Lo Scudetto del Napoli 2022-23: la storia del terzo tricolore azzurro con Spalletti
Trentatré anni. Tanti ne erano passati dall'ultimo Scudetto conquistato con Diego Armando Maradona nel 1990. Il 4 maggio 2023, il pareggio per 1-1 sul campo dell'Udinese consegnò al Napoli di Luciano Spalletti il terzo titolo della sua storia, con cinque giornate d'anticipo sulla fine del campionato e 16 punti di vantaggio sulla seconda classificata. Non fu solo un trionfo sportivo: fu la fine di un'attesa che aveva attraversato generazioni di tifosi, la conferma che Napoli poteva tornare a essere protagonista assoluta del calcio italiano ed europeo.
Il mercato dell'estate 2022: rivoluzione silenziosa
Nell'estate del 2022 la squadra sembrò smembrarsi con gli addii eccellenti di Ospina, Ghoulam, Koulibaly, Fabian Ruiz, Insigne e Mertens — nomi pesantissimi, alcuni dei quali simboli dell'era recente - e la piazza fremeva, i tifosi erano scettici o addirittura in contestazione. Ma la società lavorò con intelligenza: arrivarono Olivera dal Getafe, Kvaratskhelia dalla Dinamo Batumi, Kim Min-jae dal Fenerbahçe, Simeone dal Verona, Ndombele dal Tottenham e Raspadori dal Sassuolo, oltre alla conferma di Anguissa — riscattato definitivamente — e al rinnovo di Juan Jesus. Acquisti che sulla carta sembravano di secondo livello, e che si sarebbero rivelati tra i più indovinati nella storia recente del calcio italiano.
La rosa del Napoli campione 2022-23
La rosa completa del Napoli campione d'Italia 2022-23: portieri Meret, Gollini, Marfella, Idasiak; difensori Bereszynski, Di Lorenzo, Juan Jesus, Mario Rui, Rrahmani, Olivera, Kim Min-jae, Østigård, Zanoli; centrocampisti Demme, Lobotka, Zielinski, Anguissa, Elmas, Gaetano, Ndombele, Zedadka; attaccanti Kvaratskhelia, Lozano, Osimhen, Politano, Raspadori, Simeone, Zerbin. Allenatore: Luciano Spalletti. Similarweb
Formazione tipo: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim Min-jae, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Lozano/Politano, Osimhen, Kvaratskhelia.
Il cammino verso il titolo: dominio dall'inizio alla fine
Il Napoli si prese la vetta solitaria della classifica al nono turno di Serie A e non la lasciò più: regina assoluta della Serie A 2022-23, distaccando tutte le avversarie al titolo. Già alla fine del girone di andata il vantaggio era abissale. Nessuna capolista aveva mai avuto un divario maggiore sulla diretta inseguitrice dopo la prima parte di stagione nell'era dei tre punti a vittoria in Serie A, introdotta nella stagione 1994-95.
Le partite che segnarono la stagione furono memorabili. Il 18 settembre, alla settima giornata, il Napoli espugnò San Siro battendo il Milan campione d'Italia con Simeone - l'attaccante alternativo ad Osimhen - autore del gol decisivo al 78'. Il 5 novembre a Bergamo, vittoria in rimonta contro l'Atalanta seconda: prima vera spallata al campionato. Il 13 gennaio, notte storica al Maradona: 5-1 alla Juventus, una serata destinata a restare per sempre nei cuori dei tifosi azzurri.
Il 4 maggio 2023: la notte di Udine
Dopo il rinvio della festa con la Salernitana, il gol di Lovric al 13' gelò i tredicimila tifosi azzurri presenti alla Dacia Arena: all'intervallo il Napoli era sotto. Poi Osimhen pareggiò, portando a 22 il suo bottino di reti stagionali, e lo Scudetto divenne matematico. A Napoli fuochi d'artificio e caroselli accompagnarono i festeggiamenti per tutta la notte: bandiere, striscioni e sagome dei giocatori avevano già invaso le vie del centro da settimane se non mesi, visto il grande margine sulla seconda.
I marcatori della stagione
La classifica marcatori del Napoli 2022-23: Osimhen 26, Kvaratskhelia 12, Elmas 6, Simeone 4, Lozano-Di Lorenzo-Anguissa-Zielinski-Politano 3, Raspadori-Olivera-Kim Min-jae-Rrahmani 2, Ndombele-Juan Jesus-Lobotka-Gaetano 1. Sedici marcatori diversi: la fotografia più fedele di uno scudetto vinto da un gruppo, non da uno o due campioni.
I protagonisti e i record storici
Victor Osimhen fu il trascinatore assoluto: capocannoniere con 26 reti, divenne solo il quarto giocatore nel XXI secolo a vincere lo scudetto da re dei bomber, dopo Trezeguet con la Juventus nel 2002, Shevchenko con il Milan nel 2004 e Ibrahimovic con l'Inter nel 2009.
Khvicha Kvaratskhelia fu eletto miglior giocatore del campionato e miglior assistman con 10 assist decisivi. Stanislav Lobotka, perno inamovibile del centrocampo, fu tra i centrocampisti con più alta percentuale di passaggi riusciti in tutta Europa tra quelli con almeno 500 tentati.
Luciano Spalletti, con questo trionfo, divenne l'allenatore più anziano a laurearsi campione d'Italia: 64 anni e 57 giorni, superando il precedente primato di Maurizio Sarri. Al termine della stagione tre giocatori azzurri furono premiati dalla Lega Serie A: Kim Min-jae, Osimhen e Kvaratskhelia, eletto miglior giocatore del campionato. Spalletti fu eletto tecnico dell'anno, primo allenatore nella storia del club a ottenere questo riconoscimento.
Perché questo Scudetto è entrato nella storia del calcio italiano
Quello del 2023 non fu semplicemente il ritorno del Napoli al vertice dopo 33 anni. Fu la dimostrazione che si poteva costruire una squadra dominante rinunciando ai campioni affermati e puntando su giovani talenti sconosciuti al grande pubblico. Kvaratskhelia era quasi un nome di fantasia per i tifosi italiani nell'estate del 2022; Osimhen aveva già mostrato lampi di genio ma non aveva ancora convinto del tutto; Kim Min-jae era un difensore coreano arrivato dalla Turchia. Spalletti fu bravo a garantire equilibrio senza rinunciare a una filosofia votata all'attacco, costruendo una macchina perfetta in cui tutti e sedici i marcatori diversi della stagione testimoniano come a fare la differenza fosse il gruppo, non i singoli. Un modello di calcio che tutto il mondo osservò con ammirazione.
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