Lo Scudetto del Napoli 2024-25: la storia del quarto tricolore azzurro con Conte
Due anni. Tanto bastò al Napoli per tornare sul tetto d'Italia. Il 23 maggio 2025, al Diego Armando Maradona, i gol di Scott McTominay e Romelu Lukaku per superare il Cagliari per 2-0 davanti a uno stadio in delirio, consegnando alla storia il quarto Scudetto azzurro. Un trionfo diverso da quello del 2023 — meno champagne, più sangue e sudore — costruito giornata dopo giornata in un duello serratissimo con l'Inter, deciso soltanto all'ultimo atto di una stagione da cardiopalma. Il Napoli era stato dato come ottava forza del campionato alla vigilia: nessuna profezia fu più clamorosamente smentita.
La stagione zero: il fallimento che preparò il miracolo
Per capire il quarto Scudetto bisogna partire dalla stagione che lo precedette. Dopo il trionfo di Spalletti si succedettero sulla panchina azzurra tre diversi allenatori — Rudi Garcia, Walter Mazzarri e Francesco Calzona — con la squadra che chiuse al decimo posto in classifica, mancando la qualificazione alle coppe europee dopo quattordici anni di partecipazioni consecutive. Fu il peggior piazzamento in Serie A dal 2009. Una débâcle che avrebbe potuto segnare l'inizio di un declino. Invece Aurelio De Laurentiis scelse la strada più coraggiosa: affidarsi ad Antonio Conte.
Il mercato estivo 2024: la costruzione del gruppo
La partenza di Osimhen, ceduto al Galatasaray, fece temere un indebolimento della rosa, ma al suo posto arrivò Romelu Lukaku, pupillo di Conte sin dai tempi dell'Inter. Il belga non era il profilo più glamour sul mercato, ma era esattamente ciò di cui il tecnico leccese aveva bisogno: un centravanti fisico, intelligente, capace di fare reparto da solo. Buongiorno dal Torino, Neres dal Benfica, ma poi soprattutto dal Manchester United arrivò Scott McTominay: acquisto che sulla carta sembrava di complemento, uno scarto dello United si disse, ma che si sarebbe rivelato il più decisivo della stagione. Conte ottenne anche la conferma di Kvaratskhelia, trattenuto con forza nonostante le sirene di mercato, almeno fino alla sessione invernale.
La rosa del Napoli campione 2024-25
La formazione scesa in campo nella partita decisiva contro il Cagliari: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola; Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay; Lukaku, Raspadori. Allenatore: Antonio Conte. La rosa completa includeva anche Mazzocchi, Ngonge, Simeone, Neres, Lobotka, Elmas, Juan Jesus, Buongiorno, Billing — un gruppo largo e competitivo in ogni reparto, plasmato da Conte con una cultura del lavoro che trasformò anche i rincalzi in protagonisti.
Il cammino verso il titolo: 38 giornate sul filo
Nonostante la sconfitta alla prima giornata — partita di rodaggio — il Napoli si posizionò sin dalle prime uscite tra le prime in classifica, gomito a gomito con Atalanta e Inter. La stagione fu un lungo testa a testa con i nerazzurri, con continui sorpassi e controsorpassi. Il Napoli agganciò la vetta alla 33ª giornata, poi si portò a più tre sull'Inter dopo il 2-0 al Torino alla 34ª, prima del finale palpitante che tenne tutti col fiato sospeso fino all'ultimo minuto dell'ultima partita. Il momento più duro della stagione arrivò a gennaio: la cessione di Kvaratskhelia al PSG scosse l'ambiente e i tifosi temettero il peggio. Paradossalmente, quell'addio compattò ulteriormente il gruppo, scaricando le pressioni sulla concorrenza e permettendo a Conte di esaltare le qualità collettive della squadra.
Il 23 maggio 2025: la notte del quarto Scudetto
Dopo il pareggio di Parma (e quello dell'Inter con la Lazio), il Napoli arrivò agli ultimi 90 minuti con una lunghezza pesantissima di vantaggio. Al Maradona, contro il Cagliari, McTominay aprì le marcature con una rovesciata spettacolare nel primo tempo. Nella ripresa Lukaku ricevette un pallone da Rrahmani, controllò, superò di forza prima Adopo poi Mina, e batté Sherri con un gol di pura potenza: 2-0. L'Inter vinse a Como per 2-0 ma chiuse a un solo punto dagli azzurri — il margine più risicato possibile — mentre Napoli esplodeva in una notte di fuochi d'artificio, bandiere e lacrime di gioia.
I marcatori della stagione
La classifica marcatori del Napoli 2024-25: Lukaku 14, McTominay 12, Anguissa 6, Raspadori 6, Di Lorenzo 3, Lobotka, Olivera e altri a seguire. Sedici presenze diverse a referto, come nella stagione del terzo Scudetto: ancora una volta il trionfo di un gruppo, non di singoli.
I protagonisti e i record storici
Scott McTominay fu eletto MVP della stagione: primo centrocampista nell'era De Laurentiis a centrare la doppia cifra realizzativa al debutto in Serie A, capace di aumentare i giri del motore proprio nel momento decisivo del campionato con doppiette di gol e di assist.
Romelu Lukaku fu l'unico giocatore della Serie A 2024-25 in doppia cifra sia di gol che di assist — 14 reti e 10 passaggi decisivi — unico tra i big-5 europei insieme a Barcola, Salah, Wirtz, Olise e Perrin.
La difesa azzurra fu la migliore del campionato con soli 27 gol subiti e 19 clean sheet — record nei maggiori cinque tornei europei 2024-25. Nessuna squadra nei big-5 subì meno reti su palla inattiva, e il Napoli fu l'unica formazione a non incassare nemmeno un gol su sviluppo di corner.
Per Antonio Conte si trattò del quinto Scudetto personale in Italia, diventando il primo allenatore nella storia a vincere il campionato di Serie A con tre squadre diverse — Juventus, Inter e Napoli.
Perché questo Scudetto è diverso da tutti gli altri
Il quarto tricolore azzurro sarà ricordato come lo Scudetto della resilienza: senza un Maradona in campo a fare la differenza e senza i vantaggi abissali che avevano caratterizzato la cavalcata del 2023. Fu uno Scudetto di trincea, conquistato con il coltello tra i denti contro un'Inter che disputò contemporaneamente la Champions League, eliminando in semifinale il Bayern e perdendo in finale contro il Barcellona, con le semifinali di Coppa Italia e poi finendo clamorosamente con zero titoli. Il Napoli operò una scelta precisa: addio anche alla Coppa Italia e massima concentrazione sul campionato. Una rosa di alto livello ma non la più forte sulla carta, trasformata da Conte in una macchina da guerra grazie a una nuova cultura del lavoro e della vittoria. Il messaggio arrivò forte e chiaro a tutto il calcio italiano: a Napoli si vince ancora e con continuità.
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