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Esposito: “De Bruyne va liberato da compiti difensivi. Difesa a tre? Il Napoli ha bisogno di certezze”

Esposito: “De Bruyne va liberato da compiti difensivi. Difesa a tre? Il Napoli ha bisogno di certezze”
Oggi alle 16:50Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Massimiliano Esposito parla della gestione di De Bruyne e sconsiglia esperimenti tattici contro il Frosinone.

L'ex azzurro Massimiliano Esposito è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Hai visto qualcosa nell’Italia di Roberto Mancini contro la Turchia che ti piacerebbe vedere anche nel Napoli di Allegri alla ripresa?
“Sicuramente ci aspettavamo tutti una partita diversa da quella contro il Belgio, tutti ci aspettavamo risposte diverse e per fortuna sono arrivate, anche se comunque, con tutto il rispetto per la Turchia, è ovvio che l’avversario era diverso. Però qualcosa di buono si è intravisto, qualche giovane in più si è visto, vedi anche i gol di Esposito. Almeno si è avuto il coraggio di proporli. Lo stesso Vergara è stato convocato, quindi sembra che qualcosa di diverso si stia facendo e stia cambiando. Speriamo di continuare su questa strada e di non fare passi indietro, perché ovviamente per quanto riguarda la Nazionale rimarrà sempre un problema e rimarremo sempre fuori da competizioni importanti come il Mondiale. Per quanto riguarda il Napoli, come dicevi tu, non penso si ispiri a Mancini o neanche ad altri allenatori. Allegri è un allenatore con la sua esperienza, con la sua metodologia, con le sue idee, quindi è ovvio che deve trovare un attimino la quadra. È lo stesso discorso che sentivo su De Bruyne. De Bruyne in questi anni ovviamente è passato da un gioco quasi fatto a memoria con il Manchester, quindi con un allenatore che ha idee su idee molto propenso all’attacco, a quello che poi conosciamo tutti, che è la mentalità italiana: l’equilibrio, difendere un po’ di più la posizione, magari non più di tanto la rotazione, ma mantenere appunto la posizione. Quindi sono metodologie diverse e c’è bisogno di tempo per metabolizzare. È ovvio che in Nazionale De Bruyne sa cosa fare, l’allenatore lo conosce, quindi lì gli viene un po’ più semplice. Speriamo che, rientrando a Napoli, con l’aiuto anche ovviamente dei compagni e dell’allenatore che capisce come lo deve mettere in campo, magari dandogli meno compiti difensivi e tattici, possa essere lasciato libero di esprimere quello che ovviamente è il suo potenziale”.

Francesco Pio Esposito ha già raggiunto quota cinque gol in Nazionale a poco più di 21 anni. Può intraprendere il percorso dei grandi attaccanti della storia dell’Italia?
“È una speranza, è un augurio che io gli posso fare per lui e anche per quella che è la crescita della Nazionale. Oggi stiamo parlando di grandi giocatori, di altre ere calcistiche. Meazza addirittura parliamo degli anni Trenta, è un altro calcio, forse con altri giocatori e anche altri avversari. Quindi adesso magari è più facile arrivare in Nazionale, questo sicuramente, però è sempre difficile ovviamente dimostrare il valore, perché di facile non c’è niente. Anche in un’amichevole devi sempre dimostrare. Quindi bravo lui, che sta facendo molto bene già da qualche anno. Diciamo che gli è stato favorevole quello che è il periodo della Nazionale, che ha dovuto per forza di cose aprire un po’ a tutti. È un calcio italiano che, se vogliamo, non dà tante risorse alla Nazionale perché ci sono tanti stranieri. Quindi c’è bisogno di questa apertura e ovviamente i giocatori chiamati, Esposito, si sono fatti trovare pronti. Secondo me anche gli altri, come dicevo prima, anche lo stesso Vergara, perché sicuramente arriverà anche il suo momento, si devono far trovare pronti. Perché secondo me poi una situazione del genere farà fatica a ritornare, quindi meglio sfruttarla adesso, farsi trovare pronti e aprirsi ancora di più quelle che sono le porte della Nazionale per traguardi come dicevi tu e, nello specifico di Esposito, per eguagliare magari i record di altri campioni del passato”.

Alla ripresa contro il Frosinone si parla di un possibile passaggio alla difesa a tre. Quanto conta realmente il modulo e quanto invece atteggiamento e principi di gioco?
“Sempre un po’ e un po’. Nel senso che il modulo sono numeri, poi in campo sappiamo benissimo che i moduli possono variare da un minuto all’altro, in fase di possesso e in fase di non possesso. Basta una piccola rotazione che da una difesa a tre puoi passare a quattro, a cinque. Quindi quelli sono numeri, poi dopo, come dicevi giustamente tu, serve l’atteggiamento giusto dei calciatori in campo, la concentrazione giusta, la cattiveria giusta. Io credo che quello contro il Frosinone sia il primo test, se vogliamo, importante per il Napoli di Allegri, perché comunque si affronta una squadra che è in salute sia fisica che mentale. Arriva, se non ricordo male, da quattro risultati utili consecutivi, l’ultima l’ha vinta 2-0 con il Como, che l’anno scorso e all’inizio di quest’anno sta lasciando un po’ tutti a bocca aperta. Quindi parliamo di un Frosinone che ha iniziato questa stagione nel miglior modo possibile. Di sicuro, per quanto riguarda almeno il primo tempo, non sarà una gara facile. Quindi ci vorrà un Napoli attento, un Napoli maturo. Al di là di quelli che saranno i giocatori che scenderanno in campo e il modulo, ci vorrà una concentrazione e un approccio alla gara importante. E parlando di modulo, io credo che questa sia la partita meno indicata per cambiare, perché ora come ora il Napoli ha bisogno di non sperimentare, ha bisogno di certezze. Quindi, può servire o non può servire, io rimarrei su quello che è stato fatto fino adesso, quindi giocare con queste certezze e apportare degli accorgimenti nel corso della gara. Poi eventualmente, cammin facendo, cambiare qualcosina o comunque, quando rientrano tutti i Nazionali, provarlo in settimana per vedere se poi dopo la domenica può essere idoneo cambiare. Ma cambiare così, tanto per cambiare, credo possa portare più sconquassi che risultati positivi”.