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Meret-Milinkovic, Rampulla: "Il Napoli ha due titolari, ma Allegri deve fare una cosa"

Meret-Milinkovic, Rampulla: "Il Napoli ha due titolari, ma Allegri deve fare una cosa"
Oggi alle 15:00Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Michelangelo Rampulla presenta Juventus-Napoli e si sofferma sulla porta azzurra: "Due portieri forti vanno bene, ma i ruoli devono essere definiti".

Michelangelo Rampulla, ex portiere, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Credo che soprattutto il Napoli fosse considerato una delle principali concorrenti dell'Inter per la conquista dello Scudetto. Siamo ancora all'inizio e ci sono diverse situazioni da sistemare, però il settimo posto di entrambe è sicuramente inaspettato".

Hai una grande conoscenza dell'ambiente juventino: quali sono secondo te i problemi principali della squadra di Spalletti?
"Credo che i problemi siano più di uno. Si parte dalla scelta di alcuni calciatori e si arriva ai tanti cambiamenti avvenuti a livello dirigenziale. Serve prima di tutto un periodo di assestamento societario e poi, di conseguenza, anche tecnico. Negli ultimi quattro anni è cambiato tanto, non soltanto nei calciatori ma anche nella società e negli allenatori. Non c'è stata continuità e manca qualcosa di ben definito che possa portare risultati. Non necessariamente nell'immediato, ma attraverso un progetto di due o tre anni".

Quanto stanno incidendo gli infortuni sulle difficoltà di Juventus e Napoli?
"Moltissimo. Quando hai tanti infortuni, soprattutto concentrati nella stessa zona del campo, inevitabilmente nascono dei problemi. Inoltre, quando i risultati non arrivano, rischi di intestardirti con continui cambi tattici e questo può generare ulteriore confusione nei giocatori. Avere tutta la rosa a disposizione è una cosa, essere continuamente costretti a cambiare uomini è un'altra. Juventus e Napoli stanno pagando anche questo handicap".

Il Napoli fatica a gestire il vantaggio, mentre la Juventus soffre quando deve recuperare. Che partita può venirne fuori?
"Quando attraversi un periodo complicato aumenta anche l'ansia da prestazione. Se vai in svantaggio cresce la frenesia nel tentativo di ribaltare il risultato e questo può portarti a commettere errori gravi. In momenti del genere bisogna mantenere la calma, ma per riuscirci servono soprattutto giocatori con personalità e carattere, capaci di trascinare anche i compagni. A volte è proprio una questione di personalità".

Da ex portiere, come giudichi l'alternanza tra Meret e Milinkovic-Savic?
"Sono due portieri forti e potenzialmente titolari, anche perché sono nel giro delle rispettive nazionali. Io però resto convinto di una cosa: è giusto avere due portieri di livello, ma i ruoli devono essere ben definiti. Il portiere ha bisogno di giocare con tranquillità. Se entra in campo pensando che al primo errore possa essere sostituito, rischia di non avere la serenità necessaria e l'errore diventa ancora più probabile. Poi ogni allenatore fa le proprie scelte e può decidere di mettere in competizione anche i portieri. Dipende molto dalla personalità di chi hai a disposizione. Ma se entrambi giocano con il timore che un errore possa costare il posto, può diventare un grosso problema".

Il Napoli utilizza spesso il retropassaggio al portiere per attirare la pressione avversaria e poi cercare direttamente la profondità. È una soluzione che ti convince?
"Sì, può essere una soluzione tattica per uscire dal pressing. Puoi attirare più uomini avversari nella tua metà campo e creare maggiore spazio dalla trequarti in avanti. Se poi hai un portiere come Milinkovic-Savic, capace di effettuare rilanci da 60-70 metri, diventa un'arma interessante. Non la utilizzerei però continuamente. È una soluzione da adottare quando l'avversario viene a prenderti molto alto. Il rischio è evidente: se il portiere sbaglia in quella zona del campo, molto spesso prendi gol e non hai possibilità di rimediare. Per farla funzionare devi inoltre avere giocatori davanti capaci di attaccare bene la profondità e mettere in difficoltà la difesa avversaria nell'uno contro uno".

Il rischio è quello di lasciare Hojlund troppo isolato se Politano e Lang devono partire molto bassi?
"Sicuramente. Se Politano o Lang ricevono molto bassi nella propria trequarti, dopo un lancio lungo hanno bisogno di più tempo per accompagnare l'azione e arrivare nell'area avversaria. Con il passare dei minuti diminuiscono anche le energie. È quindi una situazione che va sfruttata bene e dipende dalle caratteristiche dei calciatori. Giocare continuamente attraverso il portiere comporta un rischio maggiore e, proprio per questo, deve poi garantirti dei benefici concreti nella fase offensiva".