L'ex Marino shock: “Un criminale mi chiuse in una stanza per far giocare il figlio!"
Nel corso di 'Radio Goal' su Kiss Kiss Napoli, l'ex azzurro Raimondo Marino ha ripercorso uno dei momenti più dolorosi della storia del Napoli, ovvero lo scudetto sfumato nella stagione 1974-75. L’ex difensore ha ricordato il clima di grande entusiasmo che si respirava attorno alla squadra partenopea, mentre Luciano Marangon ha rievocato la sfortunata sconfitta contro il Perugia, definendola una gara maledetta: “Abbiamo attaccato per 90 minuti, loro erano già retrocessi. Ogni giocatore, se è professionista, gioca la sua partita. Ma noi siamo stati veramente sfortunati: pali, traverse, occasioni a tutto andare. Però purtroppo così alle volte capitano, raramente, ma capitano anche queste partite”. Una battuta d’arresto che spense il sogno tricolore degli azzurri, con la Juventus che riuscì poi a conquistare il titolo.
Nel corso dell’intervista, l’ex calciatore ha aperto anche una parentesi più personale, raccontando amicizie importanti nate nel mondo del calcio con compagni come Oscar Damiani, Rudy Krol e lo stesso Marangon, ma anche le difficoltà vissute lontano dal campo. Marino ha denunciato presunte pressioni e richieste di favori ricevute durante la sua esperienza da allenatore, sostenendo di essere stato emarginato per aver sempre rifiutato compromessi: “A me mi hanno abbandonato tutti perché non ho accettato compromessi. A me e ai miei figli ci hanno tagliato le gambe, certi personaggi del mondo del calcio”. L’ex azzurro ha inoltre ricordato un episodio in cui sarebbe stato minacciato da un esponente della criminalità organizzata per favorire un giovane calciatore e ha ribadito di non aver mai ceduto a regali o pressioni: “La verità mi fa libero a me, io non ho mai nascosto niente a nessuno”.
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