Inter, Chivu a Dazn: "Tolto un difensore e messo un attaccante, premiati per il coraggio!"

Inter, Chivu a Dazn: "Tolto un difensore e messo un attaccante, premiati per il coraggio!"TuttoNapoli.net
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Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, è intervenuto ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-2 contro il Napoli. Di seguito le sue parole.

A un certo punto, sul 2-2, l’abbiamo guardata negli occhi e sembrava si stesse divertendo tantissimo. Al di là dell’analisi di ciò che non è andato, è stata una partita divertente per chi non era coinvolto emotivamente. Poi è arrivata anche la sua corsa dopo il terzo gol: ci racconta tutto questo?
"Bella da vedere, divertente, una bella pubblicità per il calcio italiano. Su quel 2-2 a cui fai riferimento, le due squadre hanno giocato a viso aperto, senza pensare di andare a difendere quello che era il risultato in quel momento. Ho visto grandi occasioni sia da una parte sia dall’altra. Alla fine gioiamo noi perché siamo stati in grado di fare il 3-2, però bisogna fare i complimenti al Napoli, anche perché è una squadra forte, non c’è bisogno di dirlo. È una squadra che ha individualità, che ha giocatori che fanno la differenza ed è anche allenata bene".

La aggiungiamo al capitolo delle esultanze di Cristian Chivu. L’anno scorso, nella gara d’andata, l’episodio avverso sembrò incartarvi. Oggi, invece, avete reagito alla grande: sul loro secondo gol il pallone si è persino fermato sulla linea. Questa reazione è lo specchio dell’Inter di oggi e di ciò che siete diventati?
"L’1-0 lo potevamo gestire meglio, perché l’abbiamo subito, e il 2-0 è la conseguenza di quel pallone che non è uscito: abbiamo pensato un po’ troppo a quello che avevamo fatto sul primo gol e poi è nato il secondo. Però mi è piaciuta la reazione, il fatto che la squadra non si sia disunita e che abbia continuato a mantenere l’identità. Magari abbiamo alzato un po’ i giri del motore, siamo andati più in verticale e abbiamo cercato spesso determinate cose che avrebbero messo in difficoltà loro. Il 2-1 ci ha dato qualche speranza in più, consapevoli del fatto che non potevamo nemmeno rischiare troppo. Quindi abbiamo aspettato di fare qualche cambio, di togliere un difensore e aggiungere un attaccante. Alla fine siamo stati premiati anche per il coraggio. La mia corsa nasce perché volevo dare qualche indicazione: nei minuti finali c’è stata veramente una bolgia a San Siro, il pubblico ci ha spinto tanto e non riuscivamo a trovare l’equilibrio e a comunicare come volevamo che la squadra si mettesse in campo".

Siamo soltanto alla terza giornata e la stagione è lunghissima, senza voler accendere il clima delle tensioni arbitrali: su quell’episodio che cosa ci dice? Lo ha rivisto? C’è stato il tocco di Lobotka?
"Io volevo fare i complimenti per il modo di gestire le partite da parte di tutti gli arbitri che ho visto in queste tre giornate, anche su altri campi. Il gioco scorre, è divertente, non ci sono più perdite di tempo. Chi cade per terra sa che rischia di uscire fuori, non ho visto più falli fischiati per tocchi leggeri. Stanno mantenendo una linea che piace a tutti, perché dà più possibilità al gioco, e io voglio fare i complimenti a tutti. Sugli episodi non parlo, perché non mi interessa".

Vorrei tornare sulle sue parole di ieri per evitare fraintendimenti. Che cosa intendeva quando ha detto che, se si parla di scontri diretti, allora lo sono anche quelli contro Juventus e Milan?
"Era una domanda rivolta al giornalista che mi aveva fatto quella domanda: che cosa intendesse lui per scontri diretti. Sono stufo di quello che avevo sentito per tutto l’anno scorso, quando ci stava anche rimproverare la squadra per quello che non riusciva a fare. Credo che in questo momento l’Inter fosse attaccabile su due cose: sugli scontri diretti non vinti e sul Bodø/Glimt. Credo che queste fossero le uniche cose sulle quali si andava a mettere il bastone tra le ruote, per non dire altro. Era una domanda retorica fatta a lui, per capire che cosa intendesse per scontri diretti. Non mancavo di rispetto né al Milan né alla Juventus: sappiamo tutti che cosa rappresentano queste due società, alle quali porto grande rispetto. Poi non viene riportato quello che dico alla fine, quando affermo che per me sono tutti scontri diretti, anche contro l’ultima in classifica. Quindi si gira sempre come conviene, come si vuole riportare, anche perché la negatività porta la notizia, i clickbait, i follower e così via. Però fa parte del mondo in cui viviamo oggi, con i social media e con quello che piace o non piace. Credo, però, che tutti noi abbiamo l’obbligo di mantenere un equilibrio nell’educare la gente, quelli che oggi magari hanno la possibilità di esprimersi e di dire determinate cose, senza andare a toccarne altre che creano caos e odio. Un po’ di deontologia da parte di tutti credo farebbe bene al mondo del calcio. Anche perché, in queste tre partite, io ho visto una Serie A di livello, che ha fatto vedere quanto si possa crescere a livello di intensità di gioco e di minuti giocati durante una partita. Il calcio è bello per questo e bisogna mantenere questo approccio: deve rimanere sempre un gioco che fa divertire, senza andare a punzecchiarsi l’uno con l’altro. Quindi non era mia intenzione dire niente su nessuno. Anzi, ho detto che per me sono tutti scontri diretti".

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"Non lo so, abbiamo due giorni a disposizione e vedremo".