Napoli-Juve, altro flop di un tridente spremuto: emerge il limite della gestione Sarri

Napoli-Juve, altro flop di un tridente spremuto: emerge il limite della gestione SarriTuttoNapoli.net
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sabato 2 dicembre 2017, 18:00In evidenza
di Fabrizio Carbone
Il calo testimoniato anche dalle statistiche. Insigne, Mertens e Callejon sempre in campo e ormai stanchi: servirà preservarli in vista del girone di ritorno.

Se prima serviva un’impresa, adesso servirà un'impresona. Il giorno dopo Napoli-Juventus, gli azzurri scoprono di conservare ancora un punto di vantaggio sui rivali bianconeri, grazie ad un inizio di stagione senza precedenti nella storia del club. Ieri sera – ma non è la prima volta che accade negli ultimi tempi -, la squadra di Sarri è però apparsa poco brillante e lucida soprattutto in quei tre lì davanti deputati ad esaltare il lavoro svolto egregiamente alle loro spalle dai compagni. E le statistiche, in questo senso, parlano chiaro: cinque vittorie nelle prime cinque giornate di campionato; quattro vittorie ed un pareggio dalla 6° alla 10°; tre vittorie, un pari ed una sconfitta nelle ultime cinque.

La differenza, stavolta in negativo, l’hanno fatta loro: Insigne, Mertens e Callejon. Con la Juventus, così come contro il Manchester City c’era bisogno della miglior versione del tridente d’attacco per poter portare a casa la vittoria. Sarri per potersela giocare alla pari con i top team (in grado di sostituire Mandzukic con almeno due giocatori dal valore di 40 milioni, D. Costa e Bernardeschi, ndr) ha bisogno dei migliori interpreti del suo gioco, altrimenti si fa dura. Dipendenza? Forse, ma tuttavia lecita da parte di chi cerca di contrastare con la forza delle proprie idee lo strapotere economico delle altre.

Ma è proprio nei principi di gioco ormai consolidati e in un’organizzazione tattica quasi scientifica che si basa la forza del Napoli targato Maurizio Sarri. Fattori che bastano ed avanzano per avere la meglio contro le medio-piccole del nostro campionato a prescindere degli interpreti che vanno poi in campo. Una virtù preziosa costruita dallo stesso Sarri nel corso del tempo, ma di cui il tecnico, oggi, sembra non volerne cogliere i benefici. Per 20 volte su 22 in stagione, tra campionato e Champions, sono stati sempre i soliti tre a prendere posto in attacco anche contro Benevento e Sassuolo al San Paolo, partite in cui anche Ounas e Giaccherini avrebbero potuto comodamente recitare la loro parte senza intaccare il risultato finale. La sconfitta di ieri, che consente alla Juventus di riavvicinarsi e all’Inter di preparare il sorpasso, ha probabilmente tolto il velo su un piccolo limite della gestione tecnica – quello delle poche rotazioni in attacco -, ma che può insegnare in vista dei big match del girone di ritorno, quando ci sarà bisogno dei migliori tirati a lucido per centrare quella che è diventata un’impresona.