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Futuro Conte, Curcio: "Fossi ADL ecco cosa gli direi. E con quelle parole può restare"

Futuro Conte, Curcio: "Fossi ADL ecco cosa gli direi. E con quelle parole può restare"
Oggi alle 19:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto
A Radio Tutto Napoli focus su Conte, Beukema e mercato: “Il Napoli non ha fallito, serve equilibrio nei giudizi”.

Il giornalista Sergio Curcio è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Che bilancio fai della stagione di Sam Beukema?

"Ma considerando che il Napoli, gioco forza, a un certo punto Antonio Conte ha dovuto passare alla linea a tre, quando probabilmente in qualche partita anche giocare a quattro sarebbe stato importante, sappiamo, lo avete detto poc'anzi, che nella scorsa stagione nella linea a quattro del Bologna si è rivelato uno dei migliori centrali di difesa del campionato. Il ragazzo ha fatto un apprendistato anche nel fare quello che oggi molti definiscono il braccetto di destra della difesa. A me il termine non piace. È un centrale di difesa che gioca scivolando sulla destra e comunque resta un difensore che deve sapere all'occorrenza anche spostarsi. Perché poi, giocando con un 3-4 o con un 3-5, come spesso ha giocato il Napoli, è chiaro che tu devi spostarti più verso il centro. Secondo me, assieme a Rrahmani, avrebbe costituito una coppia veramente molto forte, con Di Lorenzo da un lato e Olivera o Spinazzola dall'altro, anche se Spinazzola è andato a giocare sempre più avanti, come lo fa lo stesso Gutierrez che è arrivato in una fase di mercato importante per il Napoli. È un giocatore che io non posso non rimarcare per la sua nazionalità: è olandese. Voi forse per la giovane età non avrete mai visto giocare dal vivo un giocatore come Rudi Krol, olandese, che a Napoli ci ha deliziato per qualche stagione prima che poi subisse un gravissimo infortunio che negli anni '80 poteva addirittura precludere la carriera. Quindi è un giocatore che, a mio sommesso avviso, il Napoli, a meno che non venga un'offerta clamorosa, deve tenersi ben stretto anche nella prossima stagione, chiunque sia l'allenatore. Credo che Conte non abbia avuto il suo giocatore ideale per quello che era il ruolo a cui è stato destinato per tante partite, però è un giocatore che sa calciare la palla, ha una buona sensibilità e onestamente, per un difensore, soprattutto per una squadra che qualche volta vuole cominciare a giocare dal basso, è un importante punto di riferimento anche di carattere tecnico."

Che partita ti aspetti tatticamente tra Napoli e Bologna?

"Adesso sono un po' cambiate le motivazioni, soprattutto della squadra di Italiano. Mi aspetto una partita forse anche più difficile di quella che abbiamo affrontato in Supercoppa, perché il Bologna non ha nessun tipo di obiettivo, però forse è venuto un po' meno rispetto a quelle che erano le previsioni della vigilia, che parlavano di una squadra che avrebbe dovuto sacrificarsi ma giocare o per l'Europa o, in condizioni minori, per la Conference League. Invece la squadra è venuta un po' meno. Sicuramente sono venuti meno alcuni giocatori che nella scorsa stagione erano stati determinanti, ti parlo di Orsolini. Hanno trovato un buon Bernardeschi, i due attaccanti Castro e Dallinga. Domani forse non so chi giocherà in attacco. Hanno quest'altro giocatore, Rowe, che mi pare sia già appetito dal mercato inglese. Sappiamo anche le dinamiche di mercato di un grosso esperto come Sartori. Io mi attendo che quando Italiano e la dirigenza bolognese si incontreranno, Italiano vorrà mettere sul piatto della bilancia anche qualche sua richiesta. Considerato che quest'anno forse a Bologna non sono stati proprio contenti di come la squadra si è comportata in campionato, perché ha avuto anche periodi di flessione durati un mesetto, io credo che domani sera al Maradona scenderà in campo una squadra che Italiano cercherà di motivare al massimo. Anche per un motivo molto semplice: rincorrendosi queste voci di mercato, con questo effetto domino che potrebbe partire dall'eventuale addio di Conte al Napoli, cosa a cui io non voglio credere moltissimo, Italiano è uno dei nomi che si sono fatti per il Napoli e sappiamo che in passato c'è stato anche un approccio molto soft da parte di De Laurentiis verso il tecnico. Io credo che domani sera troveremo un Bologna molto motivato, quindi guai se il Napoli pensasse di poter giocare una partita con leggerezza ed effervescenza, perché io sono convinto che domani i giocatori del Bologna avranno necessità di dimostrare tanto, sia per una riconferma per la prossima stagione, sia per convincere il tecnico, sia per rimanere in un'ottica di mercato importante di livello medio-alto. Vedremo un Bologna molto portato a giocare la partita e quello che mi fa sperare è che le squadre di Italiano non si chiudono mai in difesa, sono sempre molto propositive, hanno quasi sempre una difesa molto alta e credo che domani sera tra McTominay e Alisson, con qualche imbeccata mi auguro anche di De Bruyne, il Napoli possa trovare gli spazi importanti per andare a rete e impegnare il portiere felsineo."

Che idea ti sei fatto delle voci su Giovanni Manna alla Roma?

"Ma io ho letto che si voleva raddoppiare l'ingaggio, ma addirittura tu mi dici che il Messaggero ha parlato di una proposta che triplica. Io ti dico la verità: se voglio fare Giovanni Manna della situazione, io credo che lui qui a Napoli abbia iniziato un ciclo, un progetto. È giovane, ha un tutor come De Laurentiis che sicuramente è molto efficiente. Però io ho visto che, in un'ottica di mercato, Giovanni Manna ha inciso. Ora non stiamo a dire se bene o male, ma ha inciso. Quindi ha un potere che probabilmente a Roma gli verrebbe meno, perché Gasperini vuole creare una persona di sua estrema fiducia che faccia quello che dice lui. Il calciomercato è fatto anche di scouting che le società hanno ed è su quello scouting che poi i direttori sportivi, anche sulla base della loro esperienza e della loro visione dei calciatori proposti, fanno delle scelte da proporre all'allenatore. Non entriamo nel merito se sia andata bene o male, perché è chiaro che in un mercato di nove-dieci giocatori un paio possono uscire male. Però io ti dico che il discorso è improntato a quello che può essere l'accordo che troveranno prima De Laurentiis e Conte e poi la capacità di Conte e Giovanni Manna di relazionarsi tra di loro, creando una sinergia che sia di carattere tecnico reale e di convinzione totale da parte di entrambi."

Come immagini l’incontro tra Conte e De Laurentiis?

"Sono più democristiano nell'approcciare i discorsi, i dialoghi o i rapporti con altre persone quando c'è bisogno di progettare qualcosa. Però il discorso di De Laurentiis può essere tranquillamente portato al fatto che non si deve parlare assolutamente di ridimensionamento, perché io ho necessità, per motivi di autofinanziamento del club, di rimanere sempre tra le prime squadre del campionato italiano. Ora io a te ho dei mal di pancia e te li voglio esternare con la massima serenità. Mi devi spiegare tutti questi infortuni, mi devi spiegare l'eliminazione dai gironi e la mancata qualificazione agli ottavi di Champions. E poi parliamo della campagna acquisti: il terzo punto cruciale, il punto nodale su cui devono convergere le due intelligenze di Conte e del Presidente. Io fossi De Laurentiis gli direi: 'Qua di ridimensionamento è una cosa che a me dà fastidio solamente sentirne parlare. Io voglio soltanto modificare il progetto e ripartire in un'ottica nuova con te, perché comunque in due anni mi hai regalato lo scudetto al primo anno e non era assolutamente pensabile dopo il decimo posto. Mi hai regalato una Supercoppa che comunque fa bacheca e mi hai riportato a un secondo posto quasi blindato'. Io sono soddisfatto. Io ti voglio mettere a disposizione tre-quattro giovani importanti che tu devi crescere come hai fatto migliorare Hojlund, Bergara, Gutierrez e in un certo senso anche Beukema. Allora io ti voglio dare questa situazione perché sono convinto che tu non solo migliori il progetto, ma addirittura ripartiamo per un nuovo ciclo. Io ti propongo un altro anno di contratto ancora, quindi due anni con un'altra opzione per il terzo e non ti tocco l'ingaggio né tuo né del tuo staff. Ti sta bene? Io onestamente credo che Conte, sentendo parlare in questo modo un presidente, sapendo che qualche cosina ha sbagliato, sapendo comunque di avere dalla sua un secondo posto che non è facile, possa restare. Quest'anno lui ha tenuto, con tante difficoltà, la barca sulla rotta giusta."

Come giudichi le critiche rivolte al gioco di Conte?

"Dire che Conte fa un brutto gioco è, scusatemi il termine, una menità, una grande cavolata. Conte gioca per fare risultato e quando può le sue squadre esprimono anche un bel gioco. Vedi le partite con l'Inter, con la Juventus, con l'Atalanta, con la Lazio a Roma, con la stessa Roma. Certo si soffre, ma il tifoso soffre a prescindere. Anche se vinci 3-0 e ti rilassi, magari prendi un gol e ricominci a criticare. Purtroppo Napoli da questo punto di vista è una città manichea: o tutto o niente. Allora non si può pensare che una squadra, per quanto forte, debba vincere tutti gli anni lo scudetto. Mettiamocelo in testa. Siamo contenti, felici e mi auguro che domani sera ci sia questa esplosione di gioia per quello che Conte è riuscito a fare quest'anno tra tante difficoltà. Mi permetto di dire che anche io qualche volta l'ho criticato, ma la critica, se fatta senza cattiveria, diventa costruttiva, diventa un momento di riflessione per chi la subisce, non un momento di mortificazione. Perché poi ci sono colleghi che, non avendo il senso della misura, quando le cose non vanno benissimo sparano a zero. Il calcio è fatto di una parola semplice, come diceva Bianchi: equilibrio."