Difesa a tre o a quattro? Scotto: "Ecco cosa filtra da Castel Volturno"
Giovanni Scotto, giornalista de Il Roma, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video. Di seguito le sue dichiarazioni.
La presentazione di Massimiliano Allegri dovrebbe svolgersi a Napoli tra il 14 e il 16 luglio. Confermi questa possibilità?
"Guarda, sono sincero, mi conosci e lo sai, non mi piace fare il fenomeno: lo prendo da te in questo momento. Ti ascoltavo con interesse e curiosità, anche perché vedo che l'argomento della presentazione appassiona più noi giornalisti che i tifosi. Siamo in partenza per il Trentino e il giornalista deve essere presente. Però hai detto una cosa importante: il 16 è la data in cui gran parte dei giornalisti si spostano per il Trentino. Il viaggio è lungo, chiaramente, per accogliere poi la squadra il giorno dopo, all'ora di pranzo. Quindi sinceramente penso di no, perché il Napoli queste cose le conosce. Però non mi meraviglierei se effettivamente De Laurentiis volesse anticipare la presentazione. Si potrebbe dire magari il 14. A me risulta che ad Allegri sia stato chiesto tempo fa se avesse problemi a essere presentato direttamente a Dimaro. L'idea era quella di fare una presentazione direttamente con i tifosi e poi, il giorno prima, la classica conferenza con i giornalisti. Allegri ha dato disponibilità senza problemi a fare questa cosa. Ora, se c'è un cambio di programma, non è ufficiale, chiaramente il Napoli non ha comunicato nulla. Evidentemente De Laurentiis, dopo Spalletti al Real Bosco di Capodimonte e Conte al Teatrino di Palazzo Reale, forse vuole riservare anche ad Allegri un trattamento simile. Quindi ci può stare questo anticipo. Però occhio alla data, perché io personalmente non ci sono. Il 14 è una data compatibile, però mi meraviglierebbe. I tempi sarebbero un po' stretti, ma ci si sta, perché il Napoli dovrebbe radunarsi a Castel Volturno il 15 per i test medici. Allegri sicuramente il 14 sarà in città. Quindi è possibile. Diciamo che, da un punto di vista della tempistica, potrebbe starci. Da un punto di vista dell'iter, forse sarebbe più consono che venisse presentato, come dicevi tu, magari in Trentino. L'importante è che poi ci sia l'annuncio di Massimiliano Allegri e inizi la stagione."
Tra le ipotesi tattiche del 3-4-2-1, del 4-3-3 e del 4-2-3-1, quale pensi possa essere quella più vicina al Napoli che vedremo con Allegri?
"Io credo che Allegri sia tentato dal cominciare con la difesa a tre, quindi di partire un po' dalle origini, per poi andare a cambiare. Lo ha fatto molto spesso nella sua ultima Juventus, anche con il 3-5-2 come modulo aggiuntivo o con la difesa a quattro. Spesso partiva a tre e poi si metteva a quattro, 4-4-2 o 4-3-3 come hai descritto tu. Il fatto che, al di là delle parole di Manna, se Allegri arriva e chiede Gila... perché poi Manna dice che prenderanno i sostituti di chi parte. Juan Jesus è partito, esatto. Quindi Gila rientra nel discorso di sostituire Juan Jesus e mi fa pensare che Allegri voglia lavorare con tre centrali, perché ha già Rrahmani, Buongiorno e Beukema, senza contare Di Lorenzo e Olivera che possono fare i difensori centrali. Evidentemente un terzo difensore forte lo vorrebbe. Però ti dico la verità: cercando di capire qualche informazione, c'è più aria invece di difesa a quattro. Molti tifosi se lo augurano. Anche a Castel Volturno, chiedendo un po' tra i giocatori, è arrivata questa informazione: si ripartirà invece con la difesa a quattro. E questo dà la possibilità ad Allegri, secondo me, di fare a meno di un giocatore che oggi è in discussione, Anguissa, mi riferisco al suo futuro, con l'utilizzo di McTominay a centrocampo. Uno schieramento a tre richiederebbe invece, secondo me, un uomo in più a centrocampo. Io credo che Allegri valuterà in base alle sensazioni che avrà, soprattutto a centrocampo. Secondo me quello è il ruolo chiave e il ruolo dove il Napoli deve trovare un assetto definitivo."
Come hai interpretato le dichiarazioni di Giovanni Manna? È davvero convinto che il Napoli abbia una rosa completa oppure è anche una strategia di mercato?
"Metà e metà. Fino a un certo punto sono strategie comunicative. Manna invita un po' tutti a rilassarsi sul mercato e fa bene, anche nei confronti delle eventuali concorrenti. Dà un po' seguito alle parole di De Laurentiis, che a più riprese ha detto che il Napoli ha una rosa forte e competitiva. Quindi Manna deve fare un po' l'equilibrista. De Laurentiis ritiene, almeno da quello che mi risulta, che la rosa senza infortuni sia già ampiamente completa e ricca. Manna sa che c'è una pletora di calciatori che rientreranno dai prestiti e che vanno valutati. Ad oggi la priorità è sicuramente sfoltire. Però attenzione, perché abbiamo citato Juan Jesus, ma c'è anche Elmas che parte. Juan Jesus io lo considero un titolare, tutt'altro che comprimario: 35-37 presenze. Perfetto, hai citato i numeri che dicono tutto. Elmas è stato un jolly sulla trequarti e a centrocampo. Mi dispiace che se ne parli molto poco della sua mancata conferma, ma Manna non ha avuto occasione di commentarla. Quindi sono due calciatori che vanno sostituiti. Però è giusto quello che dice il direttore sportivo, soprattutto per quanto riguarda gli eventuali obiettivi: il Napoli non ha fretta, non ha urgenza, perché ha una rosa talmente ampia, compresi gli esuberi, che chiedere al nuovo allenatore di provare a tirare fuori qualcosa da questi calciatori che rientreranno è qualcosa di assolutamente lecito. Però attenzione: non vorrei che passasse il messaggio che il Napoli non si rinforzerà e non farà nulla sul mercato, perché non credo che sarà così."
Il Napoli ha una rosa di livello, ma è davvero sufficiente pensare che i problemi della scorsa stagione fossero tutti riconducibili ad Antonio Conte? Oppure qualche situazione va comunque rivista?
"Manna ha detto che qualche acquisto non è andato bene e ha anche aggiunto qualche errore di mercato al problema degli infortuni. Io credo che una forte spinta di De Laurentiis, questa è una mia idea, abbia portato alla rottura con Conte proprio su questi temi: gli infortuni e la pessima Champions League. Io lo sapevo, ma anche tu e Giovanni, che alla fine non sarebbe andata giù al presidente, che durante la stagione non ha commentato una serie di equilibri che aveva trovato con l'allenatore. Io penso che siano stati questi temi a rompere l'accordo. Credo che sia giusto e legittimo che De Laurentiis, che ha investito tantissimo anche con corse per acquistare calciatori spendendo di più, chieda al nuovo allenatore una Champions League migliore e di lavorare con maggiore attenzione per recuperare chi si è visto poco l'anno scorso per gli infortuni e magari qualche esubero. Detto ciò, io credo che il Napoli questo miracolo che Conte spesso ha citato in realtà non lo abbia fatto. Il Napoli ha fatto bene, ma è una squadra che ha avuto delle carenze in difesa, secondo me soprattutto, ma anche in attacco, dove la fase realizzativa si è poggiata un po' troppo su un gioco monocorde che ricercava Hojlund. Credo che ad Allegri sarà chiesto di, magari non attraverso un gioco spettacolare, ma valorizzando ad esempio De Bruyne, che mi risulta essere un punto fermo per Allegri, creare un Napoli un po' meno prevedibile, un po' più efficace e soprattutto più solido in difesa. Quindi c'è molto da lavorare."
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