Cessione Napoli, Forgione: "Aponte non vuole comprare il club, ecco su cosa vuole investire"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato il momento complicato della squadra di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulla rinuncia al ricorso contro la squalifica, sulle difficoltà nella corsa Champions League e sul rapporto tra l'allenatore e Aurelio De Laurentiis. L'opinionista ha espresso preoccupazione per la situazione di classifica degli azzurri, sottolineando come la pressione sul tecnico sia destinata ad aumentare in assenza di risultati. Spazio anche alle indiscrezioni sull'incontro a Ginevra tra il presidente del Napoli e Gianluigi Aponte, con la possibilità di una collaborazione per la realizzazione del nuovo stadio.
Come interpreti la decisione di Allegri di rinunciare al ricorso contro la squalifica di due giornate?
“Sicuramente sa di aver sbagliato. Poi bisogna capire che cosa ha detto, perché se ha detto un semplice vaffa e poi rinuncia a un ricorso mi sembra abbastanza arrendevole. Può essere anche che abbia detto qualcosa di più di un semplice vaffa, piuttosto che andare poi dal quarto uomo a negare, come abbiamo visto dalle telecamere. Noi non sappiamo che cosa ha detto, quindi adesso ci sembra tutto molto vago, aleatorio, non possiamo giudicare. Però ha deciso così e quindi è una sorta di ammissione di colpevolezza. Da un altro lato ci può essere anche una decisione polemica, attenendosi a quelle che sono le decisioni del giudice sportivo. Magari, con il suo carattere, d'accordo con la società, avrà ritenuto di non voler incalzare e continuare con questa polemica. Vuole fare un po' il superiore, ma fa parte del carattere di Allegri. Comunque non è una cosa piacevole, perché si rivedono i fantasmi di un Allegri passato che noi a Napoli non avevamo ancora visto. Io speravo di non vederlo, invece è apparso sabato pomeriggio”.
Il Napoli può ancora raggiungere la Champions League senza particolari difficoltà?
“Arrivare senza problemi tra le prime quattro la vedo al momento difficile. Io non dico che il Napoli non ci arrivi, ma senza problemi non credo proprio, perché il Napoli deve ricominciare un campionato diverso, deve cominciare a correre, deve cominciare a macinare punti, cambiare completamente marcia e fare tutt'altro rispetto a quello che ha fatto fino a oggi. Ci sono sette punti da recuperare sul quarto posto e diverse squadre ormai, Inter, Roma, Lazio, Como e Milan, si sono attestate in quella lotta lì. Juventus e Napoli sono completamente appartate e sembrano le meno favorite in questo senso. È vero che siamo solo a ottobre, però sette punti già sono un handicap importante, anche perché di fronte ci sono almeno cinque squadre che i punti li fanno, non dimostrano incertezze. Se poi dobbiamo sperare che la Lazio crolli, che il Milan non ingrani, piuttosto che mettere a regime le proprie possibilità... Perché poi il Milan lo stiamo sottovalutando, è una squadra che al momento ha delle potenzialità inespresse, ma quando inizierà a girare potrebbe essere un problema. Non vedo come il Napoli possa arrivare al quarto posto in carrozza, deve cominciare a fare ben altro rispetto a quello che ha fatto adesso”.
Allegri sembra sempre più nervoso. Sta perdendo anche la protezione della società?
“Non sta dimostrando quella personalità forte, ma questo è sotto gli occhi di tutti. Quello che invece non è sotto gli occhi di tutti è un Allegri che sta perdendo anche la protezione e lo scudo della società, inevitabilmente visti i risultati. La società in qualche maniera lo ha sempre protetto, fino all'ultima dichiarazione fatta da De Laurentiis dopo la vittoria con il Frosinone, quando ha detto che non aveva alcun dubbio su Allegri. Poi magari i dubbi sono venuti di nuovo. Vinci con il Bodo/Glimt in Champions League, però questa mezza vittoria o mezza sconfitta con la Roma, ognuno sceglie da che parte stare, lascia la classifica sempre più pesante. Io credo che noi a Napoli abbiamo più da recriminare su quella partita, ma questo è un altro discorso. Sta di fatto che la classifica comincia ad appesantirsi enormemente. Se da una parte ci sono stati questi progressi, dall'altra la classifica peggiora. Adesso sfido De Laurentiis a proteggere Allegri con quelle dichiarazioni. Credo che questa pressione stia cominciando a montare sulle spalle dell'allenatore. Lui vede la classifica appesantirsi, il quarto posto andare via e non può avere la protezione della società fino alla fine. C'è sempre un momento in cui bisogna arrivare a delle conclusioni. Man mano che passa il tempo il nervosismo avanza. Non è un caso che Allegri se ne esca con quella sfuriata che non avrei mai potuto immaginare, ma che denota il fatto che sta cominciando a innervosirsi. E questo significa che le cose stanno andando diversamente da come sperava”.
Come valuti il possibile coinvolgimento di Gianluigi Aponte nel progetto del nuovo stadio del Napoli?
“Se c'è, oltre all'intervento pubblicitario, quindi il naming, la denominazione dello stadio da parte di Aponte, se si aprono altri tipi di spiragli, quindi un altro tipo di finanziamento, non so sotto quale aspetto possa venire. Però Aponte è un personaggio molto forte, ha una disponibilità economica importante, è molto interessato a far girare il nome della sua azienda che ha costruito. Non vuole arrestarsi, vuole allargarla ancora di più. Non è interessato al calcio, ma è interessato chiaramente a far crescere il nome delle sue aziende. È una persona con una certa età e quindi sta pensando comunque al futuro dei figli, ai quali ha passato il suo capitale. È un personaggio sul quale De Laurentiis poggia molto, ma nessuno deve pensare che Aponte voglia acquistare il Napoli. Non ha nessuna intenzione di fare questo, a meno che i figli, una volta subentrati nell'azienda, non decidano di fare questo passo. Per quanto riguarda Gianluigi Aponte in prima persona, invece, lo escluderei categoricamente. È comunque un appoggio importante, un sostegno economico che da parte di Aponte può arrivare sicuramente”.
Che partita ti aspetti domani contro il Monza?
“Mi aspetto quello che il Napoli doveva fare a Venezia e che non ha fatto. Ormai è arrivato il momento di mettere in pratica i vari se e i ma. Il Napoli deve necessariamente fare punti perché, se non cambia marcia, al quarto posto non ci arriva. Non puoi pensare di cambiare marcia e perdere ulteriori punti a Monza. A Monza devi imporre la tua legge, quindi fare tre punti senza se e senza ma. Su questo non c'è nessun dubbio. Il Napoli deve cercare di indirizzarla questa partita, perché poi va a finire come a Venezia: il tempo passa e magari arriva l'errore e la partita si mette male. Bisogna fare tesoro dell'esperienza di Venezia per fare tutt'altra partita a Monza”.
Allegri continua a parlare di fiducia in Lorenzo Lucca, ma non lo ha utilizzato contro Bodo/Glimt e Roma. Come interpreti questa scelta?
“L'abbiamo visto in fase di difficoltà, non puoi non accorgerti di questo. È chiaro che Allegri ha compreso che, con tutte le possibilità che gli sono state date, non ha prodotto che ulteriori problemi. Questo dispiace molto, ma in effetti è stato così. È stato sciagurato il suo rendimento in campo, quindi come fai in partite così importanti ad affidarti ancora a lui? Evidentemente ha pensato che è il momento che stia un po' fermo, che rifletta, ragioni e che non vada poi in pasto a ulteriori polemiche, errori, aggressioni anche da parte della stampa e soprattutto dei tifosi. Quindi lo sta proteggendo in questo senso. È una duplice valenza, perché da una parte lo proteggi e dall'altra eviti di creare problemi anche alla squadra. Purtroppo è così e bisogna prenderne atto, ma magari più avanti, dopo un po' di riflessione e di pausa, sarà anche il momento di riproporlo e vedere se il ragazzo si riprende. Lo speriamo tutti”.
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