Monza-Napoli, Gaito: “Difesa troppo bassa, così si rischia. Lang-De Bruyne, che qualità”
Il direttore Antonio Gaito, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato la vittoria per 4-1 degli azzurri sul campo del Monza, sottolineando la differenza tra un primo tempo caratterizzato da eccessiva prudenza e una ripresa nella quale la squadra di Massimiliano Allegri ha mostrato maggiore personalità e qualità offensiva. “È una vittoria strameritata, anche bella per come si è sviluppato il secondo tempo. Fa bene sottolineare il gol subito, ma non tanto per il gol in sé, perché nel calcio di oggi prendere uno, due oppure tre gol fa parte del gioco. Il problema sono le modalità con cui arrivano questi gol. Purtroppo il problema è sempre quello: vai sull'1-0 e progressivamente tendi ad abbassarti, a essere passivo, conservativo, giochi sempre all'indietro e rimetti in gioco l'avversario, dandogli fiducia. Questa gara ci fa vedere tutto quello che il Napoli deve fare e non deve fare. Il primo tempo è il manifesto di quello che non va fatto, perché il Napoli crede che mettendo tanti uomini in difesa sia solido, ma nel calcio di oggi non funziona più”.
Perché il Napoli continua a soffrire anche quando si difende con tanti uomini?
“Sul gol il Napoli era di nuovo a difesa schierata, tutti belli sistemati. Di Lorenzo era addirittura al centro dell'area, perché sul cross esce Politano. Eravamo in sei o sette in area di rigore, dietro Rafa Marin c'erano anche Olivera e Noa Lang. Ma mettere tanti uomini non significa difendere bene, perché alla fine è sempre un uno contro uno: Rafa Marin perde il suo e prendi gol. Tanto vale tenere Politano e Lang alti, in modo da essere sempre pronti a ripartire. Questo non lo dico io, ma lo ha detto Matteo Politano, che ha spiegato come, giocando con un baricentro più alto, possa avere maggiore qualità offensiva e più opportunità nell'uno contro uno. Anche il capitano ha detto che bisogna gestire maggiormente la partita attraverso il possesso palla. Mi fa piacere che siano gli stessi giocatori ad affrontare questo problema, perché significa che hanno lanciato un messaggio molto chiaro”.
Nel secondo tempo si è visto un Napoli completamente diverso.
“L'inizio della ripresa non è stato positivo, perché il Napoli ha rischiato di prendere il 2-1. Si è passati dal possibile vantaggio del Monza al 2-1 del Napoli, anche grazie a un errore degli avversari. Dopo quel gol, però, il Napoli ha preso fiducia, ha difeso in avanti, non si è più abbassato e ha dominato il secondo tempo. Nell'ultima mezz'ora non solo non si è stancato, ma si è divertito attaccando. Bisogna difendere in avanti, essere aggressivi e tenere bene il pallone, senza tornare continuamente da Milinkovic-Savic. Quando si torna troppo spesso dal portiere è il segnale che c'è paura e si vuole essere remissivi. Nel secondo tempo, per fortuna, è successo molto meno”.
Qual è l'aspetto su cui Allegri deve lavorare maggiormente?
“Dobbiamo correggere i difetti ed eliminare il più possibile le cose brutte viste nel primo tempo: la confusione, gli errori, la costruzione pessima e i tanti palloni persi. Appena il Napoli è passato sull'1-0, purtroppo ha ricominciato ad abbassarsi. Siamo arrivati al punto che il gol del Napoli quasi ci preoccupa, perché sappiamo che poi la squadra si mette a difendere. Invece bisogna giocare senza una mentalità speculativa: sull'1-0 non è successo nulla, si deve continuare come si era iniziato”.
Quanto hanno inciso Noa Lang e Kevin De Bruyne nella gestione del secondo tempo?
“Grande qualità di De Bruyne, benissimo Noa Lang. È stato molto criticato, però diciamolo anche quando questo ragazzo gioca bene. Si sacrifica, è rimasto lucido e ha trovato un grande corridoio per De Bruyne. Molto bello quell'asse Lang-De Bruyne. Il Napoli nell'ultima mezz'ora ha gestito la partita attaccando e mostrando grande qualità. Questo è quello che bisogna fare per ottenere risultati”.
Come giudichi la prestazione di Rafa Marin, autore del gol del 3-1 ma anche protagonista dell'azione del pareggio?
“Ha fatto un po' di fatica, ma quando difendi con un blocco così basso penalizzi tutti i giocatori, perché l'errore è dietro l'angolo. Sei a pochi passi da Milinkovic-Savic, Rafa Marin ha perso l'uomo e Varela ha confermato di avere grandi qualità fisiche, oltre che tecniche. Con giocatori del genere bisogna cercare di affrontare i duelli lontano dalla porta. In quell'azione il Napoli stava costruendo, era in una situazione di cinque contro tre, ha perso palla e tutti sono dovuti arretrare. Bisogna costruire meglio e aggredire in avanti, senza rassegnarsi ad aspettare il pallone in area di rigore. All'interno di questa sofferenza collettiva arriva poi l'errore individuale. Stavolta è capitato a Rafa Marin, che però si è ripreso bene, ha dimostrato personalità e ha segnato un gol importante. Il 3-1 ha indirizzato la partita, evitando ulteriori sofferenze e dando alla squadra serenità ed entusiasmo”.
La vittoria di Monza e la sconfitta della Juventus possono cambiare le prospettive degli azzurri?
“Il Napoli si rimette a pari punti con la Juventus, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Bisogna stare calmi, senza esagerare con gli elogi. Questa era una tappa obbligatoria, una vittoria che il Napoli doveva conquistare e alla fine l'ha fatto anche abbastanza bene. Adesso bisogna correggere i difetti, perché questa squadra dà il meglio di sé quando può attaccare e difendere in avanti. Contro il Monza abbiamo visto tutto: quello che bisogna fare e quello che bisogna evitare”.
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