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Cambio modulo? Parlato: “La difesa a tre è ormai il segreto di Pulcinella"

Cambio modulo? Parlato: “La difesa a tre è ormai il segreto di Pulcinella"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
Manuel Parlato invoca il cambio modulo e analizza le difficoltà di Allegri nella gestione di De Bruyne e Lucca.

Il giornalista Manuel Parlato è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania.

Si parla di un possibile cambio modulo durante la sosta. Secondo te Allegri sta realmente pensando alla difesa a tre?
“Ma ci deve pensare. Se ha visto il Napoli l’anno scorso sa bene che anche Antonio Conte fece questo tipo di cambiamento, tra l’altro dopo un Bologna-Napoli che ricordo: Napoli 4-3-3, non arrivava un pallone a Højlund, insomma un po’ la stessa cosa di questa stagione, seppur con delle differenze. Però secondo me Allegri, che si è definito aziendalista, deve fare l’aziendalista al contrario, nel senso che io credo che questo 4-3-3 sia comunque un qualcosa che è stato scelto dalla società per cercare di recuperare dei calciatori tipo Højlund, tipo Lucca, queste cose qui. Allegri deve fare l’aziendalista andando incontro a quelle che sono ovviamente le cose che fanno bene per lui, perché se avesse voluto prendere spunto da dove ha lasciato Antonio Conte e soprattutto rispetto alle assenze che ha il Napoli, alle difficoltà che ha il Napoli, questo cambio modulo io avevo capito che si potesse fare anche già a partire da qualche partita fa. Poi che ci stia pensando seriamente mi sembra che sia diventato il segreto di Pulcinella, però lo deve fare per cercare di migliorare quello che ha in questo momento in organico e le qualità di alcuni calciatori, recuperando Di Lorenzo in difesa a tre con Politano che fa meglio il quinto di centrocampo. Di Lorenzo stesso aveva detto che negli ultimi due anni aveva giocato in questa maniera e si era trovato bene, avendo un Favasuli che può essere il titolare o il cotitolare con Politano, avendo le difficoltà per andare a servire più palloni a Rasmus Højlund, a De Bruyne, a Vergara, a Neres che sta recuperando a poco a poco. In difesa recuperi Buongiorno, ma poi hai Badiashile che sicuramente starà lavorando, quindi comunque un po’ di alternative ce le ha in difesa. Dall’altra parte a sinistra hai Olivera e Spinazzola. Non vedo perché il Napoli non debba tornare a fare quello che poi ha fatto meglio nella passata stagione quando, dopo Bologna, Conte cambiò tutto. Mi meraviglio che tra l’altro Allegri, che è stato sempre un po’ autore della difesa a tre, non ci abbia pensato in questo momento o anche prima. Mi sembra un cambio tardivo che si poteva fare già qualche domenica fa. Io credo che ci stia lavorando seriamente”.

Seguendo il Napoli in tutti gli stadi, che percezione hai oggi quando guardi giocare questa squadra?
“Posso fare la differenza con l’anno scorso, perché anche l’anno scorso il Napoli non giocava bene e questo ce lo dicevamo ogni domenica. Però c’era un’identità diversa, un carattere diverso, un’intensità diversa, una fame diversa. Secondo me queste cose te le imprime un allenatore. Uno come Conte andava a sopperire a determinate situazioni anche deficitarie. Ma non vi aspettate nemmeno lontanamente che questo Napoli possa giocare un calcio spumeggiante come qualcuno poteva immaginare, tipo il presidente che aveva lanciato il suo tweet dicendo: fai divertire i napoletani. Ma tutto potrà fare Allegri in questa stagione piuttosto che far divertire i napoletani. Però io ritengo che questo Napoli, paradossalmente, avrà più difficoltà in campionato che in Champions. Ha più possibilità di far bene e migliorare la passata Champions piuttosto che arrivare tra le prime quattro. Già hai delle grosse difficoltà evidenti all’inizio del campionato dopo cinque giornate. È chiaro che tra l’altro la sosta lunga sarà un enigma per tutte le squadre che hanno dato i Nazionali, perché il Napoli ne ha dieci. L’anno scorso ci fu un’ecatombe di infortunati perché si incominciò a giocare ogni tre giorni, più le Nazionali, più magari Conte che faceva giocare sempre gli stessi e si innescò un meccanismo diabolico di infortuni e di gestione degli infortunati. Quest’anno siamo partiti col piede sbagliato e quindi questa sosta secondo me è una sosta nella quale poi Allegri dovrà fare necessariamente una gestione che lui sa fare molto bene. Mi aspetto un turnover scientifico rispetto a tutti gli appuntamenti che avrà il Napoli, pensando che De Bruyne non le potrà giocare tutte, pensando che dovrà essere gestito, pensando che dovranno essere gestiti i rientri degli infortunati e dei giocatori che vengono dalle Nazionali. L’inizio del campionato il 10 ottobre sarà un enigma per tutte le squadre”.

Nel turnover può rientrare anche Lorenzo Lucca, magari con qualche occasione da titolare?
“Ma non lo so questo, perché lui ce lo allena Lucca. Però per motivarlo qualche chance dall’inizio la dovrebbe pure avere. Io credo che ci sia proprio un blocco mentale da parte del calciatore, deve sbloccarsi mentalmente, deve entrare in un’ottica di utilità e questo secondo me è qualcosa che deve scattare nella sua testa, perché non mettiamo in discussione le sue qualità, sarebbe assurdo. Il problema è che tutte le volte che ha avuto l’occasione non è riuscito a sfruttarla e quindi, per guadagnarti secondo me l’occasione da titolare, devi anche comunque dimostrarlo quando entri a partita in corso. Quindi sarà secondo me una possibilità che Allegri gli darà non a scatola chiusa, ma gliela potrà dare necessariamente se vedrà che il calciatore fa bene quando entra al posto di Rasmus. Se non dovesse far bene è chiaro che si valutano altre opportunità, altre possibilità. Giovane sicuramente è una punta tipica, una punta centrale tipica, però le soluzioni l’anno scorso Conte le ha provate quando ci sono stati infortuni. Neres falso nueve, non so Vergara se ha queste caratteristiche. Io lo farei giocare nel ruolo a lui più congeniale, sinceramente, senza metterlo in altri ruoli, perché l’abbiamo visto mezzala, l’abbiamo visto esterno sinistro, l’abbiamo visto esterno destro, ma tutto sommato Vergara è uno che gioca a supporto della punta, fornisce palloni, scambia e va più vicino alla porta. Quindi io cercherei di utilizzare e sfruttare Vergara un po’ come Mancini ha sfruttato Raspadori. Per me Vergara lo sfrutterei così, sicuramente può far meglio piuttosto che andare a giocare sull’esterno oppure giocare mezzala. Sinceramente lo vedo vestire anche quei panni lì, perché Raspadori anche ieri ci ha dimostrato che è un giocatore che tra l’altro ha fatto sempre molto bene. Lo ha fatto in quel ruolo, lo ha fatto anche nel Napoli di Antonio Conte”.

Allegri è sempre stato considerato un grande gestore: riuscirà a mettere Kevin De Bruyne nelle condizioni migliori? Con il Belgio sembra un altro calciatore.
“Ho capito, ma è un problema anche se non gioca con le stesse motivazioni rispetto a quando gioca con il Belgio, perché ha giocato a pochi giorni di distanza la partita a Firenze che abbiamo visto e per me meritava la sostituzione. Allegri l’ha voluto tenere in campo. Però la prestazione è completamente diversa, sia da un punto di vista tattico che da un punto di vista della prestazione. Quindi secondo me bisogna motivarlo, ma per motivarlo lo deve mettere nella posizione a lui più congeniale. Allora bisogna fare patti chiari e amicizia lunga. De Bruyne sembra il fratello di quello che ha giocato contro la Fiorentina. Quindi, se le motivazioni devono dipendere anche dalla collocazione in campo, ben venga, ma Allegri deve trovare la soluzione, lo deve motivare e lo deve collocare nella posizione giusta”.