4-3-3 o 4-2-3-1? La risposta all’enigma arriva dalla frase verità di Allan

13.09.2018 19:08 di Arturo Minervini Twitter:   articolo letto 28538 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
4-3-3 o 4-2-3-1? La risposta all’enigma arriva dalla frase verità di Allan

(di Arturo Minervini) - Come giocherà il Napoli contro la Fiorentina? Risposta semplice: 4-3-3, almeno inizialmente. Domanda più complessa: come è destinato a giocare il Napoli? Risposta probabile: 4-2-3-1, almeno se reggeranno gli equilibri. Già, è questo il tema tattico più ricorrente in questa prima parte di stagione e che pare destinato a tornare sempre attuale, in un lungo ballottaggio fino al termine della stagione. Ancelotti sul tema non si lascia prendere da ansie: ha più volte ribadito che i moduli sono solo un modo di interpretare una gara, quindi non si lascia troppo trasportare dalla vicenda.

Allan ed una verità abbastanza esplicita. “Centrocampo a due o a tre? Non ho notato grandi differenze, penso che ci sono sempre i nostri attaccanti che ci danno una mano. Chiaro è che quando siamo in due bisogna stare più attenti. Un calciatore deve essere sempre pronto, stiamo lavorando per giocare sia a tre che a due”. Le parola chiave, dunque, resta sempre la stessa: equilibrio. Quello che serve per permettersi di avere in campo giocatori di qualità, votati alla fase offensiva. Quello che nella passata stagione ha portato la difesa azzurra a subire appena 29 reti in 38 partite, concedendo la più bassa percentuale di occasioni pericolose agli avversari.

Il sacrificio delle punte. Quello che è stato fondamentale per la crescita della fase difensiva nell’era Sarri, quella che non può venire a mancare in questo nuovo ciclo. Non a caso le sei reti subite in tre gare rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato: accorciare le distanze tra i reparti è la priorità assoluta di questa squadra. Un modulo non può essere quello vincente se non viene interpretato nel modo giusto, con abnegazione e la voglia di aiutare di ogni reparto. Questa è l’unica strada per ritrovare solidità e passare, gradualmente, all’assetto più offensivo del 4-2-3-1 che permetterebbe ad Ancelotti di sfruttare con maggiore frequenza il talento di Mertens e la pericolosità di Verdi, troppo chiusi dai titolari nell’attuale 4-3-3. Il lavoro non piacerà a tutti, ma è l’unica strada per ottenere risultato superiori.