Il PM Visone a TN: "Vicenda D'Onofrio e scandalo Juve confermano necessità di riformare istituzioni calcistiche""

Il PM Visone a TN: "Vicenda D'Onofrio e scandalo Juve confermano necessità di riformare istituzioni calcistiche""
lunedì 5 dicembre 2022, 09:30Esclusive
di Redazione Tutto Napoli.net
Il Professionismo ed il dilettantismo che convivono nel calcio sono un ossimoro non più tollerabile.

Giuseppe Visone, sostituto procuratore della DDA di Napoli, ha analizzato per Tuttonapoli la situazione di casa Juventus.

La grottesca vicenda D’Onofrio e l’ultimo in ordine di tempo degli scandali Juve rendono, dal mio punto di vista, non più differibile una profonda riforma delle istituzioni calcistiche. Aldilà delle responsabilità individuali e societarie che verranno accertate in sede penale, amministrativa e sportiva, la gravità dei recenti fatti conclama la assoluta inadeguatezza, permeabilità ed approssimazione dei sistemi di controllo e verifica federali, certamente non confacenti all’entità degli interessi gestiti ed amministrati. Da anni sostengo che il quarto comparto per fatturato del paese meriti strutture e una guida più autorevoli e competenti.
Il Professionismo ed il dilettantismo che convivono nel calcio sono un ossimoro non più tollerabile.
Certamente non è più differibile la revisione del settore arbitrale che va posto sotto il controllo di una autorità indipendente con autonomia finanziaria e gestionale. 
Va rivista la conformazione e la composizione della procura federale: sono ormai troppi anni che non vengono avviate indagini di iniziativa probabilmente a causa della mancanza all’interno dell’organo inquirente di una qualificata cultura dell’investigazione. 
Devono essere ripensati, poi, gli organi di controllo, che devono essere dotati di poteri e competenze tali da poter incidere davvero nei confronti delle società refrattarie alle regole.
In una parola occorre ridare credibilità al sistema rendendo imprevedibile, competitivo e meritocratico il “prodotto” Serie A, che allo stato, invece, non esercita alcun fascino nei confronti dei mercati esteri ed è poco appetibile agli occhi degli investitori. 
La salvezza del calcio italiano passa necessariamente attraverso una rigenerazione delle sue istituzioni. 
Se non ora quando ?