Podcast

Forgione: "Resto scettico su Lindstrom, mai visto a Napoli e anche altrove"

Forgione: "Resto scettico su Lindstrom, mai visto a Napoli e anche altrove"
Oggi alle 16:30Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Nelle parole di Antonio Vergara si è vista molta umiltà. Che impressione ti ha fatto questo ragazzo?

"La parola giusta è quella: ragazzo. Lui è un ragazzo e alla fine dobbiamo sempre considerare che sono persone di un'età ancora, non dico acerba, ma che si stanno affacciando alla maturità. Per quanto facciano un mestiere bellissimo e siano personaggi notissimi perché sono calciatori, restano sempre ragazzi. Uno che ha avuto un proscenio improvviso, e anche di successo, perché l'anno scorso si è caricato davvero la squadra sulle spalle, inaspettatamente, in un momento in cui la squadra aveva molte difficoltà, ha stupito un po' tutti. È diventato improvvisamente un idolo dei tifosi napoletani, quindi bisogna sempre considerare che sono persone normali, ragazzi comuni che, come tutti noi, hanno passioni ed emozioni. Vergara mi pare un ragazzo abbastanza posato, tranquillo e sereno. Questi rapporti che si instaurano durante il ritiro di Dimaro, dove si può interagire con i calciatori, cosa ormai difficilissima se non impossibile nel resto dell'anno, ci fanno scoprire lati molto normali, che però sembrano eccezionali. In realtà, ripeto, si tratta di ragazzi e restano tali."

Quest'anno a Dimaro si sta registrando un'affluenza inferiore rispetto agli anni scorsi. Come te lo spieghi?

"È abbastanza normale, i motivi sono chiarissimi. L'anno scorso la squadra veniva dalla vittoria dello scudetto, un trionfo forse inaspettato ma che aveva fatto gioire tutta la piazza. C'era entusiasmo, c'era una grande emotività, c'era lo scudetto da ricucire sulle maglie e, inoltre, Antonio Conte era un allenatore con un carisma maggiore rispetto ad Allegri. Questo non significa che Allegri non ne abbia, ma non è stato accolto con i grandi favori della piazza, non sono squillate le trombe né rullati i tamburi. Oggi, rispetto all'anno scorso, i tifosi sono un po' più calmi, più sereni, non hanno tutta quell'eccitazione nel seguire il Napoli. Mi sembra abbastanza normale. Poi vedrete che, se la squadra dovesse fare bene, gli entusiasmi si risveglieranno. Magari il Napoli farà un'ottima stagione e l'anno prossimo rivedremo lo stesso entusiasmo dell'anno scorso."

La situazione legata all'infortunio di Buongiorno impone un intervento sul mercato?

"Io sono dell'idea che, appena ho avuto notizia della defezione di Buongiorno, e adesso pare che la questione possa diventare anche chirurgica, quindi ancora più problematica, serva intervenire. Bisogna integrare il reparto con un calciatore di sostanza che possa surrogare la figura di Buongiorno, perché altrimenti rischi di affrontare una stagione con un uomo in meno. Queste situazioni non sai mai come finiscono: puoi fare previsioni in base a quello che dicono i medici, ma poi tutto è da verificare e non c'è la certezza che quei tempi vengano rispettati. Esperienze del genere ne abbiamo avute anche in passato, quindi so come funziona. Lo sanno anche loro e sono certo che si stiano muovendo per integrare il reparto con un altro uomo."

Che cosa ti aspetti da Lindstrom in questa stagione?

"Resto scettico, perché ancora devo capire quali vere qualità abbia questo calciatore. Io non l'ho visto al Napoli e, sostanzialmente, neppure altrove. È vero che non ho seguito molto il suo percorso dopo il Napoli, però bisogna anche considerare che, con il cambio di allenatore, possono cambiare tante cose: rapporti diversi e situazioni differenti rispetto al passato. Ci può stare che il calciatore possa folgorare. Io immagino che ci sia bisogno di una folgorazione. Se Lindstrom sia capace di folgorare Allegri non lo so, ma se ne è capace vuol dire che evidentemente ha delle qualità e dobbiamo solo augurarcelo, perché è un calciatore che fa parte del patrimonio del Napoli e va rivalutato. Oggi, se lo vuoi cedere, lo devi dare in prestito o comunque svendere in qualche maniera. Se invece dovesse avere la possibilità di restare e fare bene, sarebbe un capitale che si rivaluta."

Qual è la tua opinione sulla situazione degli esuberi, in particolare su Mazzocchi?

"Il problema è che questa rosa è veramente molto folta. Se vogliamo tenere tutti, per un motivo o per un altro, diventa difficile. Se c'è un diktat della società, mi pare abbastanza evidente e condivisibile che questa rosa vada sfoltita. È chiaro che uno come Mazzocchi sia disposto a fare la sua parte ovunque e non è certo il capro espiatorio, ma il Napoli ha bisogno di mantenere un certo livello tecnico. Mazzocchi, per quanto negli ultimi anni si sia meritato la presenza nello spogliatoio come uomo spogliatoio, dal punto di vista tecnico è un calciatore da squadra non d'élite del calcio italiano. Anche per il suo bene è giusto che vada a giocare in una squadra di metà classifica e faccia il suo percorso. Tenerlo in rosa solo perché fa spogliatoio e perché è napoletano ha poco senso. Magari c'è Vergara che sta crescendo, un altro napoletano: un riferimento della napoletanità c'è già. Si può fare a meno anche di Mazzocchi. Ripeto, però, queste sono valutazioni che spettano alla società: io esprimo soltanto il mio giudizio."