Allegri al Napoli, Marcolin: "Ho un sospetto sul modulo che utilizzerà"
Dario Marcolin, ex centrocampista del Napoli, oggi talent per Dazn, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Tu hai commentato ultimamente anche il Belgio di Lukaku e De Bruyne che scenderanno in campo nei prossimi giorni. Come li hai visti? Sono ancora pronti anche per Max Allegri o uno dei due, o tutti e due, insomma hanno fatto un passetto indietro?
"Guarda, chi mi ha sorpreso è stato un po' Lukaku, dei due, ti dico la verità, perché aveva giocato pochissimo la prima partita, anche se aveva fatto gol. Però poi l'ho visto per un'ora in campo, ho rivisto un vecchio Lukaku, cioè molto motivato, anche fisicamente non ha fatto fatica. De Bruyne un po' come tutta la squadra, è una squadra un po' compassata, è una squadra un po' che gioca sulle posizioni. Ti voglio dire la verità, mi aspettavo forse dal Belgio in generale qualcosa in più, anche se poi i chiari di luna, tu lo dicevi, questa notte Olanda e Germania sono andate fuori, bisogna stare svegli la notte per vederli, si fa fatica, però ti dico la verità, adesso che iniziano le partite dentro e fuori ci saranno tante sorprese."
Mi voglio soffermare su Kevin De Bruyne: è un giocatore che non si discute mai, ma quanto cambia per un calciatore vivere una stagione così, anche dopo un infortunio? Oggi sembra diverso nell’approccio, come se avesse vissuto un anno di transizione, quasi risparmiandosi un po’. Cosa ne pensi?
"Allora, voglia di imporsi come hai detto tu, mi sembra di rivedere un po' il De Bruyne che è ritornato dopo l'infortunio a Napoli, se ti ricordi le prime 2-3 partite sembrava un De Bruyne mai visto, cioè voglioso, volenteroso, voglia di fare, magari fisicamente qualcosa ha pagato normalmente che è stato lontano dai campi, però con la sua nazionale è uno di quelli che cerca di intercedere il pallone, che cerca di determinare negli ultimi 30 metri. Ti dico la verità, allora oggi il vero De Bruyne forse in Italia non l'abbiamo ancora visto, né con il Napoli né con il Belgio, non l'abbiamo ancora visto perché un po' l'infortunio, un po' l'approccio, comunque anche lui forse non abbiamo ancora capito esattamente dove preferisce giocare, perché anche in nazionale a un certo punto gli hanno fatto fare l'esterno a destra nel finale di partita e per me non è quel giocatore. Bisognerà capire con Allegri: io oggi se ipotizzo un po' la squadra di Allegri penso a un Napoli da 4-3-3 dove De Bruyne, McTominay e Lobotka sono i tre centrocampisti."
Si parlava anche di Rasmus Højlund.
"Se fosse quello che diciamo noi, con cinque giocatori offensivi con alle spalle qualche rifinitore, Højlund è un giocatore che comunque, la sua prima grande dote è che lavora molto per la squadra, che fa reparto da solo, che si sobbarca tutto il peso dell'attacco, porta anche i difensori avversari fuori posizione. Quello che gli chiediamo magari in più è qualche gol in più nella fase realizzativa. Magari con questo cambio tra Conte e Allegri può trovare una soluzione migliore anche per noi. Le soluzioni migliori sono i rifornimenti: quello che forse oggi vuole Højlund sono i rifornimenti. Bisognerà capire, questo lo vedremo dai primi allenamenti, dalle prime amichevoli, dalle prime giornate di campionato. Secondo me oggi, avendo un attaccante così forte fisicamente che fa reparto da solo, con i giocatori che gli girano intorno, le occasioni ci sono."
Vergara oggi in questo Napoli dove lo collocheresti?
"Guarda, io oggi se fossi in Vergara ti dico una cosa: una squadra come il Napoli che fa tre competizioni deve avere la coppia nei ruoli. La coppia nei ruoli vuol dire che non è che c'è un titolare e uno che non gioca, ormai oggi sono tutti titolari. Oggi fai fatica quasi a tenerli fuori, quindi lo vedo un po' come Neres: o gioca uno o gioca l'altro, oppure Neres può essere il vice di Vergara. Bisognerà vedere chi sta in forma, però il giocatore che gioca largo a destra, che rientra a piede invertito, è quello spazio che utilizzava Vergara, perché è un giocatore che ha un raggio d'azione molto alto rispetto agli esterni puri, copre tanto campo e ha un volume di lavoro molto alto con grande qualità."
Affare Gila, la Lazio spara alto, si parla di 30 milioni per un difensore in scadenza o comunque con situazione contrattuale particolare. Che idea ti sei fatto di queste cifre?
"Guarda, oggi per prendere un buon giocatore la base sono 30 milioni, per prendere un buon giocatore, per prendere quello forte sono 60. Diamoci due tetti per capire anche il valore dei giocatori. Sono d'accordo, Mario Gila è forte, è un giocatore cresciuto tanto. Quando fai una trattativa con Lotito è sempre lunga, difficile, con cavilli. Io credo che alla fine verrà, perché lo vuole l'allenatore e perché lui ci vuole venire. E per il discorso che hai detto tu della scadenza, può essere anche un'occasione per la Lazio. Credo che una via di mezzo la trovino, perché Lotito è complicato nelle trattative, ma anche De Laurentiis sa usare il polso duro al momento giusto."
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