzurri dominarono con un netto 3-0; al ritorno a Bergamo, altra vittoria per 1-0 e percorso netto come mai nessun altro. Fu il sigillo definitivo su una stagione irripetibile: Scudetto e Coppa Italia nello stesso anno, un traguardo che nessuna squadra del Sud aveva mai raggiunto prima.
Perché quello scudetto è ancora unico
Quello del 1987 non fu solo un titolo sportivo. Fu la prima volta che una squadra del Sud Italia vinceva il campionato nell'era moderna, rompendo un dominio quasi ininterrotto dei club del Nord. Per Napoli, per la Campania, per tutto il Mezzogiorno, fu qualcosa che andava oltre il calcio. Un riscatto collettivo. E Maradona, il ragazzo cresciuto nelle villas miseria di Buenos Aires che aveva scelto Napoli quando poteva scegliere qualsiasi club del mondo, ne era il simbolo perfetto.
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