Un'arma chiamata indifferenza

25.01.2020 20:45 di Carmine Ubertone Twitter:    Vedi letture
Un'arma chiamata indifferenza

Ci siamo, eccoci arrivati alla vigilia di Napoli-Juventus. Per la prima volta Maurizio Sarri torna al San Paolo dopo aver salutato la propria gente in quel Napoli-Crotone con quel famoso e discusso inchino. Doveva succedere prima o poi, bisognava fare i conti col proprio passato. E’ ora di tornare nella “sua” Napoli. Sarri del capoluogo partenopeo è stato conquistatore, capopopolo, innamorato e ora avversario, fino ad essere considerato un vero e proprio “traditore” per esser passato in quella che è stata sempre considerata l'acerrima rivale.

PAROLE DI STIMA - Nella giornata di oggi sono arrivata parole di stima nei confronti di Sarri da parte di Gattuso in conferenza: "In questo momento è tra i più forti al mondo, ma già 2-3 anni fa, qui ha costruito una macchina perfetta. E' bravo, c'è tanta stima verso di lui, qualche copia-incolla l'ho fatto più di una volta, mi piace molto per come vede il calcio". Anche Zielinski ha voluto dire la sua in merito al tecnico toscano: "Sarri ci ha lasciato un buon segno, la squadra ha fatto bene e ha giocato un buon calcio, ma ora siamo avversari, dobbiamo batterlo". 

INDIFFERENZA - Il San Paolo l'ha idolatrato, gli ha tributato onori ed amore incondizionati. Il San Paolo non l'ha mai tradito e ora si sente tradito. Si è discusso tanto su come verrà accolto il tecnico dai supporters azzurri: tra fischi e applausi forse la migliore arma in questo caso è l’indifferenza (così come espresso anche dagli utenti di Tuttonapoli nel nostro sondaggio). Non bisogna distrarsi in realtà, gli azzurri si giocano tanto per il prosieguo della stagione: una vittoria significherebbe rilanciarsi in campionato battendo la la capolista. Non c'è tempo per pensare a Sarri, l’uomo che voleva conquistare il Palazzo e che poi in quel Palazzo è entrato dal portone principale.