Cessione Napoli, Corbo: “ADL ha deciso di vendere! Vuole 2 miliardi"
Il futuro societario del Napoli potrebbe essere arrivato a un bivio. Ne è convinto Antonio Corbo, giornalista de La Repubblica, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, per analizzare il momento della formazione di Massimiliano Allegri e le prospettive del club di Aurelio De Laurentiis. Secondo Corbo, la società sarebbe stata messa sul mercato, con una valutazione richiesta dal presidente di circa 2 miliardi di euro.
Direttore, il Napoli continua a subire tanti gol e lei sostiene da tempo che la società sia stata messa in vendita.
“L'ho detto proprio stamattina nell'articolo che ho scritto su Repubblica: è stato appeso un cartello. Questa è una soluzione fisiologica, perché la squadra è anziana e andrebbe tutta rifatta. De Laurentiis è al bivio: o rifà tutta la squadra, e ci vuole una spesa immensa, ma deve poi ristrutturare anche la società, realizzare finalmente il settore giovanile, le strutture e la foresteria, oppure cedere. Ha deciso di cedere, su questo non c'è dubbio. Ora bisogna capire a chi cede, come cede e quando cede”.
Il Napoli ha conquistato 11 punti in otto giornate. Bisogna ridimensionare gli obiettivi oppure c'è ancora fiducia?
“Innanzitutto vorrei chiarire quello che penso. In questo momento è molto importante seguire con attenzione quello che succede in società, perché la possibile, probabile e auspicata vendita del Napoli decide il futuro del club per i prossimi 10-15 anni. Questa è la cosa più importante. Per quanto riguarda il momento della squadra, ci sono alcune partite che vanno lette con attenzione. Durante il mercato, non solo io, sia chiaro, avevamo detto che il Napoli era fuggito dal mercato, che non aveva rinnovato la squadra più vecchia del campionato. Invece se ne sono tutti fregati di questa situazione. Allegri aveva chiesto quattro giocatori e non gliene hanno dato neanche un quarto, perché poi è arrivato Favasuli, un giovane che finora è costato un milione. Poi, con Badiashile, abbiamo visto che c'è un giocatore che nella sua carriera si è spesso infortunato. È un giocatore fragilino, che fino a quando è stato in campo stava facendo bene. Diciamo le cose come stanno: ad Allegri è stata data una patata bollente. Non gli hanno rinforzato la squadra, non gli hanno dato i quattro giocatori che chiedeva e gli hanno lasciato una rosa che continua a subire le conseguenze dei 43 infortuni dell'anno scorso, con giocatori che hanno problemi ricorrenti. Detto questo, scusatemi se vado controcorrente, ma sono un po' ottimista, sono fiducioso, perché ho visto nella squadra dei progressi importanti. Il Napoli che lotta per lo scudetto, però, i tifosi devono toglierselo dalla testa per un anno o due, finché non si farà una campagna acquisti seria, scegliendo i giocatori soprattutto secondo una valutazione tecnica. La prima cosa che i tifosi devono chiedere è come sia stata fatta questa campagna acquisti. Non solo non è stata fatta, ma nessuno si è preoccupato di individuare i buchi da colmare. Sono stati presi giocatori senza una logica chiara, che servissero o meno. E non dimentichiamo che il Napoli, quando ha bisogno di un attaccante, ha ancora poche alternative. All'Inter ce ne sono quattro, uno migliore dell'altro. Perché il Napoli dovrebbe giocarsi lo scudetto con l'Inter?”.
Perché Allegri ha accettato questa situazione senza ottenere garanzie? Anche lui ha delle responsabilità?
“Quando ho scritto dei quattro responsabili del momento negativo del Napoli, ho inserito anche Massimiliano Allegri. Doveva chiedere delle garanzie, non le ha ottenute ed è rimasto lì. Ha sbagliato ad affidarsi? Certo, e io lo considero uno dei quattro responsabili. Però chi è il padrone della società? Chi è il direttore sportivo che sta a capo dell'organizzazione tecnica e deve valutare la squadra messa nelle mani di Allegri? Queste cose bisogna ricordarle. È facile dire ad Allegri: prendi tutti questi soldi, perché hai accettato questo pacco? Questo è vero. Ma se vogliamo analizzare gli eventuali segnali di progresso, dobbiamo anche riconoscere i passi avanti della squadra. Ricordate il primo Napoli? La vittoria con il Genoa mi ha spaventato più delle sconfitte. Poi ho visto dei miglioramenti, anche contro l'Inter. Quando Allegri mette Badiashile in campo, la scelta sulla carta è corretta: inserisce un difensore che viene dalla Premier League, alto un metro e novantuno, mentre il Napoli si sta chiudendo e l'Inter cerca di mandare palloni in area. In quel momento non c'erano giocatori con la forza fisica per ripartire e tenere la squadra più avanti. L'ingresso di Badiashile era teoricamente corretto, ma praticamente si è rivelato un disastro, perché non ha preso un pallone. Questo, però, non significa che non ci siano stati segnali positivi. Bisogna avere pazienza”.
Quale deve essere, allora, l'obiettivo del Napoli? E cosa serve nel mercato di gennaio?
“Il Napoli deve lottare disperatamente per entrare in Champions League. Deve vincere le partite, perché anche la missione di De Laurentiis per Allegri è innanzitutto quella di conquistare la qualificazione alla Champions. Poi, a gennaio, deve prendere almeno quattro giocatori. Serve un attaccante di ricambio, che è utile come il pane, indispensabile come una medicina quando hai la febbre. Ci vuole un terzino destro scattante sul breve e poi un centrocampista solido. Perché anche Anguissa, che mi è piaciuto moltissimo, siamo sicuri che possa fare fino al 25 maggio la partita che ha fatto sabato? I tifosi devono preoccuparsi che il Napoli cominci subito a fare mercato, cercando giocatori con un buon rapporto qualità-prezzo oppure prestiti. Visto che De Laurentiis sta per vendere il Napoli, è difficile che si metta a investire 30-40 milioni. Però ci sono giocatori scontenti in giro per l'Europa. Se sei bravo e sai dove cercare, puoi utilizzare la formula del prestito con diritto o obbligo di riscatto e cominciare a tamponare la situazione con tre o quattro giocatori, se sai scegliere”.
Lei ritiene che si stiano attribuendo troppe responsabilità ad Allegri?
“È diventato un giochino al massacro su Allegri e mi dà fastidio sentirlo. Gattuso, che fino a poco tempo fa era ingiustamente considerato un mezzo allenatore perché aveva partecipato al tracollo della Nazionale, sta facendo l'allenatore con grande dignità. Avete mai sentito parlare di Fabiani? Io sì. È uno che ha lavorato ad Ancona, stava nel giro di Moggi, è un mestierante bravo. Si è messo in una società che purtroppo non esiste. La Lazio è una società che non c'è, tanto che molti tifosi non vanno neanche allo stadio, eppure è in testa alla classifica senza spendere una lira, mettendo in campo dei giocatori. Perché non l'ha fatto il Napoli? Allora parliamo del direttore sportivo. De Laurentiis ha dato a Manna la possibilità di operare, di dimostrare di essere bravo portando tre o quattro giocatori che tamponassero la situazione. Questo non è successo. Se vogliamo fare soltanto il processo ad Allegri, possiamo farlo. Ma se vogliamo ragionare, dobbiamo analizzare tutte le responsabilità”.
Lei è stato tra i primi a parlare di un Napoli messo in vendita. Quali sono gli elementi più importanti della sua analisi pubblicata su Repubblica?
“Sono informato. Nell'articolo che ho scritto stamattina ci sono cose diverse da quelle pubblicate dagli altri giornali. Ho cercato di capire, attraverso un'analisi politica, che cosa stia succedendo. La cosa importante è che il Napoli, oggi come oggi, non vale granché rispetto alla cifra richiesta. De Laurentiis vuole due miliardi, ma il Napoli due miliardi non li vale. E ci metto la firma sotto. Perché un club abbia un valore del genere deve avere il proprio terreno di gioco, una sede sociale, le strutture, persino una sala dove mettere le coppe. Credo che il Napoli non abbia neanche una sede adeguata e che molte cose siano ancora legate alla Filmauro. Il Napoli è come una roulotte del circo equestre che gira. È nella mentalità e nella cultura d'impresa di De Laurentiis, che viene dal cinema. Nel cinema si allestisce un set, si lavora e poi ci si sposta altrove. Non c'è il concetto del mattone, della proprietà immobiliare. Allora che cosa bisogna capire? Che De Laurentiis vuole ottenere più soldi. E per ottenere più soldi sta cercando di vendere non soltanto il Napoli, con il suo titolo sportivo in Serie A e il fascino della città, ma tutto ciò che il club potrebbe diventare in futuro”.
In che modo i progetti del nuovo stadio e del centro sportivo inciderebbero sulla possibile cessione?
“De Laurentiis può presentare a un potenziale acquirente delle idee su dove costruire lo stadio, nell'area della Coet, ma non significa che abbia già comprato quei terreni. C'è un'opzione. Lo stesso vale per Qualiano: non ha ancora comprato i terreni, ma esiste la possibilità di arrivare all'acquisto attraverso gli accordi predisposti. Questa è la situazione. C'è una zona molto interessante, quella della Coet, che ho descritto nell'articolo di Repubblica. Parliamo di un'area di circa 820 ettari, che può rappresentare una parte importante della futura espansione urbanistica e immobiliare della città di Napoli. Perché Napoli dove può estendersi? A ovest c'è Bagnoli, con il suo grande progetto. A Chiaia e Posillipo non puoi trovare nuovi spazi. La possibilità di sviluppo è soprattutto a Napoli Est, anche se mancano ancora infrastrutture adeguate. Il presidente si è procurato, con intelligenza, delle prospettive di sviluppo che dovranno naturalmente essere concretizzate. Invece di vendere soltanto il Napoli, vuole vendere anche il suo futuro possibile”.
Nel suo articolo richiama anche alcuni precedenti progetti di sviluppo di Napoli Est. Perché?
“Mi sono occupato per tanti anni di politica, cronaca e vicende giudiziarie, oltre che di sport. Ho fatto il caporedattore per 30-35 anni a Repubblica e in questo articolo ho utilizzato anche quelle competenze. Mi sono ricordato delle elezioni comunali del 30 maggio 2011, quando De Magistris annunciò uno stadio a Napoli Est. In quella zona c'erano importanti progetti imprenditoriali da sviluppare. Per realizzarli serviva una struttura sportiva che facesse da traino alla riqualificazione dell'area, come è accaduto in altri contesti. Fu coinvolto anche De Laurentiis, con l'idea di costruire lo stadio e favorire contemporaneamente lo sviluppo urbanistico di Napoli Est. Poi non si raggiunse un accordo, ma questo precedente è importante per capire quello che potrebbe accadere oggi. Se pensiamo che il Napoli possa essere venduto come un orologio di marca, fissando semplicemente un prezzo, non comprendiamo la complessità dell'operazione. Per il futuro del Napoli c'è una trattativa complessa che, secondo me, durerà mesi”.
Nel frattempo, quanto sarebbe grave per il Napoli mancare la qualificazione alla prossima Champions League?
“Mentre si sviluppa questa trattativa, io mi preoccupo del Napoli calcio e del campo. Mi preoccupo di capire quali giocatori possano portare la squadra in Champions League. Fallire la Champions quest'anno significa poter guadagnare 80 milioni di euro in meno l'anno prossimo. Significa andare sul mercato senza soldi in tasca. Questo è il problema”.
Si parla anche di un possibile coinvolgimento di Gianluigi Aponte nei progetti legati a Napoli Est. Come valuta questo scenario?
“Bisogna ragionare e seguire tutto con attenzione, senza partire da conclusioni già scritte. La situazione è complessa e va studiata nei suoi diversi aspetti”.
Tornando ad Allegri, cosa avrebbe dovuto fare quando ha capito che non sarebbero arrivati i rinforzi richiesti?
“Io, al posto di Allegri, un giorno prima del campionato avrei detto: signori, prendo la valigia e me ne vado. Purtroppo lui non l'ha fatto. Se avesse soltanto minacciato di andarsene, probabilmente avrebbe ottenuto qualcosa. Invece ha chiesto i giocatori e non li ha avuti. Manna non li ha scelti e non glieli ha dati. Il presidente del Napoli stava pensando a fare il film. Questa è la situazione in cui ci troviamo. Speriamo che possa migliorare”.
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