Lo Scudetto del Napoli 1989-90: la storia del secondo tricolore azzurro
Il secondo Scudetto del Napoli fu il più sofferto ed il più combattuto. Il 29 aprile 1990, con una vittoria per 1-0 sulla Lazio, gli azzurri di Alberto Bigon conquistarono il secondo titolo della storia azzurra, chiudendo il campionato con 51 punti, due in più del Milan secondo. Fu il tricolore più bello da raccontare: un'intera stagione vissuta sul filo del rasoio, con episodi entrati nella leggenda del calcio italiano. Era anche l'anno dei Mondiali in Italia, l'anno in cui Diego Armando Maradona avrebbe guidato l'Argentina a sfidare gli azzurri in semifinale proprio al San Paolo. Ma prima venne lo Scudetto.
La squadra e il mercato estivo
In panchina Alberto Bigon raccolse l'eredità di Ottavio Bianchi. Sul mercato la società rinforzò la rosa con tre acquisti: Massimo Mauro dalla Juventus, il promettente Gianfranco Zola dalla Torres e il giovane Marco Baroni dal Lecce. Acquisti discreti per una piazza che mugugnava, ma che a fine stagione si sarebbero rivelati preziosi. A tenere banco nell'estate fu soprattutto la vicenda Maradona: il fuoriclasse argentino, forte di una promessa di cessione fattagli da Ferlaino al termine della Coppa UEFA, non si presentò al ritiro. Dopo un lungo braccio di ferro, il Pibe de Oro tornò a disposizione, non senza polemiche.
La rosa del Napoli campione 1989-90
La rosa completa del Napoli campione d'Italia 1989-90: portieri Giuliani e Di Fusco; difensori Ferrara, Francini, Renica, Bigliardi, Tarantino, Corradini, Baroni; centrocampisti Fusi, Crippa, Alemao, De Napoli, Mauro, Zola; attaccanti Careca, Maradona, Carnevale. Allenatore: Alberto Bigon. Similarweb
Formazione tipo: Giuliani; Corradini, Ferrara, Renica, Francini; De Napoli, Alemao, Mauro, Fusi; Careca, Maradona.
Il cammino verso il titolo
Nonostante il ritardo di condizione dei giocatori sudamericani impegnati in estate nella Copa América, il Napoli rimase imbattuto per i primi sedici turni di campionato. La prima pesante sconfitta giunse nell'ultimo incontro del girone di andata per mano della Lazio per 3-0, rovescio che però non impedì agli azzurri di aggiudicarsi il titolo d'inverno. Nel girone di ritorno la lotta si fece serrata. Il Milan di Sacchi raggiunse il Napoli in vetta battendolo 3-0 nello scontro diretto della 24ª giornata, poi quando gli uomini di Bigon persero con l'Inter fu proprio il Milan a scattare in testa. Il Napoli sembrava destinato a perdere il secondo Scudetto consecutivo contro i rossoneri. Poi arrivò la svolta.
La monetina di Alemao
L'aggancio avvenne alla 31ª giornata, quando il Napoli vinse a tavolino contro l'Atalanta — per una monetina lanciata dagli spalti che ferì il centrocampista brasiliano Alemao — e i rossoneri furono fermati sul pari dal Bologna. L'episodio non mancò di suscitare polemiche in tutta Italia, con accuse di favoritismi che si trascinarono per settimane. Il Napoli non si distrasse: rimase in testa e gestì il vantaggio con nervi saldi fino all'epilogo.
La Fatal Verona e il 29 aprile 1990
Al penultimo turno, i rossoneri persero inaspettatamente sul campo del Verona per 2-1 — in una sconfitta macchiata da quattro cartellini rossi tra campo e panchina — mentre gli uomini di Bigon espugnavano il Dall'Ara di Bologna per 4-2, tornando così in testa alla classifica in solitaria. L'ultima domenica, il 29 aprile, al Napoli bastava anche il pareggio con la Lazio per laurearsi campione. Ma gli azzurri vollero di più: una rete di Baroni nei primi minuti di gioco regalò la vittoria per 1-0, rendendo ininfluente la larga vittoria del Milan sul Bari. Il San Paolo esplose per la seconda volta in tre anni.
I marcatori della stagione
La classifica marcatori del Napoli nella stagione 1989-90: Maradona 16, Careca 10, Carnevale 8, Crippa 4, Francini 3, Alemao-Baroni-Corradini-Fusi-Zola 2, Mauro-Renica 1. Maradona fu il trascinatore assoluto con 16 reti in campionato, nonostante le difficoltà extra-calcistiche e i problemi fisici che iniziavano a farsi pesanti. Accanto a lui, il brasiliano Careca confermò di essere uno degli attaccanti più forti d'Europa con 10 gol.
Perché questo Scudetto è diverso dal primo
Se il primo tricolore del 1987 fu il trionfo della gioia pura e dell'attesa, il secondo fu il trionfo della tenacia. Fu uno Scudetto strappato con le unghie a un Milan tra i più forti della storia del calcio italiano ed europeo, in un anno in cui tutto sembrava cospirare contro gli azzurri — le polemiche, l'instabilità di Maradona, la pressione psicologica. Fu anche l'ultimo vero atto dell'era maradoniana prima dei vari problemi che progressivamente avrebbero poi chiuso definitivamente una pagina irripetibile della storia del club.
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