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Il comico Ciotola: "Mazzocchi deve restare! De Bruyne? Può essere decisivo in Champions"

Il comico Ciotola: "Mazzocchi deve restare! De Bruyne? Può essere decisivo in Champions"
Oggi alle 19:40Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Lucio Ciotola a Radio Tutto Napoli parla di Allegri, mercato, De Bruyne, Mazzocchi e del paragone tra Maradona e Messi.

Il comico Lucio Ciotola è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Buongiorno dovrà operarsi: come valuti questa nuova assenza del difensore?
"Purtroppo ha avuto tante difficoltà, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche da quello fisico. È stato un po’ sfortunato. A parte gli scherzi, faccio un grande in bocca al lupo a Buongiorno."

Conoscevamo bene il motto di Antonio Conte, “Amma faticà”. Che cosa ti aspetti invece da Allegri e da questo nuovo Napoli?
"Allegri può risultare antipatico sui social, ma è un grande allenatore. Lasciamolo lavorare con tranquillità, perché sa quello che deve fare. Mi è piaciuto molto durante la conferenza stampa di presentazione, quando ha detto di essere qui per rimediare ai due Scudetti che gli sono stati tolti. È un grande professionista e sta già lavorando bene. Ho sentito anche alcune dichiarazioni dei giocatori e mi sembra che li tenga molto coinvolti. Non saranno probabilmente gli allenamenti stancanti che proponeva Conte, ma credo che dobbiamo concedergli il tempo necessario. Anche Allegri comincia ad avere qualche problema, qualche imprevisto e i tre calciatori reduci dal Mondiale arriveranno soltanto a Castel di Sangro. Sono tutte situazioni che fanno riflettere. Quello che serve sicuramente in questo momento, oltre a risolvere il problema di Buongiorno, è un sostituto di Di Lorenzo. Il capitano non si è fermato praticamente mai e adesso dovrà lavorare su tre fronti. Pretendere ancora che dia sempre il massimo diventa veramente difficile e vorrei evitare che poi ce la prendessimo con lui. Di Lorenzo ha dato tantissimo al Napoli. Sul mercato serve quindi un ottimo sostituto del capitano e, purtroppo, anche un difensore centrale a causa dell’infortunio di Buongiorno. Anche ipotizzando tre mesi di stop, si arriverebbe alla fine di ottobre: sarebbe troppo tardi per intervenire e riorganizzare la formazione."

In quella zona c’è anche Pasquale Mazzocchi. Alcuni tifosi pensano che possa essere ceduto per alzare il livello della rosa, ma quanto è importante avere un napoletano nello spogliatoio?
"Lo dico tutti i giorni da tifoso: Mazzocchi deve restare perché è un uomo spogliatoio. È colui che favorisce l’integrazione con gli stranieri e può aiutarli a comprendere che cosa significhi essere napoletani. Aspettiamo anche Vergara, che è napoletano, ma lo vedo meno scugnizzo rispetto a Mazzocchi. Pasquale vive il Napoli in maniera viscerale e credo debba rimanere. Ogni grande squadra ha avuto un calciatore che magari non era il più forte tecnicamente, ma risultava importante per il gruppo. Ai tempi di Diego avevamo Fusi, che era diventato un punto di riferimento nello spogliatoio e aveva trascorso tantissimo tempo a Napoli. Secondo me Mazzocchi può restare e farsi trovare pronto negli ultimi dieci minuti, in Coppa Italia o quando ce ne sarà bisogno. Ogni volta che è entrato si è messo al servizio della squadra. Ci sono tanti altri giocatori che possono essere ceduti e aiutare il Napoli a finanziare le operazioni in entrata. Perché iniziare proprio da Mazzocchi? Sappiamo che tecnicamente non è il migliore e sicuramente non può essere il titolare del Napoli, ma può giocare in Coppa Italia, in qualche partita di campionato e soprattutto essere utile nello spogliatoio."

Secondo te il Napoli e Kevin De Bruyne potranno continuare a sognare insieme?
"Considerando che tutti vogliono andare avanti in Champions League, e io sogno addirittura di vincerla, credo che De Bruyne ci serva. Non scherziamo. Per esperienza è un giocatore straordinario: anche con una sola gamba può inventare un passaggio decisivo per Højlund o per chiunque giochi davanti. Serve un uomo che sappia guidare la squadra e ragionare nei momenti importanti. È chiaro che ha una certa età, ma ha un contratto e bisogna rispettarlo e utilizzarlo nel momento opportuno. Non potrà disputare tutte le partite della stagione, che saranno tantissime, ma sicuramente può dare una mano in Champions League o nelle gare più complicate del campionato. Quest’anno non dobbiamo ripetere gli stessi errori. Credo che ci sarà anche un grande Como, che potrà dare fastidio alle big. Con Fàbregas costruirà una squadra spettacolare, capace di mettere in difficoltà le grandi. Il Napoli, quindi, dovrà essere sempre al massimo. Mi auguro soprattutto che Allegri riesca a dare alla squadra quella famosa cazzimma che invochiamo da tempo. Il Napoli deve farsi rispettare, specialmente al Maradona. Chi viene a Napoli deve sapere che difficilmente porterà via i tre punti. Si può anche perdere qualche gara, ma non può mancare il rispetto per la maglia. È questo che serve alla squadra affinché i tifosi siano sempre più vicini e possano volerle ancora più bene."

Sarà anche l’anno del centenario del Napoli: che cosa ti aspetti dai festeggiamenti?
"Al Maradona dobbiamo fare le cose in grande. Saremo gli unici capaci di festeggiare davvero il centenario. Altri club lo hanno celebrato quasi senza che nessuno se ne accorgesse, mentre noi organizzeremo una festa da Napoli, come sempre, e faremo invidia a tutti. Il 31 luglio ci sarà lo spettacolo organizzato dai tifosi e il primo agosto quello promosso dalla società."

Hai nominato Diego Armando Maradona. Che cosa pensi del paragone con Lionel Messi?
"Chi è Messi? Gioca ancora? Quel numero 10 basso, tutto mancino, che ha perso la finale del Mondiale contro la Spagna? Zola! Il grande numero 10 che abbiamo avuto a Napoli dopo Diego. Scherzi a parte, Diego è Diego. È stato il nostro Maradona, uno dei più grandi calciatori del mondo e il nostro Dio del calcio. Ogni generazione ha il suo campione e non bisogna discutere chi ha vissuto una determinata epoca. Noi siamo stati fortunati ad assistere a un periodo particolare. Diego è Diego, lasciatelo stare. Oggi Messi è il miglior calciatore della sua generazione e degli anni Duemila, ma ciò che ha fatto Maradona non può essere dimenticato. Diego ha girato il mondo, ha giocato subendo colpi durissimi e non è mai stato violento. Ha dato fastidio al potere e al sistema. Parliamo di uno che in un Mondiale riusciva a partire da centrocampo, superare mezza squadra e segnare. Messi è sempre stato dentro il sistema, mentre Diego lo ha combattuto e denunciato. Lo hanno rovinato e fatto soffrire. Non si può fare un paragone. Siamo onorati e orgogliosi di gridare ancora il nome di Diego, ma smettiamola con questi confronti tra calciatori."

Tu hai vissuto direttamente quegli anni: che ricordo hai del comportamento di Maradona in campo?
"Diego non ha mai pensato di fare del male a un avversario e non ha mai mancato di rispetto a un arbitro. Abbiamo una fotografia storica di lui con le mani dietro la schiena e la testa abbassata davanti al direttore di gara. Non scherziamo. Non c’è stato un difensore che non gli abbia fatto male, ma lui non reagiva. Ha cambiato il calcio. Quando subiva un fallo duro, si rialzava, faceva un segnale e continuava a giocare. Un campione non è tale soltanto perché realizza dieci gol, ma anche per la personalità e per ciò che rappresenta. Chiudiamo quindi questa storia dei paragoni. Adesso si comincia già con il giovane spagnolo, Lamine Yamal. È un grande giocatore ed è bello da vedere, ma si inizia subito a dire che è migliore di questo o di quell’altro. Questi confronti non servono."