Allegri, Pastore: "E' aziendalista, si farà andare bene anche mercato minore"
Giuseppe Pastore, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Napoli non ha preso benissimmo l'arrivo di Allegri.
“Una volta in cui è stato post-Conte è stato eccezionale Allegri. Sono passati 12 anni che nel calcio di oggi sono anche più lunghi di quelli che sono nel calendario normale, perché se noi guardiamo la Serie A di tre anni fa troviamo la Lazio seconda e il Como in Serie B e invece le cose sono cambiate. Nel giro di tre anni sono esplosi allenatori come Chivu, come Compani, le carriere accelerano molto più velocemente e ci si deve aggiornare, cosa che magari ha fatto per esempio Spalletti, Gasperini. Allegri, come risultati, vale Italiano in questi ultimi sei anni: hanno vinto la Coppa Italia a testa e Allegri è stato esonerato due volte in più rispetto a Italiano. È discutibile anche il livello di gestione del gruppo, lo dimostra l’ultima stagione, ma una cosa è sicuramente migliore di Conte: nell’essere aziendalista. Si farà andare bene un mercato che secondo me il Napoli dovrà fare un po’ in tono minore rispetto a quello dello scorso anno, anche magari partendo dalle cessioni, e poi non avrà mai le uscite pubbliche che Conte spesso e volentieri ha fatto, anche dispettando De Laurentiis, magari non lo sappiamo, ma Conte è un’area facile da gestire. È un po’ come quei signori che vogliono prendersi un anno di relax, un luogo tranquillo. L’obiettivo minimo è la Champions League, però siccome a contrario del Milan dello scorso anno il Napoli era un primo o secondo porto in tre anni, l’obiettivo deve essere lo Scudetto. Lo ha detto chiaramente Chivu quest’anno tante volte: non è che posso essere solo io a dire che l’obiettivo è lo Scudetto, è facile fare gli allenatori se dite che l’obiettivo è arrivare ai quarti, ci vuole anche un po’ più di coraggio. Quest’anno Allegri ne ha avuto non molto sia nelle parole che nei fatti. Napoli si è sempre abituata bene in questi anni come ambizioni, come risultati e come stile, si spera che Allegri faccia meglio. C’è una cosa importante che non è stata sottolineata abbastanza: c’è il traguardo economico che fa molto gola a De Laurentiis, che è il Mondiale per Club 2029. In questo momento il calcio italiano manda sicuramente l’Inter che è nettamente più avanti come punteggio, ma poi è importante arrivare secondi. Al secondo posto c’è l’Atalanta ma non fa la Champions League, non la fa nemmeno il Milan, non la fa la Juve. Questo vuol dire che il Napoli arrivando agli ottavi avrebbe una grande chance di ipotecare il posto dell’Italia al Mondiale per Club 2029. Questo porterebbe un sacco di soldi al Napoli, quindi l’obiettivo stagionale non dico sia vincere la Champions, ma fare molto meglio del trentesimo posto dell’anno scorso.”
Sul mancato arrivo di Italiano.
“Lo conosco di persona De Laurentiis, posso immaginare che abbia anche un lato impulsivo, detto questo non è uno che si può prendere dalle emozioni né ne ha mai fatto nella sua lunghissima carriera. È una mossa che prende in contropiede un po’ tutti, anche perché parliamo di allenatori molto diversi: al di là del curriculum è uno stile diverso, un modo di mettere in campo la squadra diverso. La rosa attuale del Napoli è molto più da Italiano che da Allegri, a cominciare dagli esterni, che è un ruolo in cui Italiano ha sempre valorizzato giocatori molto più scarsi di quelli che il Napoli ha adesso in rosa. Poi vedremo se Allegri farà altro: secondo me non è detto che faccia il 5-3-2 fisso in cui non c’è posto per gli esterni, perché avendo Neres e altri li devi far giocare. Però è una mossa sorprendente anche un po’ in negativo. Se non fosse stata contraria non sarebbe avvenuta: se pensi ad Allegri che dice a De Laurentiis “aspetta due giorni che mi libero”, in quel caso non sarebbe andata così. Non so se Italiano paga anche il fatto di essere un po’ meno mediatico, parlo dei giornali. È chiaro che viviamo un’epoca in cui i giornali stanno perdendo sempre più importanza, quindi non arrivo a dire che sia stato scelto per i giornali, come non è vero che Conte se ne sia andato per i giornalisti. Però magari a favore di Allegri può aver inciso. Poi sentivo anche che c’era una spinta interna da parte del DS per Allegri e magari, facendo 1-1-1, alla fine De Laurentiis ha preferito chiudere sulla certezza Allegri, che si era liberato la mattina stessa. A quel punto era già troppo tardi. Almeno troverà presto una squadra, sarà un allenatore che rivedremo molto presto, non so se già in estate o a stagione in corso. Per me ha perso un’occasione: il calcio va in una direzione di novità. L’ultimo campionato ha dimostrato che non è più un porto sicuro. Allegri è così.”
Conte nelle stagioni a Napoli ha fatto un primo posto, uno scudetto, una Supercoppa e un secondo posto…
“Massimiliano Allegri forse per la prima volta in carriera, oltre che alla Juventus, si siede su un posto abbastanza di fuoco, perché qui non stiamo ripartendo dopo aver avuto delle macerie o un decimo posto: qui partiamo con aspettative altissime. Il Napoli ha raggiunto risultati importanti. Avevate la faccia di questo colore per giocare con il Malmö. Io arrivo qui per evitare una squadra che aveva il difetto di giocare le partite importanti. Allegri potrebbe partire da questo: dove il Napoli ha difettato lo scorso anno è la Champions League, questo è evidente. La leva comunicativa su cui Allegri può battere è che ha trovato una squadra che in Europa ha fatto male. In effetti il Napoli è stato imbarazzante in Europa. Sul campionato però Allegri va aspettato al varco, perché il Napoli è abituato a uno standard molto alto. Se Allegri fa bene in Coppa, anche un quarto di finale di Champions, potrebbe l’ambiente perdonargli qualche terzo o secondo posto. La carriera di Allegri negli ultimi sei anni dice questo: si piazza terzo, quarto, purtroppo anche quinto. Non è mai stato competitivo da settembre a maggio per lo scudetto. L’Europa è diversa, ma va costruita. Ci tariamo sull’Allegri di dieci anni fa, ma oggi è diverso. Con tutto il rispetto per i difensori del Napoli attuale, la comunicazione dovrà muoversi su un filo sottile. Non puoi dire che l’obiettivo è la top 4 in modo netto, anche se magari lo farà. Sul piano europeo invece puoi dire che vuoi fare meglio: è più sostenibile. Il Napoli quest’anno punterà a migliorare in Europa, perché la faccia vista a Copenaghen, Eindhoven o contro l’Eintracht non si vuole rivedere.”
È una scelta un po’ in controtendenza quella di De Laurentiis, quasi a sovrapporre lato comunicativo e gestione dello spogliatoio al progetto tecnico…
“È quello che accade anche al Como, all’Inter, alla Roma: il lato sportivo in Italia continuiamo a metterlo dopo. È il motivo per cui viene data meno fiducia ad allenatori come Italiano, che sarebbe stato più adatto alla rosa del Napoli, e più spazio ad Allegri. Non voglio fare discorsi sul paese che non dà fiducia ai giovani: Italiano non è giovane, ha quasi 50 anni e un curriculum ottimo. Non ha mai sbagliato una stagione, nemmeno l’ultima. Hai perso contro la squadra più forte, ma hai fatto una stagione più che buona. Però questo è il nostro paese: vediamo allenatori andare all’estero come Farioli, Maresca, De Zerbi, perché lì trovano più fiducia. Per quanto stiamo diventando periferici con queste scelte, non si può dire che De Laurentiis sia un cattivo gestore: è inattaccabile da quel punto di vista. Lo giudicheremo nel corso della stagione, ma non mi sembra né un pazzo né uno sprovveduto né un incompetente.”
Editore TC&C srl - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro


