L'editoriale di Chiariello: "2º posto il minimo dopo 240mln! Dietro non c’erano rivali…”
Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto col suo consueto editoriale: "A Dio piacendo, è finita la stagione. Il calcio giocato va in vacanza, almeno in Europa. Ora c'è il Mondiale che ci vede però assistere dal divano per la terza volta consecutiva. Oggi al Maradona c'erano molti motivi per emozionarsi e di interesse. Ovviamente l'addio di Antonio Conte, ormai certificato: era la sua ultima da allenatore del Napoli, 91ª partita sulla panchina azzurra, e questo sicuramente per la platea del Maradona, ma per tutto il popolo azzurro è un grande dispiacere perché, qualunque parere si possa avere sul Conte, qualunque idea di calcio si possa sviluppare, qualsiasi cosa si voglia dire, è indubbio che questo è un allenatore double face, ha una capacità in campionato che non si riscontra da nessuna parte del mondo, mai nella storia. Trovatemi uno che su otto campionati fa sei volte primo e due volte secondo. Non ce n'è di uguali. Tolta la parentesi con l'Atalanta, con quei soldi in Serie A, dove durò pochi mesi. Io ho fatto 3 anni alla Juve, tre primi posti, due anni all'Inter, un primo e un secondo posto, anzi un secondo e un primo posto e anche una finale di Europa League. E poi viene a Napoli e fa la stessa cosa: primo e secondo e una Supercoppa, per non dimenticare che è andato al Chelsea e ha vinto anche lì al primo anno in Premier League. E non dimentichiamo che quando ho preso il Tottenham in corsa era nono in classifica, aveva appena perso in casa 3-0 con lo United, a fine campionato entra in Champions superando United e altre squadre, che è quasi una vittoria di uno scudetto. Cioè quello che non si può negare a Conte è la capacità incredibile di fare il risultato. Quindi, partendo da questo presupposto, dire che chiunque dovesse arrivare a sedersi sulla panchina del Napoli è da considerarsi un downgrade non dice una sciocchezza, dice una semplice, pura verità statistica, perché chi viene ha un macigno sulle spalle, peggio di Atlante, deve reggere il mondo sulle spalle.
Antonio Conte è un peso enorme per chiunque dovrà confrontarsi col recente passato. Dovrà essere bravo il presidente a saperlo difendere, chiunque egli sia: che sia un allenatore navigato, esperto, come può essere Mancini o Sarri, che sia un allenatore in rampa di lancio come Italiano, addirittura emergente come Grosso. Sono i nomi che circolano. Sarà molto complicato per Sarri, doppiamente complicato perché deve combattere col recente passato di Conte, ma anche con sé stesso per quello che ha fatto a Napoli. Il suo dubbio per cui non verrà a Napoli quasi sicuramente è dire: “Spalletti ha vinto, Conte ha vinto, io non vinco, io passerò per il grande perdente per sempre”, e quindi probabilmente se ne andrà nella comfort zone di Bergamo. Quindi oggi c'era l'addio di Conte, che era la prima grande emozione. La seconda, un po' di addii sparsi e Conte è stato bravissimo nel gestire i cambi, consentendo quello che non fece bene Sarri, di cui si pentì con Maggio: la standing ovation ad alcuni degli eroi più misconosciuti di questa squadra. Il Contini che sta sempre lì ad aiutare i compagni di reparto, i portieri, il Mazzocchi cuore azzurro che è sempre pronto a dare l'anima per la squadra, pur avendo qualità tecniche non a livello dei compagni, e Juan Jesus che lascia con due scudetti e una Supercoppa, di cui è stato buon protagonista, in alcuni casi anche ottimo protagonista. Qualcun altro di quelli che abbiamo visto oggi magari non sarà in azzurro l'anno prossimo. C'è un grande punto interrogativo che si chiama Kevin De Bruyne. Vedremo chi sarà l'allenatore, come scioglierà il nodo portieri. Oggi ancora Meret tra i pali. Ne avrà di cose da fare, ma innanzitutto dobbiamo sapere se si riparte da Aurelio De Laurentiis perché oggi tutti i giornali, le agenzie stampa, strombazzano una mega offerta da 2 miliardi per il Napoli che deve diventare una polisportiva. Lui mi raccontò che gli era arrivata un'offerta di 900 milioni che neanche volle ascoltare. Disse: “Non mi interessa neanche sentirli”. Disse: “Una volta mi hanno offerto un miliardo e mezzo per tutta la Filmauro Napoli, tutte le mie attività”. Dice: “Ti godi i soldi e te ne vai in pensione”. È meglio che me ne faccio dei soldi? Già ce li ho, preferisco lavorare. Io vivo per lavorare e mi diverto lavorando. Credo che sia la motivazione vera per cui neanche una due diligence hanno fatto. Allora, due diligence è una cosa complicata, ma vi posso garantire che quando c'è un passaggio di società si fanno delle analisi al setaccio fitto dei conti di una società di qualsiasi tipo, e questo lo fanno degli esperti, le fanno società di revisione incaricate del compito e ti passano i conti a setaccio fitto, perché durano anche qualche mese queste due diligence, prima di arrivare a capire effettivamente la massa debitoria qual è, la massa creditizia, quali sono gli asset positivi, quali sono quelli negativi. Non è che uno si fida delle parole del proprietario, va a guardare i conti. Il Napoli neanche quello fa fare. Non concede neanche la due diligence, quindi sono flatus vocis. Queste parole di acquisto, De Laurentiis non si siede al tavolo. Quando lo farà lo sapremo. Per il momento io non do credito a nessuna voce e lui non ha intenzione, oggi che è il suo compleanno e compie 77 anni, di passare la mano, perché si nasce vecchi per alcuni casi, ma in altri casi si muore giovani e De Laurentiis dà le piste ancora a tante persone.
Quella di Antonio Conte è una storia chiara, è una coazione a ripetere. Lui è fatto così. Io lo definii il grande elettricista quando dissi: “Chi ci vuole a Napoli per risorgere?”. Antonio Conte, senza e senza ma. Perché lui ha la capacità di accendere la luce con la sua metodologia di lavoro ossessiva, col suo stressare i calciatori, richiamarli ai grandi obiettivi, unirli in un'unica squadra tosta, difficile da battere. Il compito lo ha assolto alla grande. Il suo problema però è che dopo la sua stessa overperformance mentale porta al corto circuito. L'uomo che riattiva l'impianto andato in blackout diventa il persecutore di sé stesso, l'uomo che va in corto circuito, lui e il suo gruppo che non lo regge più. Si fa fatica a seguirlo e non è un caso che dopo 2 anni lui molli sistematicamente perché a quel punto o si alza il tiro in maniera indefinita, si alza l'asticella e quindi ci devono stare molti investimenti e club che possono supportare questa storia, oppure no, bisogna cambiare e serenamente De Laurentiis e Conte si lasceranno in buoni rapporti. I rapporti sono buoni, il calcio che loro vedono non va nella stessa direzione. Chi sarà l'allenatore sarà il tema dei prossimi giorni, non è certo di questa serata. Questa sera posso dire che il secondo posto, che molti state accogliendo come un grande risultato, per me è un risultato obbligato. Io non sono così entusiasta. Penso che sia stato un ottimo viatico per la prossima stagione, che è il minimo sindacale per chi ha speso 240 milioni tra estate e inverno al calciomercato, che poi siamo stati speciali, chiamerà in corresponsabilità anche il tecnico, che ci sono stati oltre 40 infortuni, anche oggi altri, chiama in corresponsabilità anche il tecnico, quindi ci sarebbero molte cose di cui discutere, di cui non avremo mai risposte perché Conte se ne va.
Per me è una stagione da 6 e mezzo, lo dico chiaro: una pessima Champions League, un secondo posto molto lontano dall'Inter, senza mai realmente competere per il primato e sfruttando le catacombe del Milan, le ubìe e la mancanza di personalità della Juventus, l'incompletezza della Roma, perché dietro Inter e Napoli in questo momento nel calcio italiano c'è il buio, ma il buio vero, e quindi il Napoli ha l'unico obiettivo, quello di tenere vivo questo campionato, perché se l'anno prossimo il Napoli non competerà con l'Inter, per l'Inter è difficile che ci siano altre rivali".
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