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Forgione: "Napoli, i bonus sono finiti! Allegri? La fiducia non può durare all'infinito"

Forgione: "Napoli, i bonus sono finiti! Allegri? La fiducia non può durare all'infinito"
Oggi alle 18:50Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone
Angelo Forgione analizza il momento del Napoli: "A Monza bisogna vincere, senza successi consecutivi questa classifica non si risale".

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania: "Allegri è un allenatore che vuole vincere e lo si capisce anche dalla pazienza che perde quando le cose non vanno come spera. Contro la Roma abbiamo visto quell'Allegri che vuole vincere a tutti i costi. Naturalmente certe manifestazioni non sono decorose e speravo di non vederle. Mi aspetto però un Allegri molto più convinto e deciso, perché sotto il profilo dell'identità lo vedo ancora un po' molle. Inoltre sembra completamente distaccato dalla piazza. Si è dichiarato aziendalista e lo è in tutti i sensi: non cerca neanche particolarmente l'empatia con i tifosi. Allegri sa di dover dimostrare ancora qualcosa. Sono passati diversi anni da quando sembrava uno dei migliori allenatori a livello internazionale. Il Napoli gli ha dato un'opportunità importante dopo il fallimento al Milan e tutti dobbiamo sperare che riesca a tirare fuori qualcosa di importante".

Bodø/Glimt e Roma hanno mostrato dei miglioramenti, ma la classifica continua a peggiorare. Cosa deve fare adesso il Napoli?
"È proprio questo il paradosso: sul campo vediamo dei miglioramenti, poi guardiamo la classifica ed è persino peggiore rispetto alla settimana precedente. Adesso il Napoli deve andare a Monza e vincere senza colpo ferire, perché non ci sono più bonus. Se li è giocati praticamente tutti. Probabilmente l'ultimo bonus poteva essere il pareggio con la Roma. Adesso servono tre punti a Monza e possibilmente anche una vittoria a Torino contro la Juventus. Se il Napoli non comincia a inanellare successi consecutivi non risalirà mai la classifica. Da qui alla fine serve una media vicina ai due punti a partita. È una vera scalata e il Napoli è responsabile della situazione nella quale si trova. Allegri deve recuperare questa squadra tecnicamente e mentalmente. Per raggiungere l'obiettivo minimo del quarto posto bisogna inserire non una, ma due marce in più".

Gli infortuni di Badiashile e Spinazzola ti sorprendono?
"Non particolarmente. Quando è stato acquistato Badiashile si conosceva il suo storico. Evidentemente erano arrivate delle rassicurazioni sulle sue condizioni, però parliamo di un calciatore che tende a infortunarsi frequentemente e ha mostrato una certa fragilità muscolare. Il Napoli sembra avere sempre l'infortunio dietro l'angolo. Si gioca troppo e questo riguarda tutte le squadre, ma gli azzurri probabilmente hanno qualche problematica in più legata anche all'età media e allo storico fisico di alcuni calciatori. Temo possa essere una stagione travagliata come quella scorsa, forse persino di più".

De Laurentiis continua a mostrare vicinanza ad Allegri e alla squadra. Quanto può durare questa fiducia?
"Non può essere una fiducia prolungata fino alla fine se i risultati restano questi. Il presidente ha visto una bella partita contro la Roma, con un Napoli che a tratti l'ha messa sotto, e prima c'era stata la prestazione confortante contro il Bodø/Glimt. Ma siamo a fine ottobre. Oggi De Laurentiis può ancora avere questo atteggiamento e provare a infondere fiducia alla squadra e all'allenatore. Se tra un mese, o anche meno, il punteggio dovesse essere ancora questo, non potrebbe comportarsi allo stesso modo. Più passa il tempo e più diminuiscono le possibilità di recuperare il terreno perso. A un certo punto bisognerà tirare le somme e, se le cose non dovessero migliorare, anche De Laurentiis sarà chiamato a valutazioni molto più nette e decise".

Perché questo Napoli riesce a giocare molto bene per 60-70 minuti e poi cala così vistosamente?
"Contro la Roma c'è stato un dispendio enorme di energie nel primo tempo ed era prevedibile che nella ripresa il Napoli potesse andare in debito di forze. Credo che l'arretramento sia stato determinato da due fattori: la necessità di rifiatare e l'impostazione tecnica di Allegri. Sul 2-0 Allegri ha preferito tirare un po' i remi in barca, convinto di poter portare a casa la partita. Purtroppo non è successo. Il problema serio è la tenuta difensiva: appena viene aggredito, questo Napoli prende gol e non può continuare così. Se la migliore difesa del Napoli deve diventare l'attacco, tenendo il pallone il più lontano possibile dalla propria area, significa che un problema esiste. Anche perché la natura di Allegri non è certamente quella di un allenatore che vuole attaccare continuamente".