Coronavirus, la Svezia lascia quasi tutto aperto: "Ecco perché le restrizioni italiane sono inutili"

Perché questa libertà? Lo spiega Anders Tegnell, epidemiologo e direttore dell'Agenzia di sanità pubblica svedese in un'intervista al Corriere della Sera
02.04.2020 18:40 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
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Coronavirus, la Svezia lascia quasi tutto aperto: "Ecco perché le restrizioni italiane sono inutili"

La Svezia non segue l'Italia e il resto d'Europa: a quelle latitudini la vita prosegue come sempre o quasi. Certo, qualche piccola misura di contenimento per l'emergenza Coronavirus c'è stata (lezioni da casa, obbligo a bar e ristoranti di servire solo ai tavoli, divieto d'assembramenti con più di 50 persone), ma non ci si è allineati al resto alle forti restrizioni messe in atto dalla maggior parte del continente, sebbene il 31 gennaio scorso ci sia stato il primo caso accertato di contagio e da quel momento ad oggi ci sono stati 4.947 pazienti infetti, di cui 393 in terapia intensiva, e 239 morti.

I MOTIVI - Perché questa libertà? Lo spiega Anders Tegnell, epidemiologo e direttore dell'Agenzia di sanità pubblica svedese in un'intervista al Corriere della Sera: "Voi fate come se l’epidemia possa scomparire nel giro di qualche settimana, o al massimo mese. Noi invece stiamo solo cercando di rallentarla, perché crediamo che questa malattia non se ne andrà così presto, e dovremo conviverci a lungo. Almeno fino all’introduzione di un vaccino, e questo richiederà anni. Anche la Corea del Sud, che è riuscita per ora a contenerla, si prepara a un suo ritorno. Cercare di fermare l’epidemia potrebbe anche risultare controproducente, perché una volta che riprende la catena di contagi, è possibile che la situazione diventi anche peggiore", le sue parole riportate dall'edizione online.