Biazzo: "Conte ha sbagliato tutto in conferenza! Altro che addio elegante..."
Salvatore Biazzo, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: “Riascoltando con attenzione la conferenza stampa, è chiaro che Conte ce l’avesse con De Laurentiis. Il presidente, a un certo punto, ha detto che senza gli infortuni il Napoli avrebbe potuto vincere lo Scudetto. È stata una critica precisa e Conte si è risentito. Però quello che ha detto De Laurentiis è esattamente ciò che abbiamo detto tutti nel corso della stagione: ci siamo chiesti perché ci siano stati così tanti infortuni, perché il Napoli abbia avuto certi crolli e certe prestazioni che noi stessi abbiamo definito vergognose. Conte poi può prendersela con il giornalista o con chi lo critica sui social, ma un allenatore del suo livello non può parlare genericamente di falliti, perché così colpisce anche chi segue il Napoli con passione e chi fa il proprio lavoro con onestà”.
Conte ha sbagliato dal punto di vista comunicativo?
“Secondo me ha sbagliato tutto. E devo dire che De Laurentiis è stato molto bravo, perché dalle espressioni si capiva chiaramente che non fosse affatto d’accordo con lui. Conte è arrivato a Napoli conoscendo benissimo la piazza e sapendo che fosse passionale e difficile. Aveva accettato un progetto triennale e poi è stato lui a interromperlo. Se c’è qualcuno che dovrebbe fare autocritica e magari chiedere scusa ai tifosi per non aver portato a termine quel progetto, è proprio lui. Poi che non abbia preso soldi per andare via sinceramente mi interessa poco. Mi interessa di più ciò che ha detto De Laurentiis, ovvero che alcuni giocatori rientreranno dai prestiti e dovranno essere valorizzati dal nuovo allenatore, anche perché il costo della rosa del Napoli è il più alto della Serie A”.
Hai avuto la sensazione che Conte cercasse volutamente lo scontro?
“Sì, assolutamente. Mi è sembrata una strategia studiata a tavolino per spostare l’attenzione dagli errori della stagione e dalle differenze di vedute sul futuro. Si poteva comunicare in maniera diversa e chiudere questo ciclo con eleganza. Invece si è scelta la strada della contrapposizione. Lui stesso ha detto di essere uno che vince, però allora bisogna chiedersi perché non abbia vinto anche quest’anno. L’Inter magari aveva qualcosa in più, ma il Napoli non si è giocato fino in fondo lo Scudetto”.
Come si riparte ora? Allegri può essere il nome giusto?
“Io non faccio il tifo per un allenatore o per un altro. A me interessa capire quale sia il progetto del Napoli. Si vuole aprire un nuovo ciclo? Si punta ancora allo Scudetto o solo alla qualificazione Champions? Bisogna capire quali siano le risorse economiche e quale strada voglia percorrere De Laurentiis. Credo che il presidente abbia già fatto le sue valutazioni da tempo, perché lui e Conte sapevano perfettamente già da settimane come sarebbe finita”.
Secondo te ci sono state troppe contraddizioni nella gestione tecnica della stagione?
“Certo. Faccio una domanda: gli acquisti che Conte ha voluto fortemente, come Lang e Lucca, perché poi non li ha utilizzati? E ancora: era davvero necessaria l’alternanza continua tra Meret e Milinkovic-Savic? I numeri dicono che Meret aveva percentuali migliori anche nel gioco coi piedi. Queste cose le vedo solo io o anche uno staff che costa milioni di euro? Lukaku non c’è più e quindi bisogna cambiare modo di giocare. Non si può continuare a proporre sempre la stessa soluzione tattica”.
Che insegnamento deve trarre il Napoli da questa vicenda?
“Che bisogna smetterla di innamorarsi degli allenatori. Sono professionisti e vanno giudicati per il lavoro che fanno. Vale per Conte, per Sarri, per Spalletti e per tutti gli altri. Arrivano, prendono stipendi enormi e devono dare il massimo. Il resto sono chiacchiere”.
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