La furia di ADL su Sarri, le bambole spettinate di Ancelotti ed il guanto di sfida a CR7: il Carletto pensiero sconvolge le previsioni

11.07.2018 21:10 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 56056 volte
Fonte: di Arturo Minervini
La furia di ADL su Sarri, le bambole spettinate di Ancelotti ed il guanto di sfida a CR7: il Carletto pensiero sconvolge le previsioni

(di Arturo Minervini) - C’è un momento preciso che trasforma le supposizioni in qualcosa di più concreto, le fantasie della memoria in praticità ed obiettivi da perseguire con tenacia. Dal giorno dell’annuncio di Carlo Ancelotti quale nuovo tecnico del Napoli, in molti avevano provato a preannunciarne il pensiero ed anticiparne le mosse. Si è parlato di incontri segreti con suoi ex calciatori, di un tecnico che avrebbe accettato la panchina azzurra solo previa promessa di un mercato faraonico. Congetture spazzate via in pochi minuti dalla prima conferenza stampa dell’ex tecnico di Milan, Real Madrid, Chelsea, Psg e Bayern Monaco (si, l’elenco è già impressionante, ma è opportuno ogni tanto ricordarlo).

Quali sono i top-player? Già, il tema sarebbe in sé molto interessante ed assume ancor più vigore se applicato al processo di crescita del Napoli in questi anni. Jorginho, pronto ad essere venduta per una cifra superiore ai 60 milioni, è un top-player? Se il Napoli, ad esempio, andasse a compare un regista per 60 milioni, come lo valuteremmo? Sarebbe giudicato acquisto top a prescindere o lo si dovrebbe valutare in base alla sua possibilità di rendere in un contesto ottimale? Il triennio di Sarri ha dimostrato proprio questo: nel giusto sistema calciatori con buone qualità possono diventare a tratti straordinari. Nel sistema sbagliato, giocatori con buone qualità possono risultare quasi inutile. Ancelotti ha ribadito con forza questo concetto, con una frase che dovrebbe fare da vademecum nelle prossime settimane di mercato: “I top player sono i giocatori per noi più bravi, non certamente quelli che guadagnano di più”. 

"Non mi faccia inc... perché quei 91 punti servono solo a chi dico io”. Così Aurelio De Laurentiis ha risposto a chi chiedeva del record nello scorso campionato, lanciando una frecciata (esplicita) a Maurizio Sarri. È l’ennesimo segnale di un addio tra i due che ha lasciato crepe in un rapporto mai decollato, una convivenza forzata che ha finito con il logorare un legame mai troppo saldo. Il patron torna sul tema tanto caro della poca attenzione da parte di Sarri verso le Coppe Europee, fonte di guadagno fondamentale per chi ha la necessità di far crescere il fatturato per provare a ridurre il gap con una Juve che recita sempre più la parte del cannibale.

L’aspetto più significativo: la presa di coscienza sugli obiettivi. Ancelotti in questo si è dimostrato un uomo vero. Non ha usato giri di parole, non si è nascosto dietro ad un dito. Soprattutto, se qualcuno avesse qualche dubbio, ha scelto il Napoli perchè vuole provare a vincere e non vuole star qui 'A pettinar le bambole'. Ha lanciato il guanto di sfida a Cristiano Ronaldo, trasmettendo una tranquillità ed una fiducia ai calciatori che fanno parte della rosa fondamentale, dopo una sorta di depressione che ha avvolto i tifosi per l’annuncio dell’avvento in bianconero di CR7. Il Napoli vuole vincere. Giocherà per vincere. Ci proverà in ogni modo. Con una certezza che può lasciare ottimisti: Ancelotti sa come si fa…