Caiazza: "Juve in crisi, ma non mi fido! Per il Napoli è quasi come una finale"
Il Napoli cerca continuità e punti pesanti nella trasferta più delicata: quella contro la Juventus. Gli azzurri arrivano a Torino dopo il convincente 4-1 contro il Monza, ma devono ancora risolvere i problemi di gestione delle partite e le disattenzioni difensive che hanno condizionato diversi risultati stagionali. Di fronte ci sarà una Juventus in piena crisi, reduce dalla sconfitta contro il Genoa e chiamata a reagire dopo la decisione della società di mandare la squadra in ritiro. Salvatore Caiazza, giornalista de Il Roma, analizza a Radio Tutto Napoli i temi della vigilia, le insidie della sfida e le possibili chiavi tattiche del match.
Che vigilia è quella che accompagna Juventus-Napoli? "È una vigilia molto delicata. La Juventus arriva da un periodo decisamente negativo, mentre il Napoli è alla ricerca di continuità. È vero che il trend delle ultime settimane, come ha sottolineato anche Rasmus Højlund, è positivo, ma bisogna superare quei blackout che ancora non permettono agli azzurri di mantenere lo stesso rendimento per tutti i 95 minuti. Questa partita presenta diverse sfaccettature. Innanzitutto, il Napoli deve dare continuità ai risultati e ai gol, prestando soprattutto attenzione alla fase difensiva, perché finora ha concesso troppo agli avversari. Inoltre, ha la possibilità di dare un colpo importante alla Juventus. Anche se la stagione è ancora lunga, vincere a Torino in questo momento avrebbe un significato particolare, non soltanto per l'orgoglio del popolo napoletano, ma soprattutto per la classifica. Sarebbero tre punti fondamentali contro una diretta concorrente per i primi quattro posti. Finora, infatti, il Napoli ha perso contro Como e Inter e pareggiato contro la Roma. Dopo la Juventus ci sarà la Lazio, prima della sosta. Ma il problema non riguarda soltanto gli scontri diretti: gli azzurri hanno lasciato punti anche contro squadre che occupano le posizioni più basse della classifica, come Venezia e Fiorentina. Per questo considero la sfida di Torino quasi una finale: bisogna vincerla o quantomeno evitare la sconfitta. Perdere complicherebbe ulteriormente la situazione, considerando anche il successivo impegno europeo contro il Porto e la partita contro una Lazio che sta facendo molto bene. Si dice spesso che prima o poi i biancocelesti molleranno, ma intanto sono lì e hanno un vantaggio importante in classifica. Sarà una partita particolare anche per Allegri e Spalletti, due allenatori che si scambiano simbolicamente le panchine rispetto alle rispettive esperienze passate. Ci sono anche precedenti interessanti: Spalletti ha ottenuto qualche vittoria in più, mentre Allegri non batte il collega dal 2018. Mi auguro che il Napoli riesca a dare continuità ai propri risultati, evitando soprattutto distrazioni e regali difensivi".
Proprio sulla fase difensiva vorrei soffermarmi. Ci sono dati significativi: il Napoli, quando passa in vantaggio, tende ad abbassare troppo il baricentro, concedendo campo, fiducia e coraggio agli avversari. È successo in cinque occasioni su dodici, contro Inter, Roma, nelle due partite di Champions League e anche contro la Fiorentina. La Juventus, invece, ha il problema opposto: quando va in svantaggio, fatica a trovare la forza e le soluzioni per rimontare. Può essere uno stimolo ulteriore per entrambe per provare a invertire questa tendenza? "Non so se assisteremo a una partita spettacolare, ma sicuramente mi aspetto una gara di grande intensità. Ci saranno interessanti duelli tattici tra due allenatori esperti. Allegri ha modificato il proprio modo di giocare, passando anche alla difesa a quattro per necessità, mentre Spalletti, soprattutto durante la sua esperienza napoletana culminata con lo scudetto, ha dimostrato ampiamente di saper allenare e insegnare calcio. Si affrontano due allenatori molto esperti e vincenti, anche se Allegri ha un palmarès superiore a quello di Spalletti. Voglio anche fargli i complimenti per la disponibilità nei confronti della stampa: nonostante la squalifica, avrebbe potuto decidere di non parlare, invece è puntualmente presente alle conferenze della vigilia, anche quando ci sono tre partite a settimana. Magari dirà poco o niente, ma continua a mettersi a disposizione dei giornalisti senza tirarsi indietro. Tornando alla partita, il Napoli dovrà restare dentro il match senza avere paura. Serve equilibrio, bisogna temere il pericolo, non l'avversario. Prendiamo Di Lorenzo: contro il Monza ha realizzato un assist meraviglioso per Højlund, ma in altre occasioni ha commesso disattenzioni che possono costare caro. Quando non è possibile servire il compagno più vicino in sicurezza, meglio mettere il pallone in fallo laterale piuttosto che correre rischi inutili. Sono situazioni che vanno evitate. Puoi anche concedere il pallone agli avversari, ma almeno hai il tempo di risistemarti. Certo, può capitare di subire gol anche con la difesa schierata, ma bisogna limitare gli errori. La Juventus, al di là della crisi, resta sempre la Juventus e ha calciatori importanti come Kolo Muani e Woltemade, capaci di farti male se concedi loro spazio. Sono giocatori che non perdonano".
Passando dal collettivo ai singoli, contro il Monza abbiamo visto un Noa Lang più coinvolto soprattutto nel secondo tempo, quando il Napoli ha giocato con maggiore coraggio e scioltezza. Nel primo tempo, invece, con la squadra più bassa e impegnata nella fase difensiva, l'olandese ha faticato maggiormente. La sua identità è quella di un giocatore offensivo, che ha bisogno di spazi e di partecipare alla manovra. Quanto può incidere la capacità del Napoli di gestire i ritmi e il risultato anche sul rendimento dei singoli? "Vorrei concentrarmi proprio su Noa Lang. Abbiamo aspettato quasi un anno per vedere una grande prestazione di questo ragazzo, che ha bisogno anche di ritrovare una certa scioltezza mentale. Contro il Monza, nel secondo tempo, il Napoli si è sbloccato dopo il gol di Politano e si è scrollato di dosso la tensione. La squadra aveva bisogno di vincere a tutti i costi, perché altrimenti sarebbe ricominciata l'ennesima discussione sull'allenatore, sulle difficoltà della squadra e sulla preparazione della partita contro la Juventus. È successo invece l'opposto: il Napoli ha vinto 4-1 a Monza, dimostrando nella ripresa tutta la propria qualità, mentre la Juventus ha perso contro il Genoa a Marassi. La qualità nella rosa azzurra c'è e lo si vede soprattutto quando gioca De Bruyne. Purtroppo bisogna fare i conti con la sua carta d'identità e gestirne le energie, ma quei 25 minuti contro il Monza hanno mostrato tutta la sua classe. I compagni lo cercano continuamente, gli avversari lo rispettano e sanno che, quando riesce a liberarsi, può creare problemi. Bisogna però gestire anche le assenze. L'infortunio di Lobotka è un problema importante: mi auguro che possa tornare prima possibile, senza dover aspettare gennaio 2027. In quel reparto c'è comunque Gilmour, mentre Vergara ha recuperato e può rappresentare un'altra soluzione. Mi auguro anche che Alisson Santos possa tornare presto a disposizione, così da garantire un'alternativa importante sulla sinistra. A destra ci sono Politano e Giovane, che può essere utilizzato anche a sinistra in caso di necessità, pur non essendo quella la sua posizione ideale. Mi dispiace anche per Favasuli, perché lo considero un giovane molto forte e spero che possa rientrare presto nei ranghi. Sono tutti elementi che possono dare ulteriori soluzioni al Napoli nel corso della stagione".
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