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De Bruyne e Hojlund show in nazionale, Caporale: “Mi pongo una domanda”

De Bruyne e Hojlund show in nazionale, Caporale: “Mi pongo una domanda”
Oggi alle 16:45Radio Tutto Napoli
di Francesco Carbone
Carlo Caporale analizza il momento del Napoli dopo le indicazioni arrivate dalle nazionali: da De Bruyne a Vergara fino a Højlund.

Le nazionali lasciano indicazioni importanti anche in chiave Napoli: Kevin De Bruyne ancora protagonista con il Belgio e Antonio Vergara capace di mettersi in mostra con personalità e qualità con l'Italia. Prestazioni che, secondo Carlo Caporale, possono offrire spunti interessanti anche a Massimiliano Allegri in vista della ripresa del campionato. Dalla gestione dei giocatori al sistema di gioco, fino alla necessità di alzare il baricentro e trovare maggiore equilibrio: il giornalista è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare il momento degli azzurri e le possibili soluzioni per rilanciare la squadra. 

Che idea di sei fatto della prestazione dell'Italia e del pareggio contro la Francia? "Un’Italia che ha dato continuità un po’ a quelle belle sensazioni che sono arrivate dalla partita in Turchia, dopo un esordio certamente non dei migliori in questa Nations League e in questo nuovo corso di Mancini, visto che era già stato CT della Nazionale italiana. Mentre in Turchia naturalmente si giocava contro una squadra buona, ma certamente inferiore alla Francia e che, tra l’altro, sta attraversando un momento particolare, con una volontà di rinnovamento, la Turchia è un po’ indietro nel progetto. Lo stesso Montella in questo momento è anche abbastanza criticato, forse traballante come posizione di allenatore della nazionale turca. Ieri si è giocato contro una Francia che sappiamo cosa ha raccolto in questi anni, che anche lei sta cercando un discreto rinnovamento, però ha tanti giocatori molto importanti. Si giocava a Parigi e quindi era importante, come test, provare a verificare quelle sensazioni positive dopo la vittoria in Turchia. Credo che la gara, pur con momenti di sofferenza, perché mi sembrava anche abbastanza possibile che l’Italia avesse delle difficoltà durante l’arco dei 90 minuti, abbia comunque dimostrato una buona tenuta. Alla fine è riuscita, senza rubare nulla, a ottenere un pareggio che definirei meritato".

Sensazioni a dir poco positive anche da Kevin De Bruyne, che ha fatto due gol da fuoriclasse. Qual è la tua lettura? Vediamo De Bruyne totalmente diverso per questo o c’è dell’altro? "Noi dobbiamo guardare tutto il panorama che abbiamo davanti, non soltanto un pezzettino. Da quelli che citavi, quelli che giocano con De Bruyne, più che essere oggetto di discussione, hanno alimentato una discussione su questo tema. Poi ci mettiamo Højlund, per esempio, che nel Napoli tocca pochi palloni. Qualcuno dice: “No, ma non è un attaccante da 20 gol”, fa fatica e quant’altro. Poi gioca nella Danimarca che, a dispetto di qualcuno che dice che il Belgio è una buona squadra e ha grandi giocatori, mi sembra comunque di un livello più elevato rispetto alla Danimarca. E Højlund, praticamente, ha segnato in tutte le partite, va più volte al tiro, è un elemento pericoloso e quant’altro. Allora io mi domando e dico: vuoi vedere che forse nel Napoli c’è qualche problematica che, in qualche modo, non mette in luce i giocatori che hanno queste qualità e queste prerogative? Forse sarebbe il caso di trovare qualche accorgimento utile affinché questi giocatori, di cui stiamo vedendo il valore in campo internazionale ma che già conoscevamo, possano esprimersi al meglio. Io credo che nel campionato italiano loro, ma anche gli altri compagni, perché poi la rosa del Napoli non mi sembra di secondo piano, siano elementi che possano dare un contributo importante all’interno della Serie A. È un campionato certamente blasonato, ma non è la Serie A di 30-40 anni fa e forse, sul piano internazionale, oggi determinati giocatori del nostro calcio possono fare la differenza. Quindi questo è l’interrogativo che ci dovremmo porre. Ci auguriamo che nel Napoli, soprattutto la guida tecnica, magari tragga anche delle indicazioni da queste partite, affinché certi aspetti che abbiamo analizzato tante volte possano e, io credo, debbano migliorare".

Antonio Vergara: esordio con la maglia della Nazionale. Ha dato linfa vitale lì davanti, ha fatto veramente una buona impressione, portando imprevedibilità, freschezza e tanta tecnica e qualità al servizio di Roberto Mancini. Che gara ha fatto Vergara? Ti è piaciuto? "Sì, bene. Ti ha convinto con personalità e qualità, le sue doti sono venute fuori. Io ci aggiungerei anche delle doti che spesso qualcuno, non so per quale ragionamento, mette in secondo piano e che io non riesco nemmeno a comprendere: quelle che sono le sue doti fisiche, non a livello di statura, ma proprio di temperamento, di essere portato al tackle, al contrasto e al recupero palla. Secondo me potrebbero ampliare il bagaglio tecnico-tattico dello stesso giocatore. Io sono sempre stato convinto che Vergara, spesso impiegato in questi ultimi anni come esterno d’attacco o trequartista, possa fare in un centrocampo a tre la mezzala tutta la vita, e la può fare in entrambe le fasce. Chiaramente forse avrebbe bisogno di qualche tempo di acclimatamento nel ruolo, nella dimensione di quel tipo di centrocampista, però secondo me ha doti per essere un centrocampista completo. Le sue qualità tecniche, la capacità con il suo mancino di fare cose importanti, le conoscevamo. Però, se ci aggiungiamo anche le altre fasi di gioco, ieri credo che si siano viste. È entrato in campo, ha recuperato un paio di palloni, quando c’era da entrare è entrato, si è preso anche un cartellino giallo. Quindi mi sembra un giocatore che abbia sicuramente margini di miglioramento, ma che possa avere davanti a sé anche un panorama di utilizzo da parte di chi lo allena molto ampio, sia come posizionamento in campo sia come utilità".

Con Vergara, Højlund e De Bruyne che escono sicuramente a testa alta da questa fase nazionale, il Napoli poi dovrà ritrovare McTominay, Alisson, Meret, ognuno chiaramente a suo tempo, ma tutti nel corso delle prossime partite. Anche grazie a questo bisognerà risalire la china. Tu giustamente, e sai che sono d’accordissimo, parlavi anche un po’ del modo di mettere in condizione questi calciatori. Se poi ci aggiungiamo che ne recuperi altri che hanno grande qualità, ci sono tutti i presupposti per far bene durante questa ripresa del campionato, prima della sosta successiva? "Sì, però chiaro: bisogna metterci anche dell’organizzazione tattica, bisogna metterci altri elementi. È così. Che il Napoli abbia una rosa, soprattutto al completo, in grado di poter essere competitiva, quantomeno per lottare per le posizioni Champions, io credo che nessuno lo possa negare ad oggi. Poi c’è stato un inizio complicato, anche un po’ per il calendario. Aspettiamoci anche un periodo, diciamo, da parte dell’allenatore, di entrare in connessione con la squadra e magari di mettere a punto i meccanismi. Quando inizi un nuovo ciclo tecnico, c’è sempre qualche gara di rodaggio nella quale puoi pagare un po’ di scotto, di malfunzionamento o di malinterpretazione di certe cose che non sono andate per il verso giusto. Io credo che le partite che abbiamo visto del Napoli abbiano chiarito che il Napoli è una squadra che può sì, magari, anche difendersi per periodi, come ha fatto anche ieri la Nazionale italiana, anche costretta però dal valore dell’avversario. Dicevo: il Napoli può anche, in momenti della gara, tirarsi più indietro e difendere, magari facendolo anche meglio di quanto fatto fin qui. Però mi sembra una squadra che possa esprimersi in maniera più compiuta e soprattutto più redditizia, giocando con un baricentro più alto e proponendo il gioco offensivo. I dati dipendono anche da questo: Napoli, quando alza il baricentro, produce più occasioni, si difende di più e subisce anche meno.

All’inverso, quando si porta più indietro, volontariamente o magari indotta dalla squadra avversaria, i dati sono pessimi dal punto di vista offensivo, ma soprattutto dal punto di vista difensivo. Io credo che questo sia l’aspetto principale che debba, in qualche modo, interessare il lavoro di Allegri. E questo, secondo me, si ottiene soprattutto con dei principi di gioco, con dei movimenti e con un atteggiamento della squadra. Poi può essere anche funzionale un sistema adatto. Io leggo di questo 3-4-2-1 e, per carità, anche noi in radio, quando arrivò la notizia di Allegri, avevamo messo come ipotesi, guardando le caratteristiche dei giocatori del Napoli. Però io lo ritengo, e lo ritengo tutt’oggi, uno dei moduli meno adatti, tra il 4-2-3-1 e il 3-4-2-1, guardando l’intera rosa del Napoli. Poi guardo che in questo momento, purtroppo, il giocatore che poteva dare un brio in più, giocando con la difesa a tre, soprattutto con gli esterni a tutta fascia, ci mancherà almeno per un mese e mezzo. Io non so se questo sistema possa funzionare, perché poi va a penalizzare molti giocatori importanti che abbiamo: esterni, trequartisti e centrocampisti. Si giocherà con due centrocampisti, con McTominay e Lobotka, avendo anche Anguissa e Gilmour. Credo che i due ruoli siano coperti. De Bruyne con Allegri credo che giochi spesso e volentieri, poi abbiamo Vergara, Alisson, Lang, Giovane, Neres e compagnia cantante. Cosa gli dovrebbero fare? Per un posto, tutti questi? Allora sarebbe sbagliata proprio l’impostazione del mercato, perché si deve disegnare una squadra diversa. Che poi questo possa essere un sistema utile alla bisogna, in qualche circostanza, ci può stare, perché ci sono degli uomini che lo possono interpretare bene. Ma non mi sembra la risoluzione di quelle problematiche di cui abbiamo parlato e che, ad oggi, hanno reso il Napoli forse un po’ meno efficace in questo avvio di stagione".