Comandante, così no: per screditare ADL rischi di rovinare il tuo ricordo. Nessuno ti ha tolto la panchina del Napoli

07.09.2018 18:00 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Comandante, così no: per screditare ADL rischi di rovinare il tuo ricordo. Nessuno ti ha tolto la panchina del Napoli

di Antonio Gaito - Polemiche su polemiche. Come se non ci fosse Carlo Ancelotti sulla panchina azzurra ed un nuovo Napoli da scoprire, raccontare e soprattutto vivere. In queste ore, ma immaginiamo sarà così anche nei prossimi giorni, si discute delle parole di Maurizio Sarri e l'addio al Napoli, un capitolo chiuso con una situazione ben delineata (evidentemente non per tutti, analizzando certe reazioni di una parte della tifoseria). Il tecnico del Chelsea aveva promesso di "non parlare più di De Laurentiis" qualche settimana fa, ma in un'intervista a 'Il Mattino' ha deciso - dopo la prima sconfitta del Napoli, ma sarà una casualità - di raccontare la sua verità. 

"Se ci siamo lasciati male con il presidente è perché ci sono stati errori da entrambe le parti", le parole di grande equilibrio di Sarri dopo la prima conferenza stampa di presentazione da tecnico del Chelsea. Evidentemente è cambiato qualcosa da allora, del resto qualche attacco di ADL non è mancato (e poteva certamente evitarli, soprattutto quelli sul piano personale), ma sta di fatto che Sarri ha raccontato sostanzialmente di uno scenario irreale, quello di una panchina che gli è stata privata, con Ancelotti alla Filmauro mentre lui ancora discuteva del rinnovo e con Abramovich quindi nei panni di chi dal nulla si palesa per salvarlo da anni sul divano di casa. "Ero a cena con Pompilio, il collaboratore di Giuntoli, con cui stavo discutendo proprio se restare o no. Abbiamo acceso la tv e abbiamo visto l’ingresso alla Filmauro di Ancelotti". Un quadro che non fa onore al tecnico che ha realizzato (meritatamente) il sogno di allenare il Chelsea, coltivato già da mesi con contatti continui e qualcuno vocifera persino di incontri a campionato in corso.

Ne era a conoscenza lo stesso De Laurentiis, per questo prontissimo a cautelarsi con Ancelotti, ma attendendo la scelta dell'allenatore fino all'ultima giornata, nonostante alcuni dubbi sulla sua gestione manifestati successivamente, per la verità più per l'orgoglio di chi è stato piantato in asso che per altro. Del resto Sarri al Chelsea non era un mistero neanche per lo spogliatoio, da Rafael che pubblicamente ha ammesso che se ne parlava da tempo o Hysaj pronto a seguirlo a Londra, al punto da interrompere le trattative per il rinnovo fino alla clausola 'anti-smantellamento' col Chelsea. Ed i tentativi non sono mancati da parte di De Laurentiis: dal blitz a Figline di gennaio, in cui non hanno bevuto solo un buon rosso, a quello nella sua casa di Varcaturo o al tentativo alla cena di fine stagione e quello abortito a Castel Volturno - presentazione del ritiro di Dimaro - quando Sarri spostò l'allenamento per non rispondere al presidente.  Fino all'ultima gara con le parole di ADL a Paolo Del Genio di KK: "Dovete chiederlo a lui, a me non ha mai voluto rispondere, l’ho chiesto a Pellegrini e lui mi ha risposto Boh! Data? Per me la data non c’è più, è tempo scaduto, ci abbiamo provato in tutti i modi, poi io mi devo prendere la responsabilità, dobbiamo andare avanti. Ma c’è una clausola, non è detto". Sarri ha un'altra occasione pochi minuti dopo in conferenza, annunciando la permanenza pubblicamente nessuno gli avrebbe potuto portare via alcunché,  ma prende tempo in attesa dell'addio di Conte al Chelsea: "Parlerò con la mia famiglia, sono decisioni anche loro. Se resto voglio avere la percezione che sia possibile ripetersi. Sappiamo che ci sono delle clausole, a quelle cifre è difficile sostituirli. Se perdi Mertens a 30mln non trovi uno a quelle cifre. Se perdi Albiol a 7-8mln... Per ADL tempo scaduto? Ci sarà il recupero". Le parole di Sarri che poi fecero infuriare ADL che successivamente parlò di danno anche sul mercato per la sensazione di smobilitazione.

E che sia stata una brutta uscita quella di Maurizio Sarri, almeno nel fine che pare essere solo quello di attaccare la figura di ADL agli occhi dei tifosi - giustamente molto legati al 'comandante' che li ha fatti sognare - risulta evidente anche dalla risposta su Higuain. Che dal figlio che "ha sbagliato" diventa per la prima volta quello da difendere "non è vero che ha tradito Napoli, ha voluto lasciare Napoli perché il presidente del Napoli era De Laurentiis". Musica per le orecchie di chi è schierato a prescindere. Per un ambiente che Sarri conosce bene - spesso a sue spese - e che prova a cavalcare nell'ambito di quello che ormai è semplicemente uno scontro personale con De Laurentiis. Che ci auguriamo possa terminare, almeno pubblicamente, proprio oggi.