De Paola su Allegri: "Gode di buona stampa! Alcuni lo difendono da anni..."
Giornata di campionato per il Napoli atteso dalla trasferta di Monza. Paolo De Paola, giornalista,è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania
Sui continui cambi di modulo del Napoli: "Faccio un esempio di modernità nel calcio di questo campionato: la Lazio di Gattuso, che gioca con un 4-3-3 e con calciatori che sono stati assemblati, valutati e rivalutati dall'allenatore, come Belahyane e Taylor. Il modulo è utile fino a un certo punto. Quando l'allenatore entra nella testa dei giocatori, come ha fatto Gattuso, qualunque modulo diventa quasi un pretesto. L'importante è l'approccio alla partita. La Lazio ha un atteggiamento sempre offensivo, gioca nella metà campo avversaria e si difende alta. Il problema non è interpretare Allegri come difensivista oppure come allenatore offensivo. Il problema è capire quanto Allegri abbia ancora il carisma e la capacità di convincere i giocatori a comportarsi in una certa maniera in campo. Questo lo aveva Conte, non lo ha Allegri".
Sull'identità tattica degli azzurri: "I giocatori non sono figurine da mettere in campo. Qual è la tua idea di gioco? Noi abbiamo capito quella di Allegri? No. Possiamo parlare delle occasioni da gol, degli expected goals, di tutte le statistiche che volete, anche del baricentro alto del Napoli. Ma perché il Napoli sul 2-0 si chiude in difesa? Perché la Roma ha assediato il fortino del Napoli?".
Sulla gestione del vantaggio contro la Roma: "Quel tipo di approccio non ti permette di risalire la china, non crea pericolosità da parte del Napoli, ma soltanto una situazione di sofferenza, anche psicologica. E infatti è arrivato il pareggio. Non una volta, ma due volte. Perché anche dopo essere tornato avanti 3-2, il Napoli si è nuovamente chiuso in difesa. Questo è assurdo. Non ha creato quelle situazioni di pressione che costringono l'avversario nella propria metà campo e gli impediscono di attaccarti. Allegri non trasmette questo tipo di atteggiamento come principio di gioco".
Sulle giustificazioni nei confronti di Allegri: "Vi state scontrando con una situazione che avevo già vissuto ai tempi di Tuttosport, nell'ultimo anno dello scudetto di Allegri alla Juventus, nel 2018-2019. Anche vincendo lo scudetto, quella squadra era costantemente sotto pressione. Ogni partita poteva perderla, pareggiarla oppure vincerla, grazie soprattutto a giocatori che avevano consolidato un sistema di gioco derivante addirittura dai tempi di Conte".
Sulla stampa favorevole ad Allegri: "Io dico sempre che Allegri gode di una stampa buona, favorevole. Alcuni giornalisti hanno fatto della difesa mediatica di Allegri quasi una bandiera. Lo stimano, e ci sta, per carità. Però questo crea attorno a lui la suggestione che sia un grande allenatore, quando secondo me oggi non lo è. Lo è stato, ha vinto cinque scudetti consecutivi, ma negli ultimi sette anni ha conquistato soltanto una Coppa Italia".
Sui contratti ottenuti da Allegri: "Per bravura sua o del suo procuratore, è riuscito a ottenere contratti molto importanti. Alla Juventus guadagnava sette milioni, che diventavano nove con i premi. Poi è arrivato il Milan e adesso un contratto triennale da quattro milioni e mezzo con il Napoli. Ma secondo voi chi crea la suggestione che porta a questi contratti? Una mediaticità favorevole, positiva, accompagnata da un continuo giustificazionismo".
Sulle critiche di Cassano e Adani: "Dall'altra parte c'è una contrapposizione che secondo me è anche un po' esagerata nei toni. Cassano, Adani, Trevisani e tutti quelli che, con motivazioni più o meno forti e chiare, contestano la qualità del gioco o il timbro calcistico di Allegri. Tra questi due eccessi esiste una via di mezzo. E la verità, secondo me, è che Allegri gode di troppa benevolenza".
Sulle possibilità del Napoli di qualificarsi alla prossima Champions League: "Secondo me i giocatori ci sono, ma devono spingere sull'acceleratore. De Bruyne arretrato in quella posizione può piacere per le geometrie di gioco, ma diventa poco offensivo. Questo Napoli, concepito con una propensione offensiva maggiore e spingendo sull'acceleratore al 110%, può farcela. Ha i giocatori per riuscirci, ma deve mantenere una tensione continua. La partita non può avere i cali che stiamo vedendo continuamente con Allegri".
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