Altamura: “Ci sono due Napoli, con e senza McTominay e Anguissa! Hojlund? Deve avere più cattiveria”
Il giornalista Marcello Altamura, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato il momento degli azzurri di Massimiliano Allegri, reduci da tre risultati positivi consecutivi. Nel corso dell'intervista, Altamura ha sottolineato i progressi della squadra sul piano dell'identità e del gioco, evidenziando il contributo fondamentale di McTominay e Anguissa, il nuovo ruolo di De Bruyne e i margini di miglioramento di Hojlund. Spazio anche al possibile futuro di Vincenzo Italiano sulla panchina del Napoli e al ritorno di Allegri allo Juventus Stadium da avversario.
Il Napoli è in crescita? E quanto gli infortuni possono giustificare o attenuare certe prestazioni e alcuni risultati negativi?
"Sicuramente il Napoli è in crescita, lo ha dimostrato in queste ultime tre partite, per i risultati ma soprattutto per l'identità di squadra, che era mancata un po'. Stiamo parlando di una squadra che sta ancora cercando un'identità e un equilibrio che non ha raggiunto, ma che sta provando a trovare. Gli infortuni certamente hanno pesato, però è anche vero che soprattutto le big che giocano le coppe, mai come quest'anno, hanno avuto tanti infortuni. L'Inter non ha Lautaro, la Roma non ha Dybala, la Juventus non ha Yildiz e Conceição, il Milan ha perso giocatori importanti, l'ultimo Gonzalo Ramos. Voglio dire che tutte le squadre che giocano le coppe hanno la difficoltà di gestire un calcio che va a velocità supersonica. Sicuramente degli infortuni c'è da tener conto, però ormai fanno parte del gioco".
Vincenzo Italiano ha definito il rapporto con De Laurentiis un amore platonico destinato a rimanere tale. Credi che in futuro possa allenare il Napoli?
“Credo che abbia detto la verità, perché alla fine Italiano è stato un po' sedotto e abbandonato dal Napoli. Era stato scelto almeno un paio di volte, anche quando sembrava che Conte, dopo l'anno dello scudetto, non dovesse restare. Il Napoli aveva guardato a Italiano anche tra aprile e maggio del 2024, quando sembrava che Conte non volesse accettare la proposta perché aspettava la Juventus piuttosto che il Milan, e poi anche la scorsa estate. Secondo me Italiano ha detto la verità, è un amore platonico. Forse non mi sbilancerei nel dire che sia destinato a rimanere tale, perché nel calcio come nella vita mai dire mai. Però oggettivamente ci sono stati dei trascorsi che mi fanno pensare che sarebbe abbastanza difficile vedere Italiano sulla panchina del Napoli”.
Quanto conta De Bruyne nella crescita del Napoli? Il suo impiego in una posizione più arretrata ha rappresentato una svolta?
“Sicuramente conta tanto. Credo che il vero cambiamento non sia stato soltanto quello di ruolo. Se andiamo a vedere bene, lui non è mai stato entusiasta di questa posizione, però gli consente di giocare un altro calcio e di dettare i tempi. Poi, ragazzi, io dico una cosa: De Bruyne ha fatto un paio di partite importanti, sta crescendo, però per me la vera chiave di volta è il fatto che il Napoli abbia ritrovato McTominay e Anguissa, che è al 60% e non è ancora al massimo della condizione. Credo che ci siano due Napoli: uno senza McTominay e Anguissa e uno con McTominay e Anguissa. Si vede tutta la differenza del mondo, perché McTominay è un centrocampista box to box che segna, Anguissa ha presenza, fisicità e intelligenza tattica. Se sale di condizione, non voglio dire che torni il giocatore straripante visto con Spalletti e in parte nell'anno dello scudetto di Conte, però già così, e ripeto che è al 60% della condizione, fa la differenza”.
Ti saresti mai aspettato Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli e il suo ritorno allo Juventus Stadium da avversario?
“È strano, anche se in realtà l'anno scorso è comunque tornato da avversario con il Milan. Però hai ragione, sembra strano e fa un po' effetto vederlo sulla panchina del Napoli, anche se materialmente non ci sarà. Fa un po' effetto soprattutto perché, e lui lo disse credo in una delle prime conferenze stampa, la Juventus di Allegri e il Napoli prima di Sarri e poi di Spalletti sono state acerrime rivali, si sono spesso giocate lo scudetto e sono state protagoniste di duelli infuocati. Ricordo un anno in cui Napoli e Juventus si sono affrontate addirittura quattro volte, perché c'era anche il doppio confronto di Coppa Italia. È un duello che negli anni recenti ha segnato la Serie A e ha fatto vedere confronti di altissimo livello”.
Un nostro ascoltatore critica Hojlund per i pochi gol. Tu come giudichi il suo rendimento e quali aspetti deve migliorare?
“Credo che Hojlund sia un ottimo calciatore, io personalmente lo difendo e ritengo che a 24 anni abbia anche dei margini di crescita. Credo che abbia attraversato un periodo un po' sfortunato, che fortunatamente speriamo si sia interrotto definitivamente con il gol al Monza. Pensiamo al palo contro il Frosinone, alle occasioni sfiorate contro il Bologna. È un ragazzo che comunque si sacrifica. Se devo fargli una critica, probabilmente deve migliorare nel killer instinct che deve avere un grande attaccante. Deve acquisire un po' più di cazzimma, napoletanamente parlando, perché anche quando va al corpo a corpo con il difensore, nel duello, sembra sempre, e lo dico scherzosamente ai colleghi in tribuna stampa, il bravo ragazzo che va a trovare i genitori della fidanzata, sempre attento a non fare gaffe. Invece dovrebbe essere un po' più sporco e cattivo, perché tra l'altro il fisico lo aiuta, la progressione lo aiuta e i mezzi tecnici lo aiutano. In alcune situazioni, anche dentro l'area, quando attacca la porta, deve essere un po' più cattivo. Se lo fosse, credo che qualche gol in più lo avrebbe fatto”.
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