Curcio: "Allegri allenatore d'intuizione: può trovare soluzioni che altri non vedono"
Il giornalista Sergio Curcio è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Antonio Vergara è al centro di alcune voci di mercato: che idea ti sei fatto su questa vicenda?
"Io credo che un giocatore che è una delle ultime risorse che il vivaio ha cacciato dovrebbe essere un patrimonio della società, del club, dei tifosi. Ma se ci sono delle esigenze di cassa per le quali la valutazione di Antonio viene giudicata importante e utile per poter creare delle premesse di mercato, bisognerà che si parli prima con DS e allenatore e poi lasciare l'ultima parola al presidente, che è colui che poi ha la decisione in mano. È chiaro che i conti del Napoli vanno salvaguardati secondo il giudizio di Aurelio De Laurentiis e quindi probabilmente, se dovessero arrivare offerte importanti per molti giocatori, potrebbe darsi anche che non ci sia più l'incedibilità di nessun atleta. Bisogna capire in primo luogo quando finalmente Allegri scioglierà la riserva e il contratto con il Milan, perché credo che le sue prime parole da allenatore ufficiale del Napoli potranno essere indicative di quelle che sono le sue idee sul progetto Allegri-Napoli. Abbiamo visto che il progetto Conte a un certo punto, per volontà della società e anche dell'allenatore che evidentemente non riteneva più possibile proseguire avanti, è stato anticipato: dal triennio in cui si doveva vincere si è passati al primo anno subito di vittoria. Sono stati bruciati i tempi e, bruciando i tempi, probabilmente si sono bruciati anche dei soldini con giocatori che non si sono rivelati funzionali alle idee di Conte. Non dico che non siano bravi, ma non erano funzionali alle idee di Conte. Vedremo Allegri che ne pensa, anche perché è sicuramente più aziendalista e probabilmente si procederà a valorizzare il patrimonio di giocatori come Rafa Marin, che per esempio in Spagna ha fatto bene. Speriamo che anche Lang possa tornare utile, lo vedremo stasera alle 22 con l'Olanda, e capiremo poi anche che fine farà Lucca, che fine potrà fare Lukaku. Ritornando al discorso Vergara, se dovessi essere io l'allenatore del Napoli, Vergara mi darebbe perlomeno due possibilità di giocare dalla trequarti in su in modo diverso: come trequartista, come mezzala e probabilmente anche come punta esterna."
Da allenatore, in quale zona di campo inquadreresti Vergara?
"Per me è una signora mezzala con una propensione un po' alla De Bruyne, anche di finalizzazione. È chiaro che a 23 anni ha ancora tanto da poter migliorare e da poter dare. Ecco perché è tutto subordinato a quelle che sono le necessità economiche del Napoli. Io ti dico francamente che si debba stare attenti ai bilanci, sono d'accordo, ma che il Napoli adesso, dopo i soldini spesi nel biennio, sia ai verbi difettivi poco ci credo. De Laurentiis avrà avuto modo di mettere da parte parecchi soldini, ha pagato lautamente il suo consiglio di amministrazione, che sappiamo da chi è composto, quindi io credo che da questo punto di vista il Napoli, se Allegri dirà: Vergara è un giocatore che mi serve, che mi può servire, che mi deve servire, alla fine rimanga al Napoli. Non mi hanno fatto molto piacere gli interventi di Mario Giuffredi, perché sono sempre destabilizzanti e perché un procuratore bravo come Giuffredi, che ha diversi giocatori in squadra, non può creare dei disequilibri nell'ambito di uno spogliatoio. Giuffredi deve attenersi anche a quelle che saranno le capacità della società di tenersi o di vendere Vergara e magari prenderne un altro. Intervenire dicendo che è un talento, lo sappiamo, penso che sia sotto gli occhi di tutti. Secondo me è un intervento destabilizzante e non fatto bene da chi deve curare gli interessi del giocatore."
Da allenatore, nei panni di Allegri, quale strada tattica intraprenderesti? Difesa a tre o difesa a quattro?
"Premetto: devi prima conoscere bene i giocatori e li devi valutare. Credo che questo sarà il primo scopo di un allenatore attento come Allegri, perché Allegri è divisivo, può essere antipatico, può essere simpatico, è sicuramente però l'allenatore dell'intuizione immediata. Conte ci è arrivato quando è stato messo un po' in difficoltà con i grandi infortuni e poi ha trovato delle soluzioni importanti, ottimali per il Napoli. Allegri è più intuitivo, ha più la soluzione quasi libera, importante, improvvisa, sia durante la partita sia nel corso dello schierare la squadra in campo. Sono convinto che lui comincerà con una difesa a quattro, per capire soprattutto se Beukema può essere recuperato, perché stiamo parlando comunque di un giocatore che quest'anno ha fatto 18 partite da titolare, che possono sembrare poche, però poi è entrato in campo altre 16 volte. Due anni fa era il miglior centrale della Serie A. Allora uno come Allegri, che come Conte è molto attento alla fase difensiva, io credo che comincerà a valutare prima la possibilità di una difesa a quattro per poi regolarsi di conseguenza per lo sviluppo del gioco. Il Napoli può giocare in tanti modi. La rosa del Napoli è una rosa molto variegata, che può variare il sistema di gioco più e più volte, non solo nel corso della stagione ma anche durante la stessa partita. Con questa rosa, che secondo me è forte, io sono ancora convinto che con la rosa attuale, e senza metterci ancora quei due-tre acquisti che dovrebbero migliorare la qualità dei vari reparti, questo Napoli sia ancora competitivo a livello dell'Inter. Se non ci fossero stati gli infortuni, il Napoli non finiva a 11 punti dall'Inter."
L'abbondanza può essere sinonimo di competitività per il Napoli di Allegri?
"Quando c'è abbondanza secondo me è sinonimo di competitività e spero che Max Allegri, rispetto ad Antonio Conte, possa in un certo senso inquadrare in una maniera diversa tutto il capitale umano, tecnico e tattico che ha a disposizione. Questo è quello che un po' è venuto meno e sul quale credo il presidente abbia abbondantemente riflettuto prima di dire a Conte che quest'anno non si potevano fare spese per accontentarlo. Abbiamo bruciato le tappe di un progetto, adesso dobbiamo ripetere certe cose puntando molto su soggetti un po' più giovani ma tecnicamente validi. Evidentemente Conte non ama rischiare e questo è un aspetto che va visto più sotto l'aspetto psicologico del tecnico."
Che primo giudizio dai su questo Mondiale extra-large a 48 squadre?
"La sorpresa più grossa, sembra strano, è stata questo pareggio del Brasile col Marocco. Io chattai con un amico dopo dieci minuti e dissi che questa difesa del Brasile mi sembrava allegra, ma soprattutto ha un centrocampo che non corre molto. Ha un centrocampo di palleggiatori che hanno palleggiato poco contro il Marocco e quindi la prima sorpresa forse può essere la mancata vittoria del Brasile di Ancelotti. Poi c'è stata la sorpresa, secondo me importante, del pareggio anche della Svizzera col Qatar e la vittoria della Scozia. Spero che la vittoria sia stata ampia, anche perché quel girone lì con Brasile, Marocco, Scozia e Haiti credo che potrebbe portare alla qualificazione di tutte e tre le squadre. Ricordiamo che si qualificano le prime due dei 12 gironi più le otto migliori terze. Io auguro alla Scozia, come seconda o come terza, di poter arrivare. Mi ha colpito molto la vittoria della Corea del Sud, una squadra che corre molto e ha due giocatori come Kim e Son che non devono essere presentati. Mi aspetto, tra stasera, domani e dopodomani, di vedere le big: Spagna, Francia, Olanda, magari vedremo anche Lang in campo, Portogallo. Questi gironi di qualificazione, soprattutto adesso che sono 48 squadre, servono più ad allenare le formazioni, perché è ampio il ventaglio di qualificate. Mi aspetto che anche il Brasile, già dalla prossima partita, possa dimostrarci qualcosa di più preciso da un punto di vista non soltanto tecnico, perché tecnicamente che vuoi dire a quei giocatori, ma da un punto di vista tattico: un po' di europeizzazione da parte di Ancelotti della squadra brasiliana."
Si sopravvaluta troppo l'Inter?
"No, l'Inter non va sopravvalutata perché è una signora squadra e ha un'ossatura compatta sulla quale la dirigenza, che non è come quella del Milan, ha i posti giusti messi nella maniera perfetta per poter creare sia uno scouting importante sia per poter tenere il timone sempre dritto con la rosa e con i giocatori della squadra. Con Beppe Marotta, Javier Zanetti, Pietro Ausilio e Dario Baccin l'Inter ha una dirigenza importante. Vedete che Mkhitaryan a 37 anni ha rinnovato per un altro anno, rimandando l'addio al calcio. Questo ti fa capire che Chivu, allenatore giovane ma certamente non inesperto, sta studiando da grande. Io credo che quest'anno sia l'esame più importante per Chivu, perché gli esami non finiscono mai, però quest'anno Chivu è chiamato a ripetersi in una situazione dove la concorrenza si alzerà di molto anche con altre squadre. Vedi la Roma, la stessa Fiorentina e io dico anche che alla fine il Milan farà qualcosa di importante."
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