Addio a Beppe Savoldi, "Mister Due Miliardi": la storia del bomber da record
Il calcio italiano piange Beppe Savoldi. Si è spento nella giornata di oggi all'età di 79 anni dopo una lunga malattia. A dare la notizia è stato il figlio Gianluca, anche lui ex attaccante con un passato anche al Napoli, sui propri profili social: "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all'ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell'amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore". Se ne va uno dei bomber più amati e rappresentativi del calcio italiano degli anni Settanta. Un uomo che ha lasciato un segno indelebile soprattutto a Napoli, dove è entrato nella leggenda ancora prima che arrivasse Maradona.
Chi era Beppe Savoldi
Nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, il 21 gennaio 1947, Savoldi è stato uno dei centravanti più prolifici e rappresentativi del calcio italiano degli anni Settanta. Esordì in Serie A nel 1965 con l'Atalanta, mettendosi subito in luce per fiuto del gol, potenza fisica e abilità nel gioco aereo. Il salto di qualità arrivò con il trasferimento al Bologna nel 1968: qui Savoldi diventò un autentico bomber, vincendo la Coppa Italia nel 1970 e conquistando la classifica marcatori della Serie A nella stagione 1972-73. Con la maglia rossoblù collezionò oltre 200 presenze e più di 100 gol. Un patrimonio realizzativo costruito con umiltà, concretezza e una continuità rara per l'epoca.
Il trasferimento record al Napoli: nasceva "Mister Due Miliardi"
Nel 1975 arrivò al Napoli per una cifra che fece scalpore: un miliardo e quattrocento milioni di lire più la cessione di Sergio Clerici e la metà del cartellino di Rosario Rampanti, valutati complessivamente 600 milioni. Quell'operazione fu la più costosa nell'ambito del calcio professionistico fino ad allora. Fu sollevata addirittura un'interrogazione parlamentare. Nasceva così il soprannome che lo avrebbe accompagnato per sempre: "Mister Due Miliardi". Non un peso, ma un'investitura. Il calcio italiano non aveva ancora visto niente di simile. In maglia azzurra Savoldi fu assoluto protagonista dal 1975 al 1979, segnando 55 reti in 118 presenze in Serie A (77 complessivi in 4 stagioni). Numeri importanti per un Napoli che stava crescendo, che cercava identità, che sognava in grande, in attesa di un certo argentino che sarebbe arrivato qualche anno dopo. Savoldi fu il ponte tra un'epoca e l'altra, il simbolo di una città che imparava ad alzare l'asticella.
Il legame con Napoli e la carriera finale
Dopo quattro stagioni in azzurro tornò al Bologna, poi la squalifica per il caso Totonero ed il ritorno in campo nel 1982 con l'Atalanta prima del ritiro. Un cerchio che si chiudeva. In Nazionale collezionò quattro presenze e un gol, in un'epoca ricca di grandissimi centravanti che rendeva difficile trovare spazio. Dopo aver lasciato il calcio giocato intraprese la carriera di allenatore nelle serie minori, guidando diverse squadre tra C1 e C2 e ottenendo una promozione con il Saronno a metà anni Novanta. Resta il ricordo di un attaccante completo, forte nel gioco aereo e dotato di straordinario senso del gol. Il calcio, quello vero, quello di una volta, saluta uno dei esponenti migliori. Napoli lo ricorderà sempre.
Il palmares completo di Beppe Savoldi
Nel corso della sua carriera Savoldi vinse tre Coppe Italia: nel 1969-70 e nel 1973-74 con il Bologna, e nel 1975-76 con il Napoli. Proprio quella prima stagione in azzurro si aprì con il successo in Coppa Italia: Savoldi segnò una doppietta al Verona nella finale all'Olimpico, consegnando il trofeo ai partenopei. Con il Napoli conquistò anche la Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1976 contro il Southampton, con i partenopei che ribaltarono la sconfitta dell'andata con un travolgente 4-0 al San Paolo che mandò in estasi i tifosi.
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