Milan, Pioli: "Scudetto? Progetto iniziato da poco, serve tempo e lavoro"

Insignito oggi dell'edizione 2021 del premio dedicato a Nils Erik Liedholm, il tecnico del Milan Stefano Pioli parla dal palco della premiazion
10.11.2021 14:10 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    vedi letture
Milan, Pioli: "Scudetto? Progetto iniziato da poco, serve tempo e lavoro"
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Insignito oggi dell'edizione 2021 del premio dedicato a Nils Erik Liedholm, il tecnico del Milan Stefano Pioli parla dal palco della premiazione, la cantina dell'Azienda Monferrato: "Per me è un onore essere qui, Liedholm rappresentava l'eleganza e la grandezza di questo sport. Ha portato avanti la signorilità sia dentro che fuori il campo, io nel mio piccolo provo a fare lo stesso".

Il Milan con Liedholm vinse lo Scudetto della stella. Era il Milan che inventò il falso nueve in Italia, quello del primo campionato di Baresi. Ci sono delle analogie con il tuo? Tonali può essere davvero il capitan futuro?
"È difficile trovare analogie in questo momento, è un progetto iniziato da un paio di anni, ma ci vuole tanto tempo, tanta cura e tanta attenzione, è quello che stiamo cercando di fare noi per ottenere il meglio in un arco di tempo non definito. Tonali ha sicuramente tutte le caratteristiche per diventare una bandiera del Milan".

Quanto fa piacere sentire del Bosque dire che ti ammira come persona oltre che come allenatore?
"Metto tutto quello che posso nel mio lavoro, cerco di avere un po' di equilibrio e di propormi come sono, come persona. La squadra che alleno in questo momento è molto giovane, ha bisogno di tempo di capire, di sbagliare e di crescere".

Sogni di allenare la Nazionale un giorno?
"In questo momento sento troppo la necessità di vivere ogni giorno la mia professione, in un futuro sicuramente può essere una idea. Il Milan è in grande crescita, spero di proseguire per molto tempo qui".

Col Milan è pronto ad aprire un ciclo?
"Mi auguro proprio di sì, è quello che ho sentito subito a Milanello, la sinergia che abbiamo creato all'interno del club è importante, ci fa stare bene e ci va andare nella stessa direzione. La voglia di crescere e le ambizioni ci sono, mi auguro sia un percorso molto lungo".

Il poco tempo per allenarsi mette in crisi gli allenatori, ma il Milan dimostra che è possibile lavorare sulla crescita dei giocatori. Come è evoluta la professione dell'allenatore?
"È vero, il calcio è cambiato molto e in ogni singola partita devi approfittare per fare crescere i calciatori. L'analisi video ora è diventata uno strumento molto importante, c'è grandissima attenzione a tutti i particolari: andare in campo richiede grandissima preparazione, per fortuna io ho una squadra con tantissima voglia di fare e di crescere".

Quali sono i suoi interessi sportivi, calcio a parte?
"Sono appassionato di spor a trecentosessanta gradi, cerco di prendere da tutto e da tutti, non solo a livello calcistico. Lo sport mi piace, cerco anche di praticarlo, mi aiuta a essere equilibrato e a staccare un attimino, la nostra professione ti porta a essere concentrato sempre e comunque".

Il tecnico che più l'ha influenzata?
"Nella mia carriera da giocatore tre allenatori sopra tutti: Trapattoni, Bagnoli e Ranieri, ognuno con caratteristiche diverse. Tutti mi hanno aiutato a coltivare la mia idea di gioco, che ora è ben precisa".