Bellinazzo: "Il Napoli non ha bisogno di ridimensionare. Sull'offerta Usa e le strutture..."
Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: "Allegri? Il costo complessivo sarà inferiore rispetto a quello sostenuto per Conte. Lo stipendio di Allegri sarà leggermente più basso e soprattutto il Napoli risparmierà parecchio sullo staff tecnico. Il Napoli dall'operazione risparmierà qualche milioncino. Il club non deve ridimensionarsi, ma ridurre l'insieme dei costi della rosa, tra ingaggi e ammortamenti, di un 10-15%. Anche quest'operazione è in linea, il risparmio sullo staff tecnico è un linea con quest'obiettivo".
Questa rivoluzione che alcuni avevano annunciato quindi non ci sarà?
"La rivoluzione non era tanto una necessità economica, era una necessità che ha palesato in primo luogo De Laurentiis rispetto all'esigenza di avere dei giocatori più giovani, di prospettiva. Di avere in rosa, dopo Conte, più giocatori alla Alisson e meno alla Lukaku o De Bruyne. Le manovre che stanno facendo in questo momento vanno a colmare il deficit di gioventù che la rosa del Napoli ha palesato anche coi tanti infortuni, ma che però sono funzionali al progetto tecnico di Allegri. Prendiamo un giocatore come Lobotka: non è più giovanissimo, ma privarsi di uno come lui vorrebbe dire andare sul mercato a cercare o un giovane però inesperto o un giocatore altrettanto affidabile che però costerebbe tanto di cartellino. Nelle valutazioni vanno considerate tutte le componenti. Si vuole dare la possibilità ad Allegri di capire se c'è la volontà di alcuni senatori di restare e se la voglia di partire fosse dipesa più da Conte che da una volontà di lasciare Napoli a prescindere".
Quanto è complicato trovare l'equilibrio tra sostenibilità economica e competitività?
"Il mix è complicato, oggi più che mai. Il Napoli con la qualificazione alla Champions League si è assicurato un cuscinetto di 50-60 milioni almeno. C'erano tanti riscatti da completare, ma legati al progetto tecnico precedente. Conte ha sempre ottenuto risultati, ma stressando i conti delle squadre in cui è stato, anche all'Inter e alla Juventus è accaduto. La sua parantesi al Napoli è stata unica per il Napoli di De Laurentiis. La strategia è stata accettata volentieri da De Laurentiis dopo il disastro post terzo Scudetto. Ora però questa strategia va rivista perché il Napoli non ha una grande elasticità sui ricavi. I ricavi dell'era De Laurentiis sono sempre stati legali alle plusvalenze e alla presenza statica in Champions League. Il Napoli oggi vuole essere presenza fissa in Champions League, ma vuole avere anche la possibilità di giocare sulle plusvalenze".
Come giudichi l'interesse dei fondi americani per il calcio italiano e per il Napoli?
"Credo che De Laurentiis abbia avuto un'annata non semplice in generale per il suo gruppo. Il Napoli ha avuto una stagione complicata, ha salvato l'obiettivo minimo, ossia la qualificazione in Champions League. Ma il Bari è retrocesso e la Primavera pure. Il Napoli, come altre società italiane che sono rimaste in mano a imprenditori italiani, è sempre più oggetto di pressioni e di offerte da parte di fondi americani. In questo momento però mi sembra che l'idea di De Laurentiis sia quella di proseguire e rilanciare il progetto tecnico piuttosto che aprire a una cessione imminente".
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