Podcast

Futuro De Bruyne, Zaccone: "È una stella, ma si gioca con le gambe: deve aiutare la squadra"

Futuro De Bruyne, Zaccone: "È una stella, ma si gioca con le gambe: deve aiutare la squadra"
Oggi alle 14:00Radio Tutto Napoli
di Davide Baratto
Maurizio Zaccone a Radio Tutto Napoli fa il punto su come Max Allegri costruirà la squadra, passando in rassegna i calciatori cruciali e quelli in bilico

Maurizio Zaccone, giornalista e scrittore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Il Napoli sembra orientato verso la difesa a 3 e il 3-4-2-1. Credi ci sia possibilità di un ritorno alla difesa a 4?

"È una suggestione carina quella della difesa a 4, ma credo si vada verso l'idea della difesa a 3 e verso moduli forse meno intercambiabili di quelli visti negli anni scorsi, quando avevamo un'estrema versatilità dei calciatori che ci permetteva di cambiare più volte. Anche se ogni società cerca giocatori duttili che permettano opzioni diverse, credo che la cifra dell'allenatore vada in una direzione specifica. Il Napoli vive un momento molto particolare dopo i mercati onerosi degli anni scorsi: è necessario piazzare giocatori, fare scelte oculate anche in tema di gestione per poter fare poi acquisti interessanti. È un'annata molto particolare e sono curioso di vedere come si muoverà il Napoli."

Con 37 giocatori sotto contratto, il Napoli dovrà fare delle scelte importanti?

"Sì, è un anno particolare in cui il Napoli dovrà essere molto attento nel gestire i giocatori rientrati dai prestiti, quelli in età avanzata che possono permettere una modernizzazione, chi percepisce un ingaggio importante, e capire quali sono i giocatori di belle speranze che possono segnare il corso degli anni successivi. Bisogna fare scelte intelligenti: non abbiamo un problema di rosa da rinfoltire, ma di rosa a volte inadeguata, con calciatori che forse non sono parte del progetto. È una situazione diversa rispetto al passato."

C'è il rischio di una potatura tra gli esuberi, e tra questi anche il nome di Zambo Anguissa?

"Inevitabilmente sì, anche se non lo definirei un ramo secco, perché i rami secchi sono gli esiti di acquisti sbagliati. Anguissa fa parte delle dolorose scelte di mercato del Napoli, in virtù di un progetto di ringiovanimento che non deve mai corrispondere a un ridimensionamento: il ringiovanimento può e deve essere un rafforzamento della squadra. Un giocatore giovane può e deve essere più forte di un giocatore adulto, i giocatori giovani forti esistono — lo stiamo vedendo anche al Mondiale. La bravura di una società di scouting di primo livello è quella di non dover aspettare la vetrina di un Mondiale per individuare un giocatore forte: quando arrivi lì hai già perso. Pensiamo a Manzambi: l'anno scorso lo prendevi forse con 30 milioni, e sarebbe stato un giocatore di valore superiore ai vari Lucca, Beukema, Milinkovic-Savic, che saranno pure buoni giocatori, ma quello resta il loro valore."

Il secondo anno di Spalletti resta il manifesto di quello che dovrebbe fare il Napoli?

"Hai detto una cosa giusta, anche se quel secondo anno fu favorito da un pizzico di fortuna, perché le scommesse furono tante in un processo di sfoltimento molto rischioso: ricordiamo Ospina, Koulibaly, Fabian Ruiz, Zielinski, Insigne, che andarono via tutti insieme, e ci andò bene. Una società forte e ricca si può permettere di non fare scouting e offrire ai calciatori già formati i soldi che vogliono. Una società che invece è qualche gradino sotto i top club deve avere la capacità di leggere un attimo prima l'esplosione del giocatore. Alisson Santos è una lettura, Neres, per quanto fortuita la sua uscita, è una lettura, Kvaratskhelia è una lettura. Il Napoli deve sapersi muovere in questa direzione: non devi pescarlo per forza nei vivai di terza serie sudamericana, ma puoi intercettarlo un attimo prima dell'esplosione. Basta avere uno scouting di livello."

Oggi compie 35 anni Kevin De Bruyne. Lo includi in questo discorso sulla gestione della rosa?

"La volontà del calciatore è molto determinante, la sua testa è fondamentale. Non abbiamo bisogno di spot: De Bruyne è una stella, ma in campo scendono le gambe, non i curriculum. Se abbiamo una forza del genere disposta a farsi carico di un progetto con l'ambizione e la fame di un ragazzino, abbiamo un elemento straordinario che può aiutare la squadra. Se così non fosse, può rischiare di diventare un problema. La società deve capirlo bene insieme al calciatore."

Sul portiere: Milinkovic-Savic potrebbe partire, si parla di una cifra di 15 milioni. Che ne pensi?

"La mia sensazione, che non c'entra con voci di mercato ed è un'idea del tutto personale, è che Meret andrà via senza alcun dubbio e che arriverà Vicario: credo che il ciclo di Meret sia finito. Su Milinkovic-Savic, qualche leggera perplessità c'era già al momento dell'acquisto: quando il Napoli spese 22 milioni per lui ci facemmo mille domande, perché ha caratteristiche diverse da Meret ma non nettamente superiori, e ci chiedevamo perché tenere due portieri così importanti. Forse la realtà è che Meret farà il secondo e Milinkovic il primo, ma queste perplessità le abbiamo avute. Con un nuovo allenatore ti trovi a dover gestire anche le spese fatte dalla vecchia gestione, sono i soliti problemi dei cambi di allenatore: sarà determinante anche in queste scelte. Con Vicario il Napoli si assicurerebbe un profilo di grande esperienza e qualità, a mio avviso tecnicamente superiore sia a Meret che a Milinkovic-Savic."