Salah e il Liverpool avanti al 45'. In una finale di Champions paradossale col Tottenham

La Finale ti cambia. Dentro, fuori, come sei, come giochi. Un fulmine e via, il gelo. Il rigore di Salah, overture finora decisiva della gara del Wanda.
01.06.2019 21:49 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Salah e il Liverpool avanti al 45'. In una finale di Champions paradossale col Tottenham

La Finale ti cambia. Dentro, fuori, come sei, come giochi. Un fulmine e via, il gelo. Il rigore di Salah, overture finora decisiva della gara del Wanda, ha fermato l'oceano d'emozioni. Che parte così, come dev'essere. Un fiume color sangue sulla sponda destra del Wanda, quella destra bianca come i sogni. La Champions a drizzar le orecchie: Oh when the Spurs, go marching in. You'll never walk alone. Gli Imagine Dragons, tamburi e fuochi d'artificio. Poi l'attesa diventa realtà. I pensieri svaniscono, nuvole di fumo che fanno spazio al bianco e al rosso. La prima onda è uno tsunami: trenta secondi, giusto il tempo di respirare, e Sissoko allarga l'alettone sulla palla di Mané. Silent check del VAR, Skomina assegna e conferma. Salah segna. La sponda rossa vien giù dalla gioia, Mo Salah, Mo Salah rimbomba come un tuono. Un minuto ed è uno a zero.

Salah sblocca e blocca la partita I ritmi si abbassano, al diciassettesimo Alexander-Arnold scarica un destro dal limite, Lloris lo guarda sfrecciare a destra. Gli Spurs amministrano ma sono ordinari, una bionda intanto invade il campo in cerca di un'incomprensibile attimo di celebrità. Le telecamere staccano, le squadre restano contratte e forse distratte. Trenta minuti, cambia poco. Le finali cambiano le squadre, bloccano i nervi, le idee, le gambe. Passaggi sbagliati, ritmi compassati. Sbagliano e s'infrangono, non sono Tottenham e Liverpool. Non sembrano Tottenham e Liverpool, in quarantacinque minuti al rallentatore.